Berlusconi, torna l’orrore delle barzellette. L’arte presa in ostaggio dagli estremisti
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, vorrei spezzare una lancia a favore di Berlusconi, spiegando che il suo presunto voltafaccia al governo Draghi è frutto di un equivoco. Salvini gli aveva proposto "Elezioni subito" ma lui, che non ci sente bene, ha capito "Erezioni subito". E non mi accusi di volgarità, perché qui c'è la verità del personaggio.
Tiziano Peres (Verona)
Rieccoci con le barzellette di Berlusconi e su Berlusconi che pensavamo di aver liquidato con uno sbadiglio. Invece tornano le risate e le impudicizie di una stagione prolungata oltre la fine. E mi viene in mente quel film (Nessuno mi può giudicare) che ebbe successo nel 2011, in piena era berlusconiana. Una prostituta, l'attrice Anna Foglietta, insegnando il mestiere a Paola Cortellesi, le spiega come reagire alle barzellette oscene dei clienti: "Se sono di destra, tu ridi, perché a loro piace tanto sembrare simpatici; se invece sono di sinistra, tu ridi ma annu…
Caro Merlo, vorrei spezzare una lancia a favore di Berlusconi, spiegando che il suo presunto voltafaccia al governo Draghi è frutto di un equivoco. Salvini gli aveva proposto "Elezioni subito" ma lui, che non ci sente bene, ha capito "Erezioni subito". E non mi accusi di volgarità, perché qui c'è la verità del personaggio.
Tiziano Peres (Verona)
Rieccoci con le barzellette di Berlusconi e su Berlusconi che pensavamo di aver liquidato con uno sbadiglio. Invece tornano le risate e le impudicizie di una stagione prolungata oltre la fine. E mi viene in mente quel film (Nessuno mi può giudicare) che ebbe successo nel 2011, in piena era berlusconiana. Una prostituta, l'attrice Anna Foglietta, insegnando il mestiere a Paola Cortellesi, le spiega come reagire alle barzellette oscene dei clienti: "Se sono di destra, tu ridi, perché a loro piace tanto sembrare simpatici; se invece sono di sinistra, tu ridi ma annuisci, perché loro hanno bisogno di sentirsi intelligenti". Insomma, si ri-parte da una barzelletta e si arriva lontano.
Caro Merlo, quando i ragazzi organizzarono in piazza della Repubblica il primo Fridays for future, io non andai dietro ai miei nipoti come avrei voluto. Ho però conservato il giornale di tre anni fa: lei li descrisse "belli senza bandiere, belli e presuntuosi, belli e saputi". Purtroppo, quando gli attivisti, con uno scriteriato blitz agli Uffizi, hanno incollato le mani al vetro della Primavera del Botticelli, ho pensato che non era così che avrebbe dovuto evolvere la protesta. Negli estremisti che, per difendere la primavera della Terra, minacciano la Primavera di Botticelli, non c'è più niente di quel bello.
Licia De Angelis - Roma
Spero che l'idea contorta di aggredire la Primavera di Botticelli per dimostrare che il clima deve essere protetto, non faccia troppo male a quei ragazzi che, nel nome di Greta, avevano trasformato l'inutile e qualche volta violenta "rivolta degli studenti" nella nuova turbolenza epocale, ma senza bandiere e senza odio. Vedrà che i Fridays for future produrranno qualcosa di meglio di questo vandalismo goliardico-futurista. L'assalto agli Uffizi, di cui si teme l'emulazione, non è più il Sottosopra dei figli che diventano maestri dei padri, e va smontato con decisione. Prendere la meraviglia dell'arte come ostaggio dell'ambientalismo fa male all'arte e all'ambientalismo. È vero che non hanno fatto danni alla cornice né al vetro della Primavera, "ma se non ci fossero state - hanno spiegato gli Uffizi - le speciali protezioni decise per i capolavori, avremmo un danno importante, come accaduto in altri musei". Presto nuove protezioni allontaneranno i visitatori dai capolavori. Il modello è la Gioconda, che al Louvre non è esposta ma nascosta: nessuno ha il diritto di guardarla con calma e da vicino; solo una sbirciata, dietro un vetro, a 10 passi. È una brutta sconfitta per l'arte mentre si fa brutto il clima attorno alla bella passione di quei giovani.
Caro Merlo, ho letto la risposta a Marsilio, presidente del mio Abruzzo. Merita un abbraccio. Un logo così brutto è difficile vederlo. Ma che ne sa un fascista romano seppur di origini abruzzesi? La corona è borbonica, e non diciamogli che qualche storico ipotizza che il Guerriero di Capestrano fosse una guerriera. Potrebbe aggiungere nel logo la sua Meloni.
Piero Orrù
Reginetta non dell'Abruzzo, ma di Coattonia.