Le Pen, la destra sempre perdente. I capolavori di comicità di Conte
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, Marine Le Pen è una perdente. Ha perso oggi come nel 2017. Eppure i nostri commentatori la lodano come perdente di successo perché guardano la Francia con occhi italiani. Non lo dicono ma pensano alla signora Meloni .Tra Macron e Le Pen ci sono circa 20 punti e molti "professori del niente" sorvolano sui soldi (manco pochi) che Madame Le Pen ha chiesto a Putin. E si è pure lamentata per l'alto tasso d'interesse. Ma già, noi italiani siamo abituati a questo. La politica italiana è andata avanti tra rubli e dollari per molto tempo.
Piero Orrù
Caro Orrù, ho conosciuto molto bene il vecchio Le Pen, un affascinante truffatore con il quale Chirac si rifiutò di confrontarsi nel faccia a faccia. E vinse Chirac con più dell'80 per cento. Marine Le Pen, che ne ha ereditato la demagogia, non ha né le qualità affabulatorie né la velocità intellettuale né il carisma d…
Caro Merlo, Marine Le Pen è una perdente. Ha perso oggi come nel 2017. Eppure i nostri commentatori la lodano come perdente di successo perché guardano la Francia con occhi italiani. Non lo dicono ma pensano alla signora Meloni .Tra Macron e Le Pen ci sono circa 20 punti e molti "professori del niente" sorvolano sui soldi (manco pochi) che Madame Le Pen ha chiesto a Putin. E si è pure lamentata per l'alto tasso d'interesse. Ma già, noi italiani siamo abituati a questo. La politica italiana è andata avanti tra rubli e dollari per molto tempo.
Piero Orrù
Caro Orrù, ho conosciuto molto bene il vecchio Le Pen, un affascinante truffatore con il quale Chirac si rifiutò di confrontarsi nel faccia a faccia. E vinse Chirac con più dell'80 per cento. Marine Le Pen, che ne ha ereditato la demagogia, non ha né le qualità affabulatorie né la velocità intellettuale né il carisma del padre. Ed eccoci al punto, che lei ha colto benissimo: Marine è l'epigono di una famiglia politica perdente, straperdente. Neppure noi italiani, con tutte le nostre stramberie, riusciamo a capire come sia possibile che la storia della destra francese si identifichi con una famiglia di perdenti, una sola che ci ha provato, vado a memoria, sette volte. In qualsiasi altro Paese del mondo avrebbero inventato un altro leader. Meno male che le destre francesi hanno la testa dura di Obelix. Altrimenti, temo, contro Macron ce l'avrebbero fatta.
Caro Merlo, capisco che la mia provocazione può infastidire le coscienze dei credenti, tuttavia promuoverei una campagna laica per lasciare fuori le religioni, tutte, dai conflitti del mondo. Abbiamo le prove che le religioni non placano gli animi dei combattenti ma rischiano di trasformarle in guerre sante. Alle truppe d'invasione dell'esercito russo beatificate dal Patriarca Kirill, si sono aggiunti miliziani spietati che della guerra fanno una deprecabile professione, tutti a baciare immagini e santini prima di procedere allo scannamento del "nemico". La guerra santa o santificata santifica Putin contro l'Occidente decadente, perverso, neonazista e irriconoscente nei confronti di Santa Madre Russia.
Daniro Auro Mandelli, Cremona
Dio è e deve restare una grazia privata, la luce delle singole coscienze, una scelta di libertà individuale. La devastazione è inevitabile ogni volta che si cerca di far stare l'Infinito nel finito. L'irruzione di Dio nella storia si chiama Apocalisse.
Caro Merlo, lei lo aveva scritto che il Conte di "né con Macron né con Le Pen" avrebbe sciolto la riserva domenica sera e si sarebbe schierato con il vincitore. Lo ha fatto con un tweet macroniano senza se e senza ma, non appena sono stati resi noti i risultati. E al congresso di Leu si è nuovamente vestito da leader di sinistra con quest'ennesima supercazzola su se stesso: "C'è una strada per fare questo percorso insieme, per essere progressisti insieme, lo abbiamo già sperimentato nel Conte 2".
Angela Dato - Teramo
Devo dare atto al collega Alessandro Barbano che da molto tempo si chiede come sia possibile che gli italiani non si accorgano quanto la comicità di Giuseppe Conte somigli a quella del conte Mascetti di Tognazzi. Eppure, "non siamo pretermessi", "io sono l'inteleguzione" e "salvo intese" sono capolavori più efficaci non solo della supercazzola, ma anche della carta d'indindirindà di Pappagone.