Meloni e il video del coniglio. Gocce di fascismo sulla pietra
di Francesco MerloCaro Merlo, ho visto il video di Giorgia Meloni che, camminando per le stanze di Palazzo Chigi, illustra il decreto lavoro, loda il governo e sé stessa e alla fine raggiunge il tavolo dei ministri che la stanno aspettando, si siede e suona la campanella. È uno spot di propaganda che sostituisce l'informazione, il confronto con i giornalisti. Perché, dopo quella di Cutro, non fa più conferenze stampa?
Elvira Alunni - Perugia
Per pavidità e inadeguatezza. Nelle conferenze stampa, infatti, Giorgia Meloni perde le staffe ad ogni domanda, reagisce alle critiche con stizza e con il solito vittimismo aggressivo, ha un'intolleranza bambinesca per la mediazione giornalistica, non si controlla e "sbrocca". E, dunque, per sfuggire al confronto, fugge dal suo ruolo e si esibisce e al tempo stesso si nasconde nel video autoprodotto. Ha un'infantile paura di sé stessa: Meloni ha paura di Meloni. Non è infatti la prima volta che …
Caro Merlo, ho visto il video di Giorgia Meloni che, camminando per le stanze di Palazzo Chigi, illustra il decreto lavoro, loda il governo e sé stessa e alla fine raggiunge il tavolo dei ministri che la stanno aspettando, si siede e suona la campanella. È uno spot di propaganda che sostituisce l'informazione, il confronto con i giornalisti. Perché, dopo quella di Cutro, non fa più conferenze stampa?
Elvira Alunni - Perugia
Per pavidità e inadeguatezza. Nelle conferenze stampa, infatti, Giorgia Meloni perde le staffe ad ogni domanda, reagisce alle critiche con stizza e con il solito vittimismo aggressivo, ha un'intolleranza bambinesca per la mediazione giornalistica, non si controlla e "sbrocca". E, dunque, per sfuggire al confronto, fugge dal suo ruolo e si esibisce e al tempo stesso si nasconde nel video autoprodotto. Ha un'infantile paura di sé stessa: Meloni ha paura di Meloni. Non è infatti la prima volta che si rifugia nel "video" che mi pare stia diventando il suo strumento, la sua cifra, la sua tana del coniglio. Il video diventa così un po' il "balcone" dal quale si affaccia con spavalderia e un po' la "velina" nella quale si rinchiude con codardia. Mostra un po' di verità per nascondere la verità. E il nostro piccolo, ironico fascistometro vibra dinanzi a questa ennesima smorfiatura dell'Istituto Luce, che oggi non è ovviamente riproponibile, perché oggi più combatti il diritto di ficcare il naso nella realtà più ecciti quel diritto. E più il potere nasconde la paura, più la paura lo mostra e lo svela.
Caro Merlo, sono una sua lettrice di 84 anni per cui ho ricordi del fascismo. Il fatto che Meloni abbia convocato il Consiglio dei ministri il giorno del Primo Maggio mi ha fatto ricordare che Mussolini aveva abolito la festa dei Lavoratori e che teneva la luce accesa nel suo studio anche di notte per far credere agli Italiani che "lui" lavorava mentre gli altri dormivano. E poi le parole del presidente del Senato, di Lollobrigida..: le piccole cose, anche se miserande, sono la goccia che scava la pietra.
Lia Camporesi - Milano
È vero, si sono messi di buzzo buono a scavare la pietra con le loro gocce di fascismo. Ma quello di lavorare mente gli altri dormono era già il più frequentato luogo comune della retorica italiana: Conte, Renzi, Berlusconi, Andreotti, Craxi e, andando indietro, si arriva a Mussolini. Tutti lasciavano la luce sempre accesa.
Caro Merlo, mi chiamo Niccolò, ho 19 anni e sono un socialdemocratico di ferro. Le scrivo per esprimerle la mia contrarietà alla decisione di Elly Schlein di riprendere il dialogo con il Movimento 5 stelle, un partito di opportunisti e bugiardi che non ha niente a che fare con la sinistra (anche se dicono di esserlo). Penso che Elly Schlein farebbe un gravissimo errore a riaprire un'alleanza con loro.
Niccolò Verrone - Romano Canavese (Torino)
Elly Schlein sa che da quando, nel giugno 2018, fu inventato da Di Maio, Conte ha sempre finto tutto e il contrario di tutto e che dunque è sempre posticcio qualunque sia la parte che recita. È però vero che in politica, i dialoghi e persino le alleanze con i trasformisti a volte alzano le percentuali, affollano le sale, rendono fragorosi i battimani, sono sacrifici alla realpolitik. Ne va ovviamente di mezzo la morale che diventa schizofrenia.
Caro Merlo, masticare le lingue. Ghigliottina?
Cristiano Bernabei - Roma
Ghigliottina.