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Meglio Cardini di chi voleva cacciarlo. Il telefono è rosso ma “non c’è campo”

Xi Jin Ping con Vladimir Putin (reuters)
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Caro Merlo, ieri, nella risposta ad Andrea La Francesca, definiva Franco Cardini una “rarissima eccellenza nella cultura di destra” che “sta dalla parte del male. Ma almeno ci sta bene”. Questa sua risposta mi ha ricordato che,  nello storico liceo Cutelli che oggi, anche grazie alla sua rubrica di Posta, è co-intitolato al professore antifascista Carmelo Salanitro, ucciso nelle camere a gas di Mauthausen il 24 aprile 1945, insegnava filosofia un famoso professore di sinistra, che amava rivolgere ai suoi alunni imbarazzanti ma sapienti quesiti aforistici come quello che ora le porgo, ispirato dalla sua citata risposta a La Francesca:,”è meglio stare bene dalla parte del male, o stare male dalla parte del bene?”

Luigina Branciforti - Catania

Il nostro fascistometro non è schizzato per Franco Cardini ma per lo storico Antonio Gibelli che, nel nome dell’antifascismo, ha provato a farlo cacciare dalla manifestazione &ld…

Caro Merlo, ieri, nella risposta ad Andrea La Francesca, definiva Franco Cardini una “rarissima eccellenza nella cultura di destra” che “sta dalla parte del male. Ma almeno ci sta bene”. Questa sua risposta mi ha ricordato che,  nello storico liceo Cutelli che oggi, anche grazie alla sua rubrica di Posta, è co-intitolato al professore antifascista Carmelo Salanitro, ucciso nelle camere a gas di Mauthausen il 24 aprile 1945, insegnava filosofia un famoso professore di sinistra, che amava rivolgere ai suoi alunni imbarazzanti ma sapienti quesiti aforistici come quello che ora le porgo, ispirato dalla sua citata risposta a La Francesca:,”è meglio stare bene dalla parte del male, o stare male dalla parte del bene?”

Luigina Branciforti - Catania

Il nostro fascistometro non è schizzato per Franco Cardini ma per lo storico Antonio Gibelli che, nel nome dell’antifascismo, ha provato a farlo cacciare dalla manifestazione “La storia in piazza” che Cardini cura a Genova con Luciano Canfora e Anna Foa. Come vede, il fascistometro ha risolto magnificamente il suo dilemma perché Gibelli stava sì dalla parte giusta, ma così male da finire in quella sbagliata. Meglio aver torto con Cardini che ragione con Gibelli.

 

Caro Merlo, Xi Jinping ha finalmente telefonato a Zelensky  e la telefonata è durata un’ora. Ho l’età per ricordare il “red telephone” che fu installato tra Washington e Mosca  dopo la crisi di Cuba del 1962, la famosa “hot line” che ,alla fine, garantiva la pace. Oggi come allora mi rassicura sapere che i nemici si telefonano.  

Elena Caiazza - Napoli

“Il telefono rosso”, un sistema di telecomunicazioni dirette, ma scritte, è stato uno strumento della Storia, la “linea calda” che teneva a bada la guerra fredda ed esibiva, con la metafora delle cornette incrociate o impugnate con vigore, la solidità delle due leadership imperiali. Oggi l’uso del telefonino è sicuramente utile, ma nel sistema dei significati e dei simboli è un vorrei ma non posso. E’ il vintage che tenta di rilanciare una tradizione con solide radici, ma non riesce a ripristinarla, è il tocco demodé delle superpotenze che non ce la fanno a ritornare a quell’epoca di tensione ma di pace, di paura ma di equilibrio, di dominio ma di stabilità. Oggi i telefonini e gli auricolari, sia che Xi Jinping telefoni a Zelensky o che direttamente si telefonino Xi e  Biden,  non blindano l’intimità della conversazione sempre insidiata da contatti, notifiche, sms, trojan e malware, e soprattutto simboleggiano l’instabilità dei nuovi blocchi contrapposti nell’epoca del “non c’è campo”, nel mondo fragile dove continuamente “ è caduta la linea”.

Caro Merlo, abbandonare un partito dopo essersi fatto eleggere è una forma di disonestà che non sopporto. Se quel partito non gli va bene dovrebbe dimettersi. Parlo di Enrico Borghi senatore che ha lasciato il Pd. Perché non l'ha fatto prima delle elezioni visto che era già renziano? Perché non gli avrebbe garantito l'elezione o forse l'ha lasciato lì Renzi per fare il doppio gioco? In ogni ha rubato la fiducia degli elettori.

Veneranda D'Aprile  Bologna

Chi cambia partito è spesso un voltagabbana, ma cambiare partito è una libertà da proteggere perché a volte ti permette di non voltare la gabbana.

 

Caro Merlo, “come dicono quelli bravi" è il modo ipocrita di sembrare umili. Ghigliottina?

Vincenzo Lobianco – Roma

Ghigliottina.