Rocca, il Msi e l’album di famiglia. Lombroso non capirebbe le facce
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, non ho capito molto della contesa fra Alessandro Rocca e Francesco Rocca, presidente della Croce rossa, candidato di Fratelli d'Italia a governatore del Lazio nelle elezioni del 12 febbraio. Sento però che è carica di significati politici nascosti.
Liliana Ricci - Roma
Smuove il mondo dei simboli questa faida politico-familiare tra due "fratelli d'Italia", dove il più giovane, Alessandro, sanguigno e appassionato, accusa il più anziano, Francesco, di essere ormai diventato un uomo di potere e di avere perciò tradito gli ideali fascisti. Dunque, lei ha ragione: sullo sfondo della lite, che magari è solo una storia arcitaliana di parenti serpenti, di fratelli coltelli, si intravvedono gli album di famiglia, le abiure, i revisionismi, le purezze ideologiche e tutto il gran subbuglio del vecchio Msi che diventa governo e lascia alla sua destra uno spazio scoperto di cupa ideologia, che non saprei misurare né sa…
Caro Merlo, non ho capito molto della contesa fra Alessandro Rocca e Francesco Rocca, presidente della Croce rossa, candidato di Fratelli d'Italia a governatore del Lazio nelle elezioni del 12 febbraio. Sento però che è carica di significati politici nascosti.
Liliana Ricci - Roma
Smuove il mondo dei simboli questa faida politico-familiare tra due "fratelli d'Italia", dove il più giovane, Alessandro, sanguigno e appassionato, accusa il più anziano, Francesco, di essere ormai diventato un uomo di potere e di avere perciò tradito gli ideali fascisti. Dunque, lei ha ragione: sullo sfondo della lite, che magari è solo una storia arcitaliana di parenti serpenti, di fratelli coltelli, si intravvedono gli album di famiglia, le abiure, i revisionismi, le purezze ideologiche e tutto il gran subbuglio del vecchio Msi che diventa governo e lascia alla sua destra uno spazio scoperto di cupa ideologia, che non saprei misurare né saprei come chiamare se non "veterofascismo".
Caro Merlo, sono d'accordo: la fisiognomica non è una scienza ma in essa c'è un fondamento di verità. Tutti giudichiamo, e spesso giudichiamo bene, gli altri anche dalla faccia.
Franco Pelella - Pagani (Sa)
E però la fisiognomica, proprio perché serve a decifrare la personalità, oggi viene truccata, non solo dal bisturi estetico, e il povero Lombroso diventerebbe persino più pazzo di com'era. Diciamo la verità: visto che la faccia parla, nessuno porta tutti i giorni la stessa faccia. Tutti indossiamo, di volta in volta, la faccia di bronzo, la faccia tosta, la faccia barbosa o la faccia barbuta, la faccia facciosa, la faccia un po' così, sino alla faccia di m... Oggi il chirurgo "cambia i connotati", che era una delle peggiori minacce, perché significava renderti estraneo a te stesso, persino peggio del "ti taglio la faccia" che era la condanna alla deformazione permanente inflitta dall'Inquisizione e dalla mafia. Presto non si andrà più dal chirurgo solo per la bellezza e i labbroni sexy. A volte servirà avere due nuove guance tenere e rassicuranti o al contrario farsele scavare, emaciate e sofferenti, come un bell'intellettuale fazioso. Cambiare faccia è ormai un espediente della coscienza, un trucco della morale come insegnano i trasformisti della politica: il lifting di Berlusconi, le facce sformate di Grillo, Conte dalle mille facce.
Caro Merlo, farà qualcosa il ministro Piantedosi per il "rave" dei tifosi sulla A1?
Enza Pancaldi - Bologna
Sicuro. Diventerà ancora più inflessibile contro i migranti e le Ong, e non darà requie ai tossici che andranno ai rave party. L'impunità degli ultrà del calcio, criminali armati e incappucciati, lo confermano come "uomo forte". Con i deboli.
Caro Merlo, ha ragione lei, quello di padre Georg è "il tradimento del maggiordomo", spacciato, aggiungo io, per scienza teologica. Povero Ratzinger, la sua esistenza così spirituale, colta e profonda è stata immiserita dal segretario particolare che lo custodiva, e ridotta, come ha ben detto Papa Francesco, a "chiacchiericcio".
Maria Plebani - Brescia
C'è una poesia, che Camilleri definiva "celeberrima", di Nino Martoglio, "il vero creatore del teatro siciliano" secondo Pirandello. Ecco il titolo: La criata sparrittera, la cameriera pettegola.
Caro Merlo, "per non sapere né leggere né scrivere".
Massimiliano Capodacqua - Avezzano
Ghigliottina