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Roccella, conversione all’italiana. Il Sudamerica nel “frico” friulano

Il ministro per la Famiglia Eugenia Roccella (ansa)
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Caro Merlo, non crede che l’estremismo della ministra Roccella, la sua  “agitazione calma” o “violenza flemmatica”,  provi che sotto sotto è rimasta radicale?

Emma Giuntini - Pisa

No. Esibisce l'intolleranza delle gerarchie ecclesiastiche prima di Francesco, quelle che organizzarono il family-day, di cui fu pure la portavoce. Della cultura radicale, che è sinonimo di liberale e non di estremista, non ha più nulla, tranne forse un certa capacità dialettica, che esibisce nella forma ossimorica dell’agitazione calma. Da tempo, la conversione non è più il colpo di scena manzoniano nell’Italia politica dove vigono il travestimento e il trasformismo ed è sempre lecito il sospetto di opportunismo nei confronti del Vaticano, che è identità italiana, ma anche potere politico ed elettorale.  Roccella è stata alla testa di tutte le furie ideologiche e devozionali n…

Caro Merlo, non crede che l’estremismo della ministra Roccella, la sua  “agitazione calma” o “violenza flemmatica”,  provi che sotto sotto è rimasta radicale?

Emma Giuntini - Pisa

No. Esibisce l'intolleranza delle gerarchie ecclesiastiche prima di Francesco, quelle che organizzarono il family-day, di cui fu pure la portavoce. Della cultura radicale, che è sinonimo di liberale e non di estremista, non ha più nulla, tranne forse un certa capacità dialettica, che esibisce nella forma ossimorica dell’agitazione calma. Da tempo, la conversione non è più il colpo di scena manzoniano nell’Italia politica dove vigono il travestimento e il trasformismo ed è sempre lecito il sospetto di opportunismo nei confronti del Vaticano, che è identità italiana, ma anche potere politico ed elettorale.  Roccella è stata alla testa di tutte le furie ideologiche e devozionali nei lunghi e cupi anni del berlusconismo cattolico, dal family day, appunto, al feroce accanimento sul corpo della Englaro, sempre fustigatrice dei peccati, tranne, allora, quelli di Berlusconi, a favore del quale nel 2011 firmò un appello al popolo dei cattolici con Formigoni, Gasparri, Lupi, Sacconi, Mantovano, Quagliarello…: una lettera aperta per convincere anche Dio che Ruby era la nipotina di Mubarak.

Caro Merlo, non sono per niente d’accordo con Grandi: gli emigranti italiani in America non hanno portato niente al cibo, anzi ne hanno devastato gusto e qualità, men che meno gli emigranti nei paesi europei. La nostra cultura culinaria ce la siamo costruita da soli evitando il più possibile contaminazioni.

Giovanni Barbui - Pordenone

Non con Alberto Grandi lei è in disaccordo, ma con la storia e con la vita. Prenda il piatto della sua Pordenone, “il frico”, tortino di patate e formaggio con la polenta. La prima ricetta risale al 1456, ma le patate e il mais arrivarono dal Sudamerica molto dopo. Le consiglio i libri di Elisabetta Moro e Marino Niola sul cibo Made in Italy, frutto di migrazioni, mescolanze e contaminazioni. Lei coltiva il mito dell'autoctonia che non è solo un'ideologia reazionaria: è una falsità. Sono sudamericani anche fagioli, pomodoro e peperoni. Sono asiatiche: arance, pesche, albicocche, melanzane e tutte le spezie. E il caffè?  La cucina italo americana protegge e arricchisce l’identità italiana: il piatto simbolo sono gli spaghetti con sugo e polpette. All'inizio erano carni in scatola, ma con l'opulenza diventarono grosse polpette. Gli alimenti si sono integrati prima degli uomini e spesso a loro insaputa. E la cucina è la prova generale dell’umanità di domani.

 

Caro Merlo, ho letto l'articolo di Luciano Violante "La difesa della persona umana". Esiste una persona non umana? Ghighiottina per "umana"?

Paolo Fiumicelli

 

No. E non solo perché sicuramente ci sono persone disumane. La Crusca affidò questa ridondanza a Giovanni Nencioni (1911 – 2008), che nel 1992 la definì “fastidiosa e dannosa”, ma nel 2000 precisò che “quell’ espressione è nata dentro una tradizione filosofica e teologica che, considerando Dio una persona, ovviamente divina, doveva metterlo in relazione con l'unica altra persona esistente nel creato, quella umana”. E dunque “umana non è ripetitivo ma distintivo di divina”. Altre buone ragioni si potrebbe trovare per questa ridondanza. Non dubito che Luciano Violante l’abbia usata con piena consapevolezza.

 

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