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Rampelli, il Msi e l’edilizia selvaggia. Il terzo polo, niente politica solo liti

Matteo Renzi e Carlo Calenda (ansa)
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Caro Merlo, ogni giorno una pena. E non ci si annoia mai. Fabio Rampelli ha il vero sprezzo del pericolo. Dalle parole forestiere agli attacchi ad architetti di sinistra per gli scempi italici, non si fa mancare niente. Forse è solo laureato in architettura ma non ha esercitato. Chissà cosa abbiamo perso.

 Piero Orrù 

In Italia non ci sono scempi da attribuire all'architettura, ma all'edilizia senza progetto: l'Italia dei geometri, delle imprese edili farlocche, dell'abusivismo e delle seconde case selvagge, l'Italia senza piani regolatori. E’ indimenticabile la campagna del “Borghese”, non più diretto da Longanesi che purtroppo era morto, ma dal senatore romano del Msi Mario Tedeschi (1924-1993), contro Fiorentino Sullo, promotore di una riforma dell’edilizia pubblica, ideata con i grandi architetti e urbanisti dell’epoca, tra cui Mario Fiorentino (autore del bellissimo Mausoleo alle Fosse Ardea…

Caro Merlo, ogni giorno una pena. E non ci si annoia mai. Fabio Rampelli ha il vero sprezzo del pericolo. Dalle parole forestiere agli attacchi ad architetti di sinistra per gli scempi italici, non si fa mancare niente. Forse è solo laureato in architettura ma non ha esercitato. Chissà cosa abbiamo perso.

 Piero Orrù 

In Italia non ci sono scempi da attribuire all'architettura, ma all'edilizia senza progetto: l'Italia dei geometri, delle imprese edili farlocche, dell'abusivismo e delle seconde case selvagge, l'Italia senza piani regolatori. E’ indimenticabile la campagna del “Borghese”, non più diretto da Longanesi che purtroppo era morto, ma dal senatore romano del Msi Mario Tedeschi (1924-1993), contro Fiorentino Sullo, promotore di una riforma dell’edilizia pubblica, ideata con i grandi architetti e urbanisti dell’epoca, tra cui Mario Fiorentino (autore del bellissimo Mausoleo alle Fosse Ardeatine) e Luigi Piccinato. Ma, appunto, i fascisti del Borghese riuscirono a fermarlo con un’orribile macchina del fango che gli dava dell'omosessuale (è un vecchio pallino) perché non era sposato. La campagna fu diciamo così "stimolata" dai proprietari dei suoli che odiavano le regole edilizie e dunque l’architettura. E la Dc, che era il partito di Sullo, fu felice di sconfessarlo e nel 1963 (Rampelli aveva solo 3 anni) di sostituirlo. I grandi storici dell’architettura Leonardo Benevolo, Bruno Zevi e Manfredo Tafuri hanno spiegato molto bene che quella riforma avrebbe reso l'Italia moderna ed europea.

 

Caro Merlo, ma le pare la maniera giusta di consolare un ferito per i morsi di un cane il raccomandargli Cechov? Sì, sono digiuno di Anton Cechov, prima o poi doveva venir fuori… speriamo non l’abbia letto anche il sig. Orrù!

Salvatore Siddi -Pino d’Asti (Asti)

 

Cechov ha scritto molti racconti dove i cani sono protagonisti. In uno dei più belli, il cane è di pelo rossiccio e si chiama Kashtanka, Castagna, che era il nome del suo cane di casa. Al gatto aveva dato nome e patronimico, come un cristiano ortodosso, Fedor Timofeik. Vuol dire che il gatto Fedor, in italiano Teodoro (dono di Dio), era figlio del gatto Timoteo (timor di Dio).

 

Caro Merlo, circola una dichiarazione che mi lascia tentennante, perplesso: “Il paziente è stabile, ma migliora”. Può essere?

Salvatore Siddi -Pino d’Asti (Asti)

 No.

Caro Merlo, sapevamo già che non c’è da fidarsi di Renzi che cambia e tradisce ogni volta che gli conviene. Ora sappiamo anche che Calenda, al quale attribuivamo un carattere brutto ma forte, è in realtà solo un debole di carattere. Sembrano il rospo e il camaleonte di Trilussa: “Ognuno crede a le raggioni sue. /Disse er Camaleonte – come fai? / Io cambio sempre e tu nun cambi mai:/ credo che se sbajamo tutt’e due”.

Rita Cortesi - Ravenna

“Raggioni”? Spesso nella Storia d’Italia la politica è degenerata in lite personale. Ma nel Terzo Polo c’è stata sinora una sola politica: la lite personale.

 

Caro Merlo, mi chiedo come possa un essere umano arrivare a decapitare un suo simile.

Luigi Guida - Barletta

La storia degli uomini è piena di decapitazioni, anche nella forma "abbreviata" dello sgozzamento che è un lavoro da macellaio in confronto alla raffinatezza illuminista della ghigliottina. Infatti, la psicanalisi non si sporca con gli sgozzatori, ma si concede ai tagliatori di teste, e nei decapitati vede dei castrati.