Vattimo, i serpenti non sono i parenti. Cuperlo è il migliore ma non vincerà
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, scrivo per ringraziarla delle belle parole sul conto mio e del prof. Vattimo. È molto interessante questo “lodo Buzzanca” che sta montando grazie a lei, e non è poca cosa, mi creda. Oggi chiunque abbia anche un minimo patrimonio e nemmeno sia tanto anziano, ma diverso da un certo cliché prestabilito (da chi poi!), può ritenersi minacciato nella sua autonomia. Casi come Lollobrigida, Vattimo, Buzzanca ce ne sono sempre di più e nascono dalla paura di perdere quel che si crede in diritto di avere, per nascita o furberia (“lei non sa chi sono io”) e spalleggiati dalla Legge 6/2004, nonché spesso da conniventi. Ad aver tramato per il patrimonio nel caso Vattimo - la prego di tenere il maiuscolo - NON sono i parenti del filosofo che anzi, oltre ad essere stati tra le fila dei testimoni della difesa nel processo a mio carico, ogni settimana o due ci chiamano per sapere e tirarci su il morale, bensì i se-dic…
Caro Merlo, scrivo per ringraziarla delle belle parole sul conto mio e del prof. Vattimo. È molto interessante questo “lodo Buzzanca” che sta montando grazie a lei, e non è poca cosa, mi creda. Oggi chiunque abbia anche un minimo patrimonio e nemmeno sia tanto anziano, ma diverso da un certo cliché prestabilito (da chi poi!), può ritenersi minacciato nella sua autonomia. Casi come Lollobrigida, Vattimo, Buzzanca ce ne sono sempre di più e nascono dalla paura di perdere quel che si crede in diritto di avere, per nascita o furberia (“lei non sa chi sono io”) e spalleggiati dalla Legge 6/2004, nonché spesso da conniventi. Ad aver tramato per il patrimonio nel caso Vattimo - la prego di tenere il maiuscolo - NON sono i parenti del filosofo che anzi, oltre ad essere stati tra le fila dei testimoni della difesa nel processo a mio carico, ogni settimana o due ci chiamano per sapere e tirarci su il morale, bensì i se-dicenti allievi, i se-dicenti geriatri, i se-dicenti amici senza dignità ne scrupoli. (Né onore!) Mi scuso per aver approfittato del suo spazio (quest’estate ho letto anche un bellissimo articolo di Concita De Gregorio), ma era doveroso verso i parenti di Gianni.
M° Simone C. Caminada – Torino
Il “lodo Buzzanca” sulla libertà dei vecchi innamorati non riguarda dunque i parenti di Vattimo, che non sono serpenti, ma i suoi allievi. Nell’antica Grecia la “scuola” di pensiero non era una famiglia allargata ma una “setta”, con dogmi, confessioni ed eresie. E nella setta, non ai parenti, agli amanti e a se stesso il Maestro appartiene, ma ai seguaci, agli allievi.
Caro Merlo, la candidatura di Gianni Cuperlo riporta la discussione congressuale ai contenuti: “Radicalità per ricostruire”. Chi avvelena i pozzi parlando di divisioni a sinistra e di protagonismi non conosce il lavoro che grandi gruppi di persone svolgono nel partito, non per “piazzare” un candidato, ma per affermare idee.
Bruna Cibrario - Torino
Non ho alcuna intenzione di iscrivermi al Pd, ma mi piace, nella candidatura di Gianni Cuperlo, il pur fragile tentativo di creare non una segreteria di partito, ma una leadership da proporre al Paese. Colto, tollerante, elegante, nella mental map della generazione alla quale sono state tolte le utopie, Cuperlo è il giovane vecchio, forse l’ultima, esile speranza di una “sinistra- sinistra” che non sia ideologia d’antiquariato, ma sia, al contrario, più moderna della “sinistra di destra”. Finirebbe l’ozioso, archeologico divertimento intellettuale fatto di “impostazione ordoliberista”, “mantra della disintermediazione” e “multilateralismo democratico” ma, con la definitiva conferma della scelta occidentale, ci sarebbe anche il ritorno del romanticismo e della grande, inarrestabile voglia di sinistra come luogo del risarcimento ideale e reale. Non sono sicuro che Cuperlo abbia davvero l’imprinting dell’avventura e della fantasia, dell’invenzione e della sintesi, ma sono sicuro che sarebbe miserabile accontentarsi dell’idea che “il peggio del Pd è sempre meglio del meglio di Fratelli d’Italia”. Cuperlo sarebbe invece un modo per fare ripartire la sinistra, punto e daccapo. Ed è per questo che perderà. Perché i maggiorenti dell’apparato, i signori delle tessere si sono divisi in tre schieramenti, sparpagliati in appoggio degli altri tre candidati. Chiunque dei tre vinca, vinceranno loro.