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"Liberiamoci dei leader che perdono". La cazzimma e il nome Rampelli

Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza (ansa)
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Caro Merlo, forse hanno ragionato bene Tommasi a Verona e Possamai a Vicenza che hanno vinto con liste civiche di ispirazione Centrosinistra ma tenendo alla larga i 3 litigiosi leader. Che sia questa la strada da percorrere?

G.Carlo Di Girolamo (e amici) -Pescara

Sì (e scusate se pubblico solo la sintesi della vostra appassionata lettera): bisogna liberarsi dei leader, quando perdono.

Caro Merlo, anche qui a Taormina, il Pd, addirittura alleato con Fratelli d'Italia, ha straperso. Cateno De Luca è il nuovo sindaco con più del 60%.

Gino Barbagallo - Taormina

Minchia, la lista Elly-Giorgia mi era sfuggita.

Caro Merlo, ad Arisa piace Giorgia Meloni perché “ha la cazzimma”. Chiara Francini disprezza  “i sinistrati”… E il dibattito sull’egemonia culturale, perdoni la saccenteria di un’insegnante di Filosofia in pensione, ha un sapore liceale di cazzimma. I giornalisti, pur bravissimi, sono poco attrezzati…

Caro Merlo, forse hanno ragionato bene Tommasi a Verona e Possamai a Vicenza che hanno vinto con liste civiche di ispirazione Centrosinistra ma tenendo alla larga i 3 litigiosi leader. Che sia questa la strada da percorrere?

G.Carlo Di Girolamo (e amici) -Pescara

Sì (e scusate se pubblico solo la sintesi della vostra appassionata lettera): bisogna liberarsi dei leader, quando perdono.

Caro Merlo, anche qui a Taormina, il Pd, addirittura alleato con Fratelli d'Italia, ha straperso. Cateno De Luca è il nuovo sindaco con più del 60%.

Gino Barbagallo - Taormina

Minchia, la lista Elly-Giorgia mi era sfuggita.

Caro Merlo, ad Arisa piace Giorgia Meloni perché “ha la cazzimma”. Chiara Francini disprezza  “i sinistrati”… E il dibattito sull’egemonia culturale, perdoni la saccenteria di un’insegnante di Filosofia in pensione, ha un sapore liceale di cazzimma. I giornalisti, pur bravissimi, sono poco attrezzati, e gli intellettuali invasati, che pure ci sono sempre stati, una volta erano i cattivi maestri delle frange violente e oggi lo sono delle macchiette fortunatamente disarmate, teste d’uovo della cazzimma, appunto.

Lia Basso - Napoli

L’Accademia della Crusca cita Pino Daniele: "Anche se non sai fare niente, puoi andare avanti con la cazzimma". Ora la cazzimma va bene in Italia e forse in Sudamerica (la garra), ma l’egemonia culturale era meglio, almeno studiavano e producevano pure capolavori di cinema e letteratura engagé.

Caro Merlo, chiedo di nuovo spazio su mio padre, l'architetto Ernesto Rampelli, e su Fabio Rampelli (architetto), per spiegare meglio perché pubblicare "architetto Rampelli" senza il nome di battesimo non sia una buona informazione. Mio padre era una persona profondamente perbene e impegnata. Agli albori della sua carriera politica, Fabio Rampelli (mio cugino di secondo grado tra l’altro; mai visto in vita mia, per fortuna) fece stampare dei manifesti che vennero affissi in tutta Roma firmati ‘architetto Rampelli’. Considerato che l’on. cugino non credo fosse tanto conosciuto come architetto, magari più come “fascistone di quartiere” o nuotatore oltre che aspirante politico, e che mio padre invece era ben conosciuto a Roma, firmarsi senza nome proprio fu un giocare sporco. Sapendolo. Persone insospettabili - o anche sospettabili - cominciarono a congratularsi con mio padre (anche un po’ di nascosto): “Bravo Architetto, sto dalla sua parte…”, ‘Architetto, non immaginavo…complimenti”, “Ha il mio voto Architè”.  Fu allora che scrisse proprio a Repubblica: “Rassicuro parenti e amici di non essere io quell’Architetto Rampelli…". Sembra strano che tocchi a noi doverlo rifare per lui che purtroppo “se n’è andato” nel 2012. Le racconto anche che mi è recentemente capitato di essere agevolata per via del mio cognome per delle piccole cose (un appuntamento in banca a Roma, ad esempio). L’ ho capito solo a posteriori e mi sono vergognata come una ladra. Adesso ci faccio attenzione e dichiaro subito che sì, sono parente, ma politicamente e umanamente agli antipodi. Direi che io e lei la pensiamo allo stesso modo: il nome proprio conta, eccome. Perciò si ricordi: Fabio, non Ernesto. Anzi, Ernesto, non Fabio.

Claudia Rampelli - Londra

Ecco uno degli aforismi di Oscar Wilde in L’importanza di chiamarsi Ernesto: “Solo chi sembra stupido ha accesso alla Camera dei Comuni e solo chi è stupido ottiene successo”.