Gibelli: “Non volevo mandare via Cardini”. La polemica su Salò e l’appello intollerante
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, le allego la mia replica in merito alla discussione sulle dichiarazioni di Cardini, comparsa sul "Secolo XIX". Vedrà che non era mia intenzione "mandare via" Cardini ma sollecitare una presa di posizione sulle sue parole. "La storia in piazza" è curata da Canfora e Cardini dal 2017, quest'anno si è aggiunta Foa, ma non ho mai avuto motivo di criticare l'iniziativa, anzi. Solo oggi ho ritenuto giusto sollevare questa polemica, per il semplice motivo che ho giudicato le parole di Cardini sciatte e - per il contesto - molto gravi.
Antonio Gibelli
Lei conosce, caro professor Gibelli, tutto il male che da queste parti pensiamo e scriviamo del fascismo e, pur senza forzature della Storia che lei studia e custodisce, anche della destra che ci governa. Perciò passo subito al punto. Lei continua a chiedere a Luciano Canfora e ora anche ad Anna Foa "se non provi disagio a collaborare con chi esprime pubblicamente…
Caro Merlo, le allego la mia replica in merito alla discussione sulle dichiarazioni di Cardini, comparsa sul "Secolo XIX". Vedrà che non era mia intenzione "mandare via" Cardini ma sollecitare una presa di posizione sulle sue parole. "La storia in piazza" è curata da Canfora e Cardini dal 2017, quest'anno si è aggiunta Foa, ma non ho mai avuto motivo di criticare l'iniziativa, anzi. Solo oggi ho ritenuto giusto sollevare questa polemica, per il semplice motivo che ho giudicato le parole di Cardini sciatte e - per il contesto - molto gravi.
Antonio Gibelli
Lei conosce, caro professor Gibelli, tutto il male che da queste parti pensiamo e scriviamo del fascismo e, pur senza forzature della Storia che lei studia e custodisce, anche della destra che ci governa. Perciò passo subito al punto. Lei continua a chiedere a Luciano Canfora e ora anche ad Anna Foa "se non provi disagio a collaborare con chi esprime pubblicamente" le idee che ha espresso Cardini. E si era ben spiegato con la nostra Michela Bompani: "Ho scritto un messaggio a Canfora e spero che molti altri si uniscano a me in un appello allo storico, proprio per il ruolo che ha nella Storia in piazza".
Tutti i giornali hanno raccontato quel che Bompani aveva scritto per prima: "Insomma, Gibelli chiede a Canfora di non continuare a curare La Storia in Piazza insieme a Cardini". Più di un lettore di questa rubrica aveva denunciato nel suo appello per l'epurazione quell'intolleranza, sicuramente da stato d'animo, che noi qui con ironia misuriamo con il fascistometro. "Meglio aver torto con Cardini che ragione con Gibelli" fu la paradossale conclusione, liberamente e scanzonatamente ispirata a ben altra disputa, quella tra Jean-Paul Sartre e Raymond Aron, dove, come in questo caso, il torto dell'uno era la ragione dell'altro. Lei aveva ragione sul fascismo, ma proponendo l'epurazione di Cardini, stava dalla parte del torto.
Tanto più che bisognava difendere, perdoni l'esagerazione, non solo la libertà di pensiero come idea, ma concretamente quella della Storia in Piazza, che nella sua Genova è un capolavoro di dialettica perché unisce due eccellenze italiane, Canfora e Cardini appunto, e verrebbe da dire il meglio della sinistra e della destra, se non fossero due etichette che li qualificano ma non li esauriscono.
Tutti sanno che, benché private, sono state roventi le riunioni preparatorie, ma è sempre stato magnifico il risultato, sia per il rigore e sia per la proposta narrativa, nonostante la stanchezza delle ultime due edizioni che hanno coinvolto solo 15 mila persone contro le 23 mila delle precedenti.
Ebbene, lei ora rivela che non proponeva di mandare via Cardini. Sarebbe bello darle ragione. Purtroppo, lei ribadisce quel suo appello, con raccolta di firme, ma si imbroglia spiegando che l'invito "a domandarsi se è possibile, e moralmente accettabile, collaborare con un tipo simile" non mirava a liberarsi di lui. E a cosa mirava? A una condanna senza pena? Ammetterà di essere diventato oscuro, proprio lei che della chiarezza è un campione.
Poiché il dibattito sta coinvolgendo il Paese, la invito a vincere la riluttanza e a battere fino in fondo la strada del ripensamento e della tolleranza che libererebbe dal torto le ragioni del suo e nostro antifascismo. Proceda, come lei stesso dice, "a discutere in termini storiografici seri: non faremo a seggiolate in testa e neppure ci scaglieremo addosso i libri".