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Il ministro e la Treccani di Mussolini. Smorfie al Papa e vespri sangiuliani

(ansa)
Posta e risposta del 14 maggio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, allora come va interpretata la carducciana ammucchiata di “Itala gente dalle molte vite”? È il multiforme ingegno o il risultato dei naturali incroci di letto, di latte, di lotte e di letture?
Franco Palmieri - Roma
Non si accanisca anche lei, come fa Crozza, su Francesco Lollobrigida. Per completare la sua istruzione, il ministro sta studiando la Treccani, che è la cultura di chi non ha cultura, l’erudizione di Stato, l’enciclopedia di Mussolini e Gentile. E Lollobrigida la studia in ordine alfabetico, come quel personaggio della Nausea che in sei anni era arrivato alla “elle”. Lollo è arrivato alle “e” e dunque ora sa che “etnia” è “un aggruppamento umano basato su caratteri culturali e linguistici”. Mentre sulla “sostituzione etnica”, che pure ha evocato, era caduto dalle nuvole perché alla “s” non è ancor arrivato. Abbia dunque pazie…

Caro Merlo, allora come va interpretata la carducciana ammucchiata di “Itala gente dalle molte vite”? È il multiforme ingegno o il risultato dei naturali incroci di letto, di latte, di lotte e di letture?
Franco Palmieri - Roma
Non si accanisca anche lei, come fa Crozza, su Francesco Lollobrigida. Per completare la sua istruzione, il ministro sta studiando la Treccani, che è la cultura di chi non ha cultura, l’erudizione di Stato, l’enciclopedia di Mussolini e Gentile. E Lollobrigida la studia in ordine alfabetico, come quel personaggio della Nausea che in sei anni era arrivato alla “elle”. Lollo è arrivato alle “e” e dunque ora sa che “etnia” è “un aggruppamento umano basato su caratteri culturali e linguistici”. Mentre sulla “sostituzione etnica”, che pure ha evocato, era caduto dalle nuvole perché alla “s” non è ancor arrivato. Abbia dunque pazienza, caro Palmieri, ma sulla Treccani non c’è una voce diretta su La Chiesa di Polenta, e dunque il ministro non saprà mai nulla della poesia di Carducci e dell’itala gente dalle molte vite.


Caro Merlo, non pensa che sia molto sgarbatella la Signora Meloni a presentarsi al papa vestita di bianco? Monsignor Della Casa avrebbe raccomandato un vestito nero, un filo di perle e forse una veletta. La colpa però non è sua (non puoi dare quello che non hai) ma di chi non l’ha fermata. Ma “è difficile spiegare, difficile capire se non l’hai capito già” (Guccini).
Franco De Santis
Non credo che abbia sbagliato colore. Con il bianco candido, che è il contrario della camicia nera, ma anche della camicia rossa, e con molte smorfie civettuole Giorgia Meloni ha cercato la sintonia, la confidenza, la serena intimità con il Papa. Non mi pare che l’abbia trovata.


Caro Merlo, a proposito della trappola linguistica architettata dal ministro Sangiuliano per escludere i candidati stranieri dalla guida di istituzioni nostrane, mi torna alla mente una leggenda dei Vespri siciliani del 1282. Si racconta che i ribelli palermitani sottoponessero a un esame di lingua locale coloro che sospettavano francesi, costringendoli a pronunciare la parola “ceci” in sicliano: ciciri. Ebbene, con la “c” strascinata e la r moscia del francese, diventava “scisciri”. Chi sbagliava, veniva ucciso. Non si arriverà certamente a tanto, ma nihil sub sole novum (perdono per la lingua straniera).
Luigi Civelli – Gorgonzola
I vespri sangiuliani.

 

Caro Merlo, ho letto le “proposte” per eventuali direttori non italiani assunti nei nostri musei, a patto che certifichino di saper leggere e parlare in italiano da test riconosciuti a livello internazionale. Perché non sottoporre anche i nostri governanti a tali test? Aggiungerei una certificazione obbligatoria sulle competenze di ministro. È forse utopia?
Cristina Malavasi - Milano
Basterebbe istituire, con la più modesta delle leggi, un esame per accedere ai vertici delle Istituzioni, una prova facilissima e al tempo stesso difficilissima di cultura generale e di educazione civica. Servirebbe a rimettere al centro della politica una nozione bipartisan, che è la qualità delle lingue, le buone letture, le antiche scuole dove si imparavano la storia e la geografia e dove gran parte dei leghisti, dei 5 stelle e dei fratelli d’Italia verrebbero dirozzati e spulciati o inesorabilmente bocciati.

Caro Merlo: “Non abbiamo la bacchetta magica”.
Leonardo Sestopassi - Napoli
Ghigliottina.