✕

Meloni sbeffeggia il Primo maggio. La Russa, il fascismo non fa ridere

Posta e risposta del 26 aprile 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, trovo pensosa e puerile l'idea di fare un Consiglio dei ministri il Primo maggio, perché, parola di Salvini al Tg1, "noi lavoriamo mentre gli altri cantano e ballano". Che frase stupida e irritante! Hanno solo inventato un alibi per non partecipare, dopo il 25 Aprile, ad una festa, ad eventi che non gradiscono o in cui evidentemente si sentono non graditi. Ma il Primo maggio lasciateci cantare (magari con la chitarra in mano) e pure ballare, siamo Italiani!
Prof Claudio Procesi - La Sapienza - Roma
Piace a Salvini, ma è di Giorgia Meloni la furbata di lavorare il Primo maggio, e non per "per onorare", come dice, "il lavoro lavorando", ma per fare uno sberleffo alla Festa del lavoro, che è stata sempre il tormento dell'estrema destra italiana. Infatti, Mussolini nel 1923 la abolì. Tornò come festa nazionale nel 1947 e da allora, per tanti anni, il Msi ha provato a fare le sue contromanifestazioni, tutt…

Caro Merlo, trovo pensosa e puerile l'idea di fare un Consiglio dei ministri il Primo maggio, perché, parola di Salvini al Tg1, "noi lavoriamo mentre gli altri cantano e ballano". Che frase stupida e irritante! Hanno solo inventato un alibi per non partecipare, dopo il 25 Aprile, ad una festa, ad eventi che non gradiscono o in cui evidentemente si sentono non graditi. Ma il Primo maggio lasciateci cantare (magari con la chitarra in mano) e pure ballare, siamo Italiani!
Prof Claudio Procesi - La Sapienza - Roma
Piace a Salvini, ma è di Giorgia Meloni la furbata di lavorare il Primo maggio, e non per "per onorare", come dice, "il lavoro lavorando", ma per fare uno sberleffo alla Festa del lavoro, che è stata sempre il tormento dell'estrema destra italiana. Infatti, Mussolini nel 1923 la abolì. Tornò come festa nazionale nel 1947 e da allora, per tanti anni, il Msi ha provato a fare le sue contromanifestazioni, tutte ovviamente di scarso successo. A Pinuccio Tatarella che, persino prima di Fini era passato alla democrazia, il Primo maggio piaceva davvero, e ricordava divertito i comizi di Pino Romualdi, che era nato anche lui a Predappio, e aveva, oltre allo stesso sangue caliente, anche la pronuncia romagnola di Mussolini e perciò trasformava il "fascismo" in fassismo. Ebbene, Romualdi affacciava la testa dietro al palco del controcomizio e, guardando la piazza, esclamava: "Se vedo una sola tuta da operaio mi 'incasso' e me ne vado". Insomma, voglio dire che l'odio-amore per il Primo maggio e le sue bandiere rosse viene da lontano ed è forse più travagliato e frustrato di quello per il 25 Aprile perché è fatto di una contropropaganda appassionata che ci provava sul serio. Adesso che è al governo, Meloni torna dunque, con astuzia naïf, a sbeffeggiare il "Concertone" che anche nei manifesti elettorali chiamava "Sconcertone". Ebbene, questo sberleffo alla Festa del lavoro potrebbe, come un boomerang, ridare senso e forza proprio al Concertone di piazza San Giovanni, che da troppi anni era diventato lo stanco "Cantagiro del Sindacato" con polemiche rimasticate di arruffati aspiranti artisti maledetti. Quest'anno invece, grazie alla Meloni che lo mascaria, il concertone può tornare festa: da un lato il lavoro e la sua musica, e dall'altro l'irriducibile "missina" di Colle Oppio che, come Alberto Sordi nei Vitelloni di Fellini, dall'alto di Palazzo Chigi farà il gesto dell'ombrello: "Lavoratoooori...".


Caro Merlo, a proposito dello sgombero pacifico della palazzina occupata a Torino dai Rom non si poteva pensare e scrivere meglio sull'ordine solidale: "... è un valore come l'andatura allegra e sicura di una ragazza che rincasa tardi" (risposta a Miriam Bertone 22.4). Sarà che ho due figlie femmine, ma potrebbe essere una immagine perfetta di una prossima campagna elettorale della sinistra su un'idea di ordine pubblico, sociale e solidale.
Andrea La Francesca - Novara
L'ordine e la sicurezza nei quartieri è una questione centrale che troppo spesso la sinistra ha abbandonato alla destra. Riappropriarsene significa riappropriarsi del buon senso.


Caro Merlo, perché La Russa è così codardo da non ammettere che è fascista?
Bruno Puglisi - Spoleto
La Russa non è codardo e pensa di non essere fascista. Io credo che il fascismo non faccia ridere e vada cercato dove non si ride, dove non si vede. A Cutro, per esempio.