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Torino, l’ordine è un valore di sinistra. Schlein, Berlusconi e le terrazze romane

Posta e risposta del 22 aprile 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, l’essere umano nella parte inferiore del suo corpo, non ha radici: ha piedi!
Salvatore Siddi - Pino d’Asti (Asti)
Anche nella politica chi si affida alla testa e alle gambe va avanti, chi cerca invece l’ombelico (il centro) rimane fermo a rimirarselo.


Caro Merlo, dopo una settimana, vorrei ringraziare Stefano Lo Russo, sindaco di sinistra, che la settimana scorsa ha completato lo sgombero pacifico, direi persino gentile, delle famiglie rom che da quasi 3 anni occupavano illegalmente le case popolari in via Scarsellini. Ordine, legalità, sicurezza? Non so qual è il valore che ci veniva negato, ma vorrei testimoniare che per tanta gente del quartiere è davvero cambiata la vita. Io non ho votato Lo Russo, ma oggi lo voterei. Quando la sinistra è così è bello riscoprirsi di sinistra.
Miriam Bertoni - Torino
Se a destra non fosse alimentato da un disgustoso razzismo e da una voglia di menar le mani, “l’or…

Caro Merlo, l’essere umano nella parte inferiore del suo corpo, non ha radici: ha piedi!
Salvatore Siddi - Pino d’Asti (Asti)
Anche nella politica chi si affida alla testa e alle gambe va avanti, chi cerca invece l’ombelico (il centro) rimane fermo a rimirarselo.


Caro Merlo, dopo una settimana, vorrei ringraziare Stefano Lo Russo, sindaco di sinistra, che la settimana scorsa ha completato lo sgombero pacifico, direi persino gentile, delle famiglie rom che da quasi 3 anni occupavano illegalmente le case popolari in via Scarsellini. Ordine, legalità, sicurezza? Non so qual è il valore che ci veniva negato, ma vorrei testimoniare che per tanta gente del quartiere è davvero cambiata la vita. Io non ho votato Lo Russo, ma oggi lo voterei. Quando la sinistra è così è bello riscoprirsi di sinistra.
Miriam Bertoni - Torino
Se a destra non fosse alimentato da un disgustoso razzismo e da una voglia di menar le mani, “l’ordine” sarebbe un valore-rifugio condiviso. Diciamola allora così: l’ordine solidale è un valore di sinistra, come l’acqua pulita, come i binari del tram, come la cortesia di un vigile urbano, come l’andatura allegra e sicura di una ragazza che rincasa tardi.


Caro Merlo, per favore non mi ghigliottini né mi mandi a quel paese, ma la destra un po’ di ragione ce l’ha a prendere in giro “la festa della debuttante” Elly Schlein nell’attico ai Parioli di Claudio Baglioni, con Carlo Verdone, i coniugi Franceschini, Paolo Sorrentino e un po’ di generone romano dello spettacolo…. Mi sono venuti in mente Berlusconi e Tony Renis, anche se Baglioni a Sanremo fu molto più bravo.
Mariangela Stoppa - Novara
Berlusconi invitava lui e mai si faceva invitare: “Venite con le signore”. Sicuramente è meno divertente, ma forse più pertinente, il malinconico richiamo alla Terrazza di Scola, o più in generale all’eternità delle terrazze romane.


Caro Francesco, vero, il complotto per sostituire gli italiani non esiste, anche se talvolta aggiungerei “purtroppo”. Basta però con questa esaltazione acritica del melting pot e del “penitenziàgite”, quasi non vediamo l’ora che i nostri nipoti diventino un’ insalata russa. La sostituzione etnica o, se preferisci, “cambiamento demografico”, è attuato nei territori di Israele, in Tibet, e fu attuato dall’Urss nei paesi baltici e nella stessa Crimea; e dal fascismo prima, da Tito poi, nell’area giuliano-dalmata. Per tacere dei Serbi negli anni ‘90, dei turchi a danno degli armeni. La storia non è una coperta da tirare su o giù, negando i concetti scomodi.
Roberto della Rovere - giornalista
Caro Roberto, l’integrazione non c’entra nulla con questa “insalata russa” di guerre, deportazioni, pulizie etniche, violenze di massa, persino genocidi. Al contrario di tutto questo, è un valore di civiltà e di pace, non sostituisce ma aggiunge, non uccide ma resuscita.


Caro Merlo, per la serie “…scusi se la mia ignoranza non è pari alla sua” (Gassman ne La grande Guerra), dopo chi possedeva un appartamento a sua insaputa, oggi abbiamo un ministro della Repubblica che ignora il significato di quello che ha detto.
Andrea Piva - Padova
Molto arguto, caro Pica: il ministro Lollobrigida, che dice di non accorgersi di quello che dice, aggiunge un episodio alla commedia A mia insaputa inventata da quel genio di Scajola. Anche Lollobrigida preferisce il dileggio al biasimo e si fa fesso per farci fessi.