La Chiesa condannò i Promessi Sposi. La Romagna e i suoi tanti confini
di Francesco MerloCaro Merlo, è possibile che ancora si discuta del cattolicesimo di Manzoni? Altro che liberale! I Promessi sposi è un romanzo bigotto. Capisco che piaccia anche ai liberali, ma è bigotto.
Gemma Frola - Torino
E però "lo scrittore dello Spirito Santo", citato nelle encicliche di Pio XI (papa dal 1922 al 1939) e proposto per la beatificazione, era stato a lungo condannato dal Vaticano. Già al primo loro apparire nel 1827, "corse come una notizia sicura che I Promessi Sposi, benché esaurito in un attimo, fosse stato messo all'Indice". In realtà, la condanna non arrivò a tanto, ma il sospetto censorio rimase in vita a lungo, e ancora nel 1952 Benedetto Croce scrisse su Lo spettatore italiano: "Anche di recente abbiamo sentito borbottare contro il Manzoni, poco cattolico, che nel suo romanzo aveva messo insieme una monaca incestuosa, un frate omicida e un parroco vigliacco". Nello stesso articolo, Cro…
Caro Merlo, è possibile che ancora si discuta del cattolicesimo di Manzoni? Altro che liberale! I Promessi sposi è un romanzo bigotto. Capisco che piaccia anche ai liberali, ma è bigotto.
Gemma Frola - Torino
E però "lo scrittore dello Spirito Santo", citato nelle encicliche di Pio XI (papa dal 1922 al 1939) e proposto per la beatificazione, era stato a lungo condannato dal Vaticano. Già al primo loro apparire nel 1827, "corse come una notizia sicura che I Promessi Sposi, benché esaurito in un attimo, fosse stato messo all'Indice". In realtà, la condanna non arrivò a tanto, ma il sospetto censorio rimase in vita a lungo, e ancora nel 1952 Benedetto Croce scrisse su Lo spettatore italiano: "Anche di recente abbiamo sentito borbottare contro il Manzoni, poco cattolico, che nel suo romanzo aveva messo insieme una monaca incestuosa, un frate omicida e un parroco vigliacco". Nello stesso articolo, Croce spiegò che la diffidenza della Chiesa verso il Manzoni era stata "tutta politica". Infatti, nel 1873, al funerale di Manzoni parteciparono lo Stato e il popolo ("anche sui tetti") ma non il Vaticano né il clero, tranne un suo amico, l'abate Ceroli. Già condannati dalla Chiesa alla prima edizione, I Promessi sposi ancora più lo erano stati nel 1870, quando i bersaglieri di La Marmora entrarono a Roma nello Stato pontificio. Manzoni, scrittore dal forte sentimento nazionale unitario, cattolico ma contrario al potere temporale, fu il primo cittadino onorario di Roma capitale benché a Roma non mise mai piede.
Caro Francesco, da lettore affezionato e da collega mi permetto di segnalare che la risposta al milanese Marco Colli contiene un'inesattezza. Non solo la Romagna è bagnata dal mare. Anche l'Emilia lo è, seppure per un tratto di costa più breve, quello dei lidi ferraresi, giusto sotto il delta del Po. Ferrara è Emilia.
Giampiero Moscato - Bologna
Hai ragione e ti ringrazio, caro Giampiero. È un errore che mi è già capitato di fare, forse perché è facile giocare con la geografia italiana che la storia a volte rende simpaticamente controversa. Ferrara è stata provincia dello Stato pontificio per circa due secoli (meno di Bologna, che come Ferrara non si sente Romagna), l'Emilia no. E c'è persino una Romagna toscana. Di sicuro il mare bagna la provincia di Ferrara.
Caro Merlo, il figlio di Piero Ottone ha un cognome diverso dal padre? Le sue regole di giornalismo sono le stesse di Lamberto Sechi. Erano grandi amici e colleghi. Quando è morto, a Venezia, ero accanto a Lamberto che mi considerava una sua nipote. Ai suoi giornalisti diceva: prima i fatti poi le opinioni.
Margherita Smeraldi - Venezia
Piero Ottone era il nom de plume. Il cognome era Mignanego, lo stesso del figlio Stefano che ci ha scritto e nella famiglia di Repubblica è stato un manager (oggi è in pensione). Grande giornalista, Piero Ottone era un uomo di stile e di spirito: "Sarò ricordato - diceva di sé - per aver fatto scrivere Pasolini sulla prima pagina del Corriere della Sera e per aver dato spazio alle previsioni del tempo". Anche Lamberto Sechi è stato un grande maestro di quel giornalismo che nella frase "i fatti separati dalle opinioni" è riassunto, ma forse non è mai esistito.
Caro Merlo, "ne ha fatte di ogni" e "si è fatta una certa".
Mauro Salardi - Modena
Ghigliottina.