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Anastasio, fascisteria e fascisti. Parigi, body shaming a mia figlia

(ansa)
Posta e risposta del 16 marzo 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, grazie a Claudio Anastasio per essersi spinto oltre l'immaginabile. Se l'avessero dissuaso, avremmo avuto per anni a capo di un'importante società pubblica un nostalgico del regime. E sarebbe stato peggio per tutti. Ho però il dubbio che, tra i tanti manager di recente nomina governativa, ci siano personaggi con il pensiero dell'Anastasio, ma più abili nel dissimularlo.
Edoardo Scagni - Broni (Pavia)
La fascisteria, il fasci-scimmiottismo è una patologia ideologica che non può essere dissimulata troppo a lungo perché di tutto si può guarire tranne che di sé stessi. Prima o poi la natura profonda torna in gola al manager della banda Meloni, al sottosegretario, al presidente, al ministro, all'onorevole. E allora la coscienza scappa fuori dal nascondiglio della dissimulazione sotto forma di una parodia del fascismo eia-eia-alalà o di un completino militare, di un busto di Mussolini o di una gaf…

Caro Merlo, grazie a Claudio Anastasio per essersi spinto oltre l'immaginabile. Se l'avessero dissuaso, avremmo avuto per anni a capo di un'importante società pubblica un nostalgico del regime. E sarebbe stato peggio per tutti. Ho però il dubbio che, tra i tanti manager di recente nomina governativa, ci siano personaggi con il pensiero dell'Anastasio, ma più abili nel dissimularlo.
Edoardo Scagni - Broni (Pavia)
La fascisteria, il fasci-scimmiottismo è una patologia ideologica che non può essere dissimulata troppo a lungo perché di tutto si può guarire tranne che di sé stessi. Prima o poi la natura profonda torna in gola al manager della banda Meloni, al sottosegretario, al presidente, al ministro, all'onorevole. E allora la coscienza scappa fuori dal nascondiglio della dissimulazione sotto forma di una parodia del fascismo eia-eia-alalà o di un completino militare, di un busto di Mussolini o di una gaffe, di un braccio romano che si alza come un tic o della pavoncelleria di ricopiare e riadattare i testi di Mussolini alla propria situazione di miniduce di un'azienda partecipata. È difficile dire dove comincia l'eversione e finisce l'autoirrisione involontaria in questi piccoli momenti fatali, tutti con l'innocenza della verità. In genere le fascisterie non sono ironiche e meno che mai sono eleganti, ma c'è sempre un Rampelli che le derubrica a goliardia, un Lollobrigida che le disconosce: l'apologia del fascismo diventa cialtronaggine, non un'antropologia da affrontare con Ferruccio Parri ma con Ugo Tognazzi, il federale dei campeggi dux. Altra cosa sono le politiche: agli Interni, contro gli immigrati, nell'idea di Giustizia e nella Scuola come punizione. Sono affidate a ministri che non hanno il pedigree della gang di bulli squinternati di Colle Oppio. Ma c'è più fascismo nelle loro politiche che nelle fascisterie.


Caro Merlo, ha una figlia di 19 anni che dall'agosto del 2022 studia a Parigi a Sciences Po e, qualche giorno fa, per festeggiare un esame è andata con un'amica a "L'arc Paris", discoteca di tendenza che non aveva mai frequentato. In molti locali per accedere/prenotare si passa per un P.R. che organizza la serata, predispone i tavoli, detta il dress code e le regole di accesso. A mia figlia non è stato consentito l'accesso perché è alta meno di 1,70. Nel Paese paladino della dignità ha subito un volgarissimo "body shaming" e si è sentita affondare, non è stata capace di reagire. Ovviamente queste modalità di selezione non sono pubblicate, ma affidate al P.R. Le abbiamo suggerito di diffondere la cosa attraverso i social, magari di tentare un boicottaggio del locale, ma lei, pur dandoci ragione, non se la sente. Spero di ottenere un attimo di attenzione su Repubblica, almeno per avere la magra consolazione che l'episodio venga conosciuto e diffuso.
Mario De Marinis - Caserta
Evito il lungo e scontato elenco di signore meravigliose, per intelligenza e per bellezza, che non arrivano a 1,70 e vengo al dunque: l'Arc Paris è un club esclusivo, un posto orribile e costosissimo per vip e semivip. Molto meglio essere espulsi che essere accettati.


Caro Merlo, propongo di ghigliottinare un'espressione abusata soprattutto da donne: "Devo essere sincera". È la premessa delle affermazioni più banali. "Quale colore preferisci? Devo essere sincera, preferisco il rosso".
Vinca Sant'Elia - Roma
Ghigliottina.