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Censura nello staterello delle Marche. Donzelli-Delmastro, ecco la canzone

Posta e risposta del 4 febbraio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo in questi giorni nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo, è di scena La Traviata con “anteprima giovani” sotto i 30. Però ad Ascoli e Fermo tale anteprima sarà in forma di concerto e non scenica perché le locali autorità hanno ritenuto lo spettacolo osceno e inadatto ai giovani: Violetta è infatti trans. Ora, sul teatro di regia si discute da anni e uno spettacolo può essere criticato e anche stroncato, ma la censura preventiva è inammissibile. Modello Marche anche per la cultura?
Franco Craglia – Tolentino (Macerata)
Non trovo nessun gratuito compiacimento nel trasformare Violetta in una trans. Non solo l’opera di Verdi non perde la pertinenza, ma al contrario ritrova un po’ dell’originaria forza scandalosa per la quale sin dagli esordi (1854) venne censurata nei vari staterelli dell’Italia divisa. Il dramma di Violetta è superato ormai dalla favola di Pretty woman ch…

Caro Merlo in questi giorni nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo, è di scena La Traviata con “anteprima giovani” sotto i 30. Però ad Ascoli e Fermo tale anteprima sarà in forma di concerto e non scenica perché le locali autorità hanno ritenuto lo spettacolo osceno e inadatto ai giovani: Violetta è infatti trans. Ora, sul teatro di regia si discute da anni e uno spettacolo può essere criticato e anche stroncato, ma la censura preventiva è inammissibile. Modello Marche anche per la cultura?
Franco Craglia – Tolentino (Macerata)
Non trovo nessun gratuito compiacimento nel trasformare Violetta in una trans. Non solo l’opera di Verdi non perde la pertinenza, ma al contrario ritrova un po’ dell’originaria forza scandalosa per la quale sin dagli esordi (1854) venne censurata nei vari staterelli dell’Italia divisa. Il dramma di Violetta è superato ormai dalla favola di Pretty woman che ha fatto della scandalosa prostituta una timorata Cenerentola. Perciò Verdi sarebbe contento di questa nuova identità della sua Violetta aggredita dal moralismo e si accenderebbe per il ritorno della censura nello staterello nero delle Marche. Verdi voleva che il pubblico superasse, grazie alla Traviata, “il confine della propria moralità”. Forse gli dispiacerebbe solo che questa censura di Ascoli e Fermo più che occhiuta e reazionaria sia stupida e dunque non degna di lui e della Traviata. Infatti, sarebbe stato più sensato ed efficace non proibirla ai giovani, che a una Violetta trans sono naturalmente pronti, ma ai vecchi melomani che, per quanto liberali, sono notoriamente bacucchi, attaccati alle abitudini, ai pregiudizi e anche ai tempi, ai luoghi e alle identità sessuali fissate dal libretto che per loro vale più dalla natura. Ovviamente anche per questa Traviata, messa in scena dal giovane regista Luca Baracchini, alla fine non ci sarà altro metro di giudizio che la qualità. Qualche rischio lo corre: per Violetta ci vuole una voce di soprano ed è difficile immaginare che a cantare sulla scena sia una trans, non importa se operata.


Caro Merlo, Delmastro non vuole dimettersi, ma come mezza ammissione e mezza misura “forse” cambia casa, abbandonando quella che divide con Donzelli. Come canta Ivano Fossati: “E di nuovo cambio casa /di nuovo cambiano le cose / e di nuovo cambio luna e quartiere / come cambia l’orizzonte, il tempo, il modo di vedere / cambio posto e chiedo scusa”.
Pino Marzo - Sapri
Due conferme: nulla più della casa-dolce-casa inguaia i politici e, seconda conferma, in Italia c’è sempre una canzone che spiega tutto.


Caro Merlo, lei l’aveva scritto che la detenzione al 41 bis dell’anarchico Cospito stava accendendo anche gli studenti. E infatti hanno occupato la Sapienza. Speriamo che il ministro Piantedosi questa volta si contenga.
Daria Molfetta - Roma
Si stanno risvegliando pulsioni e ricordi che erano rimasti senza denti e senza artigli.

 

Caro Merlo, davvero quel mattoide di Calderoli spaccherà l’Italia?
Matteo Sibilla - Milano
Ci prova con tenacia, ma il ritorno della Lega alle sue origini secessioniste è un segno di debolezza non di forza.

 

Caro Merlo, che mondo vede da lassù la Cometa di Neanderthal?
Marco Sostegni - Vinci
Si rassegni, nessuno ci guarda.

 

Caro Merlo, ghigliottina per “ci sta, ci sta” e il cacofonico “stare sul pezzo”, forse coniato proprio nel mondo giornalistico.
Esther di Castro
Ghigliottina