La donna secondo il “Teheran Times” . Va a Crotone il governo in disgrazia
di Francesco Merlo , di Francesco Merlo
Caro Merlo, ho sentito alla radio Paolo Mieli dire che anche il “Theran Times” ha celebrato in prima pagina la festa della donna. E ho pensato ai nostri interminabili dibattiti sulla libertà di stampa.
Giulia Masera - Torino
Tra le nefandezze del regime che più al mondo opprime, tortura e uccide le donne c’è anche la sapienza della disinformazione e l’uso, al contrario, della nostra stessa retorica, dalla quale ogni tanto ci facciamo prendere la mano. Paolo Mieli ha citato l’editoriale ”Women’s Day or Women’s Crisis”. Firmato da una donna, Fatemeh Saberi, l'articolo, che si può trovare sul sito del quotidiano di Teheran, è un orrore di retorica su “la disuguaglianza del secolo” che “è stata creata dal capitalismo e dalla cultura patriarcale occidentale, in cui il beneficiario è un uomo e la sfruttata è una donna.” E racconta che negli Sta…
Caro Merlo, ho sentito alla radio Paolo Mieli dire che anche il “Theran Times” ha celebrato in prima pagina la festa della donna. E ho pensato ai nostri interminabili dibattiti sulla libertà di stampa.
Giulia Masera - Torino
Tra le nefandezze del regime che più al mondo opprime, tortura e uccide le donne c’è anche la sapienza della disinformazione e l’uso, al contrario, della nostra stessa retorica, dalla quale ogni tanto ci facciamo prendere la mano. Paolo Mieli ha citato l’editoriale ”Women’s Day or Women’s Crisis”. Firmato da una donna, Fatemeh Saberi, l'articolo, che si può trovare sul sito del quotidiano di Teheran, è un orrore di retorica su “la disuguaglianza del secolo” che “è stata creata dal capitalismo e dalla cultura patriarcale occidentale, in cui il beneficiario è un uomo e la sfruttata è una donna.” E racconta che negli Stati Uniti “le donne vengono vendute come schiave”, “i poliziotti sono stupratori” e meno male che c’è “il Metoo contro l'epidemia di abusi sessuali”. Spiega soprattutto i danni del “sogno americano della bellezza”, e “la mercificazione dell’industria cosmetica”. Immagino che la giornalista Fatemeh Saberi, prima di scrivere, abbia assistito alle fustigazioni, alle impiccagioni per “inimicizia verso Dio”, alle bastonature della polizia morale e agli spari sui genitali delle donne che non sono, come le nostre, “oppresse dal mito della bellezza e dell’industria cosmetica”.
Caro Francesco, il signor Matteo Minelli non ha sciolto la prognosi sul Pd di Schlein; poco male, io, con altri 4 mila l'ho già rimpiazzato, iscrivendomi proprio ieri. Il signor Minelli, da bolognese, sembra molto ferrato in fatto di cucina (lasagne, tortellini, crescentine...). Peccato che in questo momento al Pd non servano cuochi, ma idee.
Rosalina Bianchi - Monza
Anche con Elly nelle feste del Pd il sapore sarà sapere.
Caro Merlo, immagino a Crotone il trambusto all’arrivo dei ministri. Voli e mezzi di trasporto scortati, forze dell’ordine occupate a chiudere e aprire il traffico e a proteggere i “personaggi”. Per essere vicini ai naufraghi? Per mostrare solidarietà alla provincia fra le ultime in classifica ? Penso che si possa evitare questa passerella. Signori ministri, restate a Roma.
Paola Rivi – Ivrea
Si buttano sulle disgrazie quando sentono di essere in disgrazia.
Caro Merlo, ho sentito, su Radio Radicale, Piantedosi in Senato. Mi ha ricordato quel muratore che, al proprietario della casa che gli esprimeva disappunto per il lavoro, rispose che il filo era a piombo e la livella centrata. E l’altro: sarà vero, ma il muro è storto.
Raffaele Jannucci -Roma
Il lupo Piantedosi è il colpevole al quale non si può rimproverare nulla o,se preferisce Konrad Lorenz, "sempre negli occhi del lupo brilla l'innocenza".
Caro Francesco, sono contenta che non abbia ghigliottinato il " mah". Mi ricorda zio Luciano (fratello di papà) che trascinava la "a" a seconda del coinvolgimento: più si trattava di situazioni tristi o di qualche preoccupazione e più trascinava la vocale. E se scoteva il capo, leggevamo la tragedia.
Sara Prando -Torino
Sto ricevendo più lettere d’amore per il mah! che per la Schlein. Mah! (senza se…).
Caro Merlo, mio suocero, novantenne, mi diceva: "Chi dice mah! cuor contento non ha".
Mauro Lambertini
La filastrocca di suo nonno ha una seconda strofa: “Ma chi mah! non dice non è felice”.