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"Sono iscritto al Pd dal 2012, ma, umiliato, mi sospendo”

Elly Schlein, segretaria del Pd (palazzotto)
Posta e risposta di sabato 4 marzo 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, sono iscritto al Pd dal 2012. La sua risposta alla signora di Mantova che compativa "i poveri iscritti del Pd" mi ha indignato. Descritti ora come matusa conservatori ora come milizie ubbidienti degli apparati dirigenti, sono stati 151.530 circa gli iscritti votanti al primo turno e sono proprio gli iscritti/militanti che rendono possibili le primarie (che gli altri ci invidiano).
Non voglio commentare ora la anomalia, pur legittima in base al regolamento, del voto degli elettori che ha sconfessato quello degli iscritti. Osservo però che, mentre gli iscritti hanno una tessera e sono (in larga parte) ben identificabili, non è detto che coloro che hanno votato domenica 26 febbraio siano tutti elettori del Pd: pare che il 22% dei votanti fossero dei 5S, poi ci sono quelli di Sinistra Italiana e Verdi che hanno scelto Schlein e anche gli elettori del Terzo Polo e della Destra potrebbero essere venuti a scegliersi il nemico a loro più favorevole.
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Caro Merlo, sono iscritto al Pd dal 2012. La sua risposta alla signora di Mantova che compativa "i poveri iscritti del Pd" mi ha indignato. Descritti ora come matusa conservatori ora come milizie ubbidienti degli apparati dirigenti, sono stati 151.530 circa gli iscritti votanti al primo turno e sono proprio gli iscritti/militanti che rendono possibili le primarie (che gli altri ci invidiano).
Non voglio commentare ora la anomalia, pur legittima in base al regolamento, del voto degli elettori che ha sconfessato quello degli iscritti. Osservo però che, mentre gli iscritti hanno una tessera e sono (in larga parte) ben identificabili, non è detto che coloro che hanno votato domenica 26 febbraio siano tutti elettori del Pd: pare che il 22% dei votanti fossero dei 5S, poi ci sono quelli di Sinistra Italiana e Verdi che hanno scelto Schlein e anche gli elettori del Terzo Polo e della Destra potrebbero essere venuti a scegliersi il nemico a loro più favorevole.
Ma non voglio certo contestare ciò che è successo, anche perché il regolamento delle primarie consentiva tutto questo, anche la partecipazione di elettori di altri partiti.
Gli iscritti sono persone, privati cittadini con un lavoro che non ha nulla a che vedere con la politica, che pagano una tessera, almeno. Forniscono i loro dati per essere contattati in caso di incontri o iniziative dei circoli del partito e in molti partecipano, nel tempo libero, a quelle iniziative. Buona parte degli iscritti, ed è il mio caso, fa poi militanza attiva, cioè presta servizio volontario alle Feste dell'Unità o ad altre iniziative di auto-finanziamento, per supportare economicamente le sezioni. Lo fa in maniera volontaria, sottraendo tempo libero alla famiglia e ad altri interessi propri. Questo tipo di servizio, per essere di qualità (pensiamo al lavoro delle cucine nelle Feste) ha bisogno di iscritti fidelizzati nel tempo, storici, che abbiano maturato esperienza e affiatamento. E non di persone che, sull'onda dell'entusiasmo, si presentano una volta sì e cinque no e producono in una sera due primi e venti selfie di loro al lavoro (esperienze vissute di persona, ovviamente).
La probabile disaffezione degli iscritti/militanti storici, sconfessati dal voto e umiliati dai nuovi politici e da certa stampa (è il suo caso), non farà bene all'organizzazione del partito. Ho deciso di sospendere la mia militanza, anche per ragioni politiche: perché se davvero questo Pd è una cosa nuova, prima di offrirgli il mio tempo devo capire in che cosa consiste (ho votato Bonaccini, com'è evidente).

Matteo Minelli - Bologna
Mi spiace aver tagliato la sua bella lettera. La signora Lisa Bianchini aveva scritto: "Fa ridere che la destra si indigni perché "i poveri iscritti" del Pd avevano espresso un segretario diverso da quello che è stato poi eletto". Irrideva la destra, com'è evidente. Cambiare al secondo turno il corpo elettorale ha cambiato soggetti e natura della sfida: non solo Bonaccini contro Schlein, ma iscritti contro elettori. E dove c'è un vincitore c'è un perdente. Così ho risposto e, forse avrei dovuto dire, in modo più gentile ma più chiaro, che non il ballottaggio ma quel primo turno di soli iscritti ha messo a rischio i militanti come lei che, con la loro passione e la loro storia, sono l'inestimabile bene rifugio che ora Elly Schlein dovrà recuperare. È stata eletta segretaria, le tocca diventarlo.