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Lollo è in overdose di fascismo. Cibo, lingua e sposi solo italiani

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Caro Merlo, il nostro fascistometro è schizzato con “la sostituzione etnica” del ministro cognato?

Chiara Dondi

E’ un’overdose, senza più nulla di pittoresco. 

Caro Merlo, le esternazioni nazifasciste del cognato del Principe (Machiavelli mi perdonerà) sulla "sostituzione etnica" del popolo italico le prendiamo per buone o sono motti carnevaleschi o dal sen fuggite? Non ho capito niente di questo governo. È oltre le mie conoscenze di normale cittadino. Chissà come va a finire.

Piero Orrù 

 

La sostituzione etnica è un'ideologia razzista che ispira Fratelli d'Italia da molti anni e che Giorgia Meloni ha solo cercato di ingentilire. Ma non esiste la ferocia gentile, come abbiamo v…

Caro Merlo, il nostro fascistometro è schizzato con “la sostituzione etnica” del ministro cognato?

Chiara Dondi

E’ un’overdose, senza più nulla di pittoresco. 

Caro Merlo, le esternazioni nazifasciste del cognato del Principe (Machiavelli mi perdonerà) sulla "sostituzione etnica" del popolo italico le prendiamo per buone o sono motti carnevaleschi o dal sen fuggite? Non ho capito niente di questo governo. È oltre le mie conoscenze di normale cittadino. Chissà come va a finire.

Piero Orrù 

 

La sostituzione etnica è un'ideologia razzista che ispira Fratelli d'Italia da molti anni e che Giorgia Meloni ha solo cercato di ingentilire. Ma non esiste la ferocia gentile, come abbiamo visto con la strage di Cutro. Non è insomma l’abitudine linguistica sfuggita al rude cognato e va presa sul serio perché è il terzo movimento di un’unica, cultura fascista: bisogna mangiare solo italiano, parlare solo italiano, sposarsi solo tra italiani. In tv, nel programma di Floris, hanno riproposto due comizi di Meloni contro l’immigrazione. Il primo era del 2017: “E’ un’invasione pianificata e voluta. Si chiama sostituzione etnica”.  “E noi - aggiungeva sillabando - non-la-con-sen-ti-re-mo”. E nel 2018 si accalorò contro “i pescecani e la finanza speculativa, modello George Soros, che qualcuno vende come un filantropo dimenticando che è semplicemente uno che finanzia la sostituzione etnica dei popoli europei”. E’ consigliato per le piccole italiane il nome Giorgia. La fine, caro Orrù, non è nota.

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Caro Merlo, a quando la tassa sul celibato? 

Michelangelo Dal Pos - Portogruaro  (VE)

Toccherà a Rampelli e Sangiuliano “dare una frustata demografica alla Nazione” perché “la natura impone di generare” e “dato non fondamentale, ma pregiudiziale della potenza politica, e quindi economica e morale delle Nazioni, è la loro potenza demografica”. Per accompagnare la tassa ai single, ai celibi, “ai signorini con il retino in testa – sono ancora parole di Mussolini - e quell' insopportabile odore di saponetta”, la Rai tornerà a trasmettere canzoni non solo contro “gli scapoletti e scapoloni” ma anche contro le zitelle: “Una tassa pure a quelle / glie dovremo far pagare. / Ben formate e grassottelle, / er marito glie cce vò”. Lo so, ho usato parole vecchie, ma sono le miglior per capire quelle nuove.

 

Carlo merlo, siamo la quinta C, abbiamo fatto una bella gita a Auschwitz, tutto spesato dalla scuola, ci siamo divertiti un sacco, sapessi, tanti selfies…

Pippo e altri 22.

Nella sua ironia dark si nasconde il delicato problema del turismo di massa nei luoghi della memoria, non solo quelli della Shoa, ma anche musei di guerra, campi di battaglia, monumenti simbolo di tragedie storiche, l’intera Hiroshima, il cimitero americano di Omaha Beach (Calvados). Non è facile conciliare il raccoglimento con i grandi numeri, le gite scolastiche, le famiglie con i bambini… Spesso le vittime dirette e i loro discendenti non si ritrovano nel sovraffollamento dove sono inevitabili i comportamenti irrispettosi, anche se innocenti. A Berlino, il “Memoriale agli Ebrei d'Europa uccisi”, presentato nelle guide come una delle principali attrazioni, è visitato ogni anno da più di mezzo milione di turisti. Peter Eisenman lo ha immaginato come un luogo di incontro e di convivialità che meglio di una terra sacra, realizza, secondo lui, lo scopo della memoria: “mai più”.