✕

C’è troppa indignazione a sinistra. Demografia, complotto e storia

Francesco Lollobrigida 
2 minuti di lettura

Caro Merlo, nessun complotto: siamo vecchi, ladri (evasori), non facciamo bambini e i pochi giovani di talento o sono disoccupati o vanno all’estero. La sostituzione etnica è dunque il nostro futuro e noi di sinistra faremmo bene a smetterla di indignarci. I cinesi ci invidiano e hanno imposto alle famiglie di non fare più di un figlio, mentre le nostre non vogliono farne proprio. E infatti noi non siamo “minacciati”, come loro, da milioni di bambini che potrebbero mettersi in testa di cambiare l’Italia. E non pensi che sia una battuta. Il futuro è dei giovani, ma la demografia è un brutta bestia: l’Iran, che è la teocrazia più feroce, sta evolvendo verso la democrazia (si spera) perché metà della sua popolazione è sotto i trent’anni, ma in Israele la popolazione palestinese potrebbe presto diventare più numerosa di quella israeliana (in Israele non hanno diritto di voto, ma, cert…

Caro Merlo, nessun complotto: siamo vecchi, ladri (evasori), non facciamo bambini e i pochi giovani di talento o sono disoccupati o vanno all’estero. La sostituzione etnica è dunque il nostro futuro e noi di sinistra faremmo bene a smetterla di indignarci. I cinesi ci invidiano e hanno imposto alle famiglie di non fare più di un figlio, mentre le nostre non vogliono farne proprio. E infatti noi non siamo “minacciati”, come loro, da milioni di bambini che potrebbero mettersi in testa di cambiare l’Italia. E non pensi che sia una battuta. Il futuro è dei giovani, ma la demografia è un brutta bestia: l’Iran, che è la teocrazia più feroce, sta evolvendo verso la democrazia (si spera) perché metà della sua popolazione è sotto i trent’anni, ma in Israele la popolazione palestinese potrebbe presto diventare più numerosa di quella israeliana (in Israele non hanno diritto di voto, ma, certo, se fossero più degli israeliani…) Insomma, oggi la demografia è storia e la storia non è un complotto: l'Europa, che io conosco bene perché ho vissuto in Inghilterra e in Francia, in meno di 50 anni da bianca diventerà meticcia e poi nera e gialla. E poiché la prima a completarsi sarà inesorabilmente la sostituzione culturale, mi creda, non bisogna lasciare il problema alla destra. Ci vorrebbe finalmente un pensiero di sinistra, ma presto -se non ora, quando?- perché sostituzione vuol dire rimpiazzo, scambio, un mondo che finisce e ricomincia, ma senza di noi. Amen.

Giulia Maltese - Milano

Nel mondo che lei vede morituro l’integrazione non è “sostituzione etnica” che rimane, anche se inconsapevolmente, la cultura del razzismo scientifico. Si può non aver letto nulla del fantomatico complotto, denunciato dai suprematisti, per “sostituire” gli europei (europeidi li chiamava de Gobineau) con i neri e i gialli, e si può arrivare al razzismo più facilmente, anche da ignoranti. È più digeribile, infatti, l'idea che il meticcio cambi e degradi la natura dell’europeo, dell'italiano e ne sostituisca a poco a poco la civiltà. Ma le sembra che sia un supplente di civiltà Sadiq Aman Khanm, dal 2016 sindaco di Londra, la città più grande d'Europa e con New York la più multiculturale del mondo? Lei confonde l'arricchimento con la sostituzione e sicuramente ha un senso criticare la sinistra che più si impoverisce di pensiero più si gonfia di indigjnazione. Ma è un ricchissimo conservatore di destra, induista e figlio di immigrati indiani, il premier inglese Rishi Sunak: è un inglese a capo degli inglesi e non è un sostituto. Lei dice che per prima arriverà “la sostituzione culturale” ma le pare che la cultura francese sia meno francese perché il ministro Rima Abdul-Malak è nata in Libano? Nelle scuole dell’Inghilterra   si continua a studiare Dickens e si impiega un sacco di tempo su Enrico VIII e le sue sei mogli (l’ordine è: divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, sopravvissuta), ma si studiano bene anche le vie della seta che da secoli connettono Europa, Asia Africa. E forse anche Francesco Lollobrigida potrebbe ricominciare con i libri (Mondadori) dello storico Peter Frankopan, un inglese non ancora “sostituito”. Per finire con le sostituzioni, è addirittura indipendentista e nazionalista il premier scozzese Humza Yousaf. Figlio di pakistani, è musulmano e indossa il kilt. Si rilassi, l’integrazione non uccide, ma resuscita.