Non muoio neanche se mi ammazzano, Cosa nostra è anche cosa vostra
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, la lettera di Letizia di Maio sui militari italiani internati dimenticati lacera ferite più forti nel Giorno della memoria. Figli di quei patrioti curano una mostra nella Sala della Gran Guardia, a Padova, dal 27 gennaio, "Pittori nei Lager nazisti. Dipinti e disegni realizzati dagli Internati Militari Italiani": 16 artisti e 80 disegni con scene di vita quotidiana, baracche, spicchi di cielo, ombre curve di uomini ai lavori forzati piegati da neve e vento. È la prima in Italia.
Tina Lepri - Roma
È realizzata a Padova dal Museo Nazionale degli Internati Militari Italiani (Imi) una bella istituzione da coltivare e proteggere. Nello stesso campo di concentramento con mio zio, l'ufficiale medico Nino Merlo, che oggi avrebbe107 anni, c'era il grande scrittore umorista Giovannino Guareschi, l'inventore di Peppone e Don Camillo, che proprio lì a Cz?stochowa, in faccia ai nazisti, pronunziò quella battuta che poi sarebbe di…
Caro Merlo, la lettera di Letizia di Maio sui militari italiani internati dimenticati lacera ferite più forti nel Giorno della memoria. Figli di quei patrioti curano una mostra nella Sala della Gran Guardia, a Padova, dal 27 gennaio, "Pittori nei Lager nazisti. Dipinti e disegni realizzati dagli Internati Militari Italiani": 16 artisti e 80 disegni con scene di vita quotidiana, baracche, spicchi di cielo, ombre curve di uomini ai lavori forzati piegati da neve e vento. È la prima in Italia.
Tina Lepri - Roma
È realizzata a Padova dal Museo Nazionale degli Internati Militari Italiani (Imi) una bella istituzione da coltivare e proteggere. Nello stesso campo di concentramento con mio zio, l'ufficiale medico Nino Merlo, che oggi avrebbe107 anni, c'era il grande scrittore umorista Giovannino Guareschi, l'inventore di Peppone e Don Camillo, che proprio lì a Cz?stochowa, in faccia ai nazisti, pronunziò quella battuta che poi sarebbe diventata uno dei suoi tormentoni, dei suoi slogan: "Non muoio neanche se mi ammazzano!".
Caro Merlo, mi sembra che anche lei nella risposta al professor Giuseppe Saglimbeni da Toronto abbia difficoltà ad ammettere che i capi mafia siano criminali siciliani mafiosi, nati in Sicilia, residenti in Sicilia base dei loro business in Sicilia, e latitanti per decenni in Sicilia. In Emilia, Lombardia, Veneto ecc., sarebbero stati criminali ma non mafiosi. La mafia è nata in Sicilia ed è siciliana. Comunque lei deve rallegrarsi: per merito suo la Repubblica ha avuto tre nuovi abbonamenti. Però il nostro professor Saglimbeni, siculo-torontino, va bene che erano le cinque del mattino, ma si è dimenticato che "all Cretans are liars ".
Gabriele Muselli - Venezia
Caro Muselli, ha ragione: la mafia è nata in Sicilia, come tante altre cose, tra le quali la retorica che le permette di fare il cretese meglio di un cretese. Come avevo scritto, non credo alle specialità siciliane, neppure a quelle magnificate come meraviglie, che mi sembrano alibi degli sconfitti, e penso che "la Sicilia sia irredimibile". E però, proprio voi veneti siete stati i primi ad organizzare, tutta da soli, la feroce mafia poi esportata nell'intero Nord Italia. Colgo più di una somiglianza tra Matteo Messina Denaro e Felice Maniero. Di sicuro, con lui Cosa nostra è diventata cosa vostra.
Caro Merlo, la nave umanitaria Geo Barents di Medici Senza Frontiere ha soccorso 69 naufraghi (di cui 20 bambini e 9 donne) al largo della Libia. Il ministro Piantedosi, replicante di Salvini, per un "dispetto" puerile e disumano, l'ha costretta a 100 ore di navigazione per approdare al porto assegnato di La Spezia (lì dove il Mediterraneo finisce). I due provino a immaginarsi colpiti da un infarto a Sondrio o Bergamo e trasportati, per il capriccio di un cretino qualsiasi, al pronto soccorso di Trapani (lì dove lo Stivale finisce).
Gianfranco Pignatelli
"Il lupo" Piantedosi ha dato una faccia fredda e burocratica alla ferocia italiana.
Caro Merlo, a proposito di Conte ambientalista, "Il falso e il vero verde" direi alla Quasimodo.
Leonardo Sestopassi
Falso autentico. Nella poesia di Quasimodo forse lei ha visto Conte nel "volto affondato in un'acqua appena mossa" o magari, suggestionato dai sondaggi che lo premiano, nel "ghigno scatenato del certo fiorire".
Caro Merlo, "grazie per essere qui!"
Gregorio Corigliano - Cosenza
Ghigliottina