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Primarie, la tentazione è bianca. Morto celebrato, vivo canzonato

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein 
2 minuti di lettura

Caro Francesco, non mi va di non andare a votare perché, per la buona salute del Pd, voglio fare numero, esserci, partecipare. Ma nessuno dei due candidati mi convince sino in fondo. Votare bianca è una resa come canta Battiato?

Rosanna Lampugnani

Cantando “sul ponte sventola bandiera bianca”  hai scelto  il Battiato più scettico e forse il più amaro. Ma con un momento di grande ironia: “A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata / a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie”.

Caro Francesco, non mi va di non andare a votare perché, per la buona salute del Pd, voglio fare numero, esserci, partecipare. Ma nessuno dei due candidati mi convince sino in fondo. Votare bianca è una resa come canta Battiato?

Rosanna Lampugnani

Cantando “sul ponte sventola bandiera bianca”  hai scelto  il Battiato più scettico e forse il più amaro. Ma con un momento di grande ironia: “A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata / a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie”.

 

Caro Merlo, in 6 contro 2 non è rissa. E’ squadrismo .

Mario Finocchiaro - Catania

Non sono squadristi solo gli aggressori. Lo sono anche quelli che raccontano le aggressioni come zuffe.  Ed è squadrista la severità verso la professoressa che li denuncia.

 

Caro Merlo, da insegnante che per quarant’anni ha lavorato nella scuola pubblica posso affermare, senza tema di smentite, che il vero miracolo italiano è che tutte le mattine le scuole aprono e accolgono gli studenti

Gianni Venditto. 

E invece questa destra di botte e di governo attacca la scuola come fosse la Comune di Parigi o la Moneda di Allende. Vedono in ogni insegnante un Gramsci straccione, pensano che nelle aule si sia arroccato il potere sindacale della sinistra, hanno l'idea che il libro è di sinistra e che i processi formativi siano in mano alla sinistra. Sono il gruppo di fuoco di un vecchio rancore ideologico.

 

Caro Merlo, vorrei capire perché alla morte di una persona si ricordano con panegirici vari, tutte le cose buone fatte, ma si tace su quelle che buone non erano.

 Francesco Saverio Vernillo – Napoli

In una delle sue novelle più vere e divertenti,  Cechov racconta che L’oratore, al cimitero, dopo il Requiem e dopo che la vedova ha gridato “lasciatemi andare da lui”, comincia a ricordare “il disinteressato, l’insostituibile, l’incorruttibile” che da lassù “ci sta ora sorridendo con il volto intenerito”. Di botto, però, si ammutolisce, quando il morto gli si para davanti con l'aria molto offesa. Aveva sbagliato persona, e va bene, ma perché il vivo si sentiva offeso? “Il vostro discorso va forse per un morto, ma riguardo a un vivo è una canzonatura. Che avete detto? Disinteressato incorruttibile… Ma di un vivo questo si può dire solo per prenderlo in giro”.

 

Caro Francesco, ti ho letto sul Venerdì sui cretini intelligenti e ho riso di gusto , ma non mi aspettavo nella chiusa quella virgola, prima di poeta: “Forse un giorno scopriremo che sono cretini cognitivi, i poeti”. Forse, prima di “poeti” ci potevano stare tre puntini di sospensione. Ma temo li avresti autoghigliottinati.

 

Carmelo Morabito Tivoli

 

Colui che “prende, parte e non si sente mai solo” diventa, perdendo la virgola, il suo contrario: “prende parte e non si sente mai solo”. Sono virgole il vibrione del colera che uccide e lo spermatozoo che feconda. La virgola determina il senso delle parole, trasforma la realtà in significati, è il codice della strada lessicale. Totò sparge virgole come coriandoli e Joyce le estirpa ad una ad una, ma tramare contro la virgola non paga mai. Bisogna invece amare la virgola sino alla virgolalatria. E se la virgolalatria non la convince, la disinfetti con le virgolette.

 

Caro Merlo, per non “entrare in rotta di collisione” sarebbe meglio “un duro monito”  o una “mossa preventiva”?

Renato Corazza - Udine

Ghigliottina anche per “esercitare le proprie prerogative”.