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Fini, perché non vogliono che parli Il 25 aprile deve onorare l’Ucraina

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Caro Merlo, Gianfranco Fini in tv da Lucia Annunziata ha espresso opinioni apprezzabili pure nei modi, e condivisibili anche da parte di chi di destra non è. E non è la prima volta che accade. Guardando all'ieri, mi era sembrato sincero e non privo di generosità il lungo percorso che aveva compiuto, e che per lui sarebbe stato molto più comodo, negli anni (terribili!) del berlusconismo trionfante, rimanere allineato e coperto. Invece si mise in gioco: e perse tutto. Oggi che le sbracature più turpi non sono più esercizio semi-esclusivo del capobastone, ma ben distribuite e cifra comune di una truppa così frettolosamente assurta a stato maggiore, viene da chiedersi per quale motivo un uomo come Gianfranco Fini sia ancora ai margini della politica.

Fabio Benassi –Parma

I Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non perdonano a Gianfranco Fini di essere quel che non riescono a diventare. Grazie a lui, so…

 

Caro Merlo, Gianfranco Fini in tv da Lucia Annunziata ha espresso opinioni apprezzabili pure nei modi, e condivisibili anche da parte di chi di destra non è. E non è la prima volta che accade. Guardando all'ieri, mi era sembrato sincero e non privo di generosità il lungo percorso che aveva compiuto, e che per lui sarebbe stato molto più comodo, negli anni (terribili!) del berlusconismo trionfante, rimanere allineato e coperto. Invece si mise in gioco: e perse tutto. Oggi che le sbracature più turpi non sono più esercizio semi-esclusivo del capobastone, ma ben distribuite e cifra comune di una truppa così frettolosamente assurta a stato maggiore, viene da chiedersi per quale motivo un uomo come Gianfranco Fini sia ancora ai margini della politica.

Fabio Benassi –Parma

I Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non perdonano a Gianfranco Fini di essere quel che non riescono a diventare. Grazie a lui, sono stati ammessi nella democrazia, ma hanno paura della riconoscenza. Persino il diritto di parlare in pubblico devono a Fini, ed è lo stesso diritto che ora vorrebbero negargli. Ne è prova il fastidio senza grazia che esibiscono verso Lucia Annunziata: le rimproverano di essere, come dicono, “una giornalista faziosa”, che è la solita pantomima che accompagna la lottizzazione e la presa del potere in Rai, ma la verità che ci sta sotto è indicibile perché li svergogna. Non tollerano che periodicamente, con la puntualità e la forza di una coscienza, Lucia faccia parlare il leader che li ha affrancati, li metta davanti all’uomo che ha inventato il mondo dal quale vogliono che rimanga fuori, seppellito nel silenzio, liquidato con irridenti alzate di spalle, messo tra parentesi.  

Caro Merlo, il nostro 25 aprile solo in apparenza si compatta tutti. E’ vero che la rivalutazione storica del fascismo, che tanto impegna questo sciagurato governo, rilancia l’unità della Resistenza. Ma non crede che questo 25 aprile sarebbe davvero il trionfo dell’antifascismo se fosse convintamente, emotivamente, dedicato all’Ucraina?  E’ quello ucraino il popolo che oggi resite e combatte contro il dittatore Putin, contro il fascismo. A Kiev sboccia “il fiore del partigiano, morto per la libertà!”.  Davvero è possibile che ci sia un antifascismo filo-putiniano e dunque filofascista?

Lucia Donnarumma - Napoli

La semplificazione dice che non è possibile, ma la verità è che ci sono, a sinistra, “i pacifisti” che stanno con i partigiani di ieri e con i fascisti di oggi. Sono quelli che l’aggressione della Russia è “colpa è della Nato”, quelli che l’Ucraina avrebbe dovuto e ancora dovrebbe arrendersi, quelli che “l’invio di armi in Ucraina espone il nostro Paese a un grave pericolo”. Si sa che la retorica minaccia tutte le feste e che il rito le “desantifica”. Si dice: “Passata la festa, gabbato lo santo”.  Questi fanno la festa mentre gabbano lo santo

 

Caro Merlo, quando mi capita di vedere una partita di calcio in Tv, sento spesso l'espressione: "Aggredire lo spazio" oppure: "Conquistare lo spazio". Possono avere l'onore della Ghigliottina?

Pietro Capuzzimati – Taranto  

Ghigliottina respinta. Non sono tic linguistici, frasi fatte, lessico pigro. Sono invece azzardi, magari troppo audaci, che ribadiscono l’inesauribile creatività di chi racconta il gioco del calcio e molto ha dato e continua a dare alla lingua italiana.