I turisti che non vogliono turisti. I ciarlatani nella Chiesa e in tv
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, nella bella intervista di Marco Preve a Maggiani emerge ancora una volta la situazione critica delle Cinque Terre "trattate come Disneyland". Io aggiungo che la vicina Isola di Palmaria, gioiello naturalistico di fronte a Portovenere, è a rischio di diventare (leggi Toti, presidente della Liguria e altri amministratori) la "nuova Capri". Quello che c'è ora andrà perduto per sempre. Conosco bene quelle zone paradisiache in molti periodi dell'anno e inferno in terra in mesi di turisti giornalieri. Il fragile territorio è già stato rovinato in molti punti, fermateli!
Monica Scandelli
Niente e nessuno possono fermare il turismo che è al tempo stesso una risorsa e una maledizione perché porta abbondante e magnifico danaro ma trasforma gli spazi vissuti in paesaggi, le tradizioni in folclore falso e pittoresco e i residenti in camerieri, affittuari, ristoratori che attivano meccanismi di compensazione e…
Caro Merlo, nella bella intervista di Marco Preve a Maggiani emerge ancora una volta la situazione critica delle Cinque Terre "trattate come Disneyland". Io aggiungo che la vicina Isola di Palmaria, gioiello naturalistico di fronte a Portovenere, è a rischio di diventare (leggi Toti, presidente della Liguria e altri amministratori) la "nuova Capri". Quello che c'è ora andrà perduto per sempre. Conosco bene quelle zone paradisiache in molti periodi dell'anno e inferno in terra in mesi di turisti giornalieri. Il fragile territorio è già stato rovinato in molti punti, fermateli!
Monica Scandelli
Niente e nessuno possono fermare il turismo che è al tempo stesso una risorsa e una maledizione perché porta abbondante e magnifico danaro ma trasforma gli spazi vissuti in paesaggi, le tradizioni in folclore falso e pittoresco e i residenti in camerieri, affittuari, ristoratori che attivano meccanismi di compensazione e spesso truffano gli espropriatori. E non finisce qui perché con il turismo arriva subito lo snobismo della critica del turismo che caratterizza quei turisti che vorrebbero essere gli unici ad approfittare delle meraviglie di un luogo, di un'isola, di un deserto, di una città che reclamano solo per sé. La meta deve essere accessibile a loro e inaccessibile agli altri.
Caro Merlo, nella squallida vicenda della ciarlatana di Trevignano mi colpisce l'assoluto silenzio (avrei voluto scrivere "il silenzio assordante", ma lei me l'avrebbe ghigliottinato) delle gerarchie ecclesiastiche. Un silenzio che sa di accondiscendenza, se non peggio.
Alberto Venni - Bologna
Difficilmente la Chiesa aggredisce le madonne di strada, i santoni con la barba da profeta e da brigante, i "santi bevitori", gli spiritati religiosi, che nei quartieri poveri del Sud ancora oggi danno conforto e speranza quando la scienza, la medicina, e anche la legge dello Stato, falliscono. La Chiesa ha un vecchio rapporto di rispetto con i ciarlatani, antica parola che fonde ciarla e cerretani, gli abitanti di Cerreto (Spoleto) dove c'è infatti il museo dei ciarlatani. A loro la Chiesa affidava la questua e la vendita delle indulgenze e grazie a loro alimentava la cultura del meraviglioso e del sacro. Nessuno la ricorda, ma già nel 1762 Parini intitolò I ciarlatani una combattiva cicalata: "State attenti alle cose / troppo maravigliose. / Non vi lasciate stordire al rimbombo: / e nel prestarvi fede / andate cauti e col piede del piombo".
Caro Merlo, nella trasmissione "Cinque minuti" Vespa ha intervistato la sedicente veggente di Trevignano (bella cittadina sul lago di Bracciano). Appena ho capito cosa stava succedendo ho avuto un momento di sconcerto, ribrezzo, costernazione. Ho spento la tv e... non ho parole.
Prof Claudio Procesi - Accademia dei Lincei - Roma
Dove altro dovrebbero esibirsi i ciarlatani?
Caro Merlo, si aprano i corsi di laurea in antifascismo. Come libro di testo suggerisco "Lezioni sull'antifascismo", con scritti di Valori, Salvatorelli, Garosci, Parri ecc. (Laterza, 1962).
Franco Palmieri
È uno di quei libri e di quegli anni dai quali si può sempre ricominciare, in "uno di quei giorni in cui - canta Ornella - ti prende la malinconia".
La ghigliottina mi sembra diventata una pratica spocchiosa ed esibizionistica, proporrei la ghigliottina per lei medesima.
Anna Saponaro
Ghigliottina rifiutata.