Le spie e il segreto che le protegge. Portoghesi, architetto o professore
di Francesco MerloCaro Merlo: 007... Ma il senso del ridicolo ? Non ce la fanno a dire "agenti dei servizi".
Gabriele Poggiali
Sono due modi di chiamare le spie. Si usa 007 quando si vuole rimandare al tipo letterario del gentleman malandrino. L’agente segreto, o agente dei servizi, rimanda invece all’oscurità delle trame e dei complotti dei famosi, benché segreti, “servizi” che, ça va sans dire, potrebbero essere “deviati” e dunque non malandrini ma criminali. In entrambi i casi si tratta di sagome, non macchiette ma silhoutte della verità, di ombre che hanno il diritto di vivere nell’oscurità. Ancora non sappiamo se, sulla misteriosa barca naufragata sul Lago Maggiore, le 23 spie, italiane e del Mossad , erano “007” o “agenti dei servizi.” Lo sapremo mai? Non so se si possono illuminare le ombre che vivono in quella zona di oscurità che è protetta …
Caro Merlo: 007... Ma il senso del ridicolo ? Non ce la fanno a dire "agenti dei servizi".
Gabriele Poggiali
Sono due modi di chiamare le spie. Si usa 007 quando si vuole rimandare al tipo letterario del gentleman malandrino. L’agente segreto, o agente dei servizi, rimanda invece all’oscurità delle trame e dei complotti dei famosi, benché segreti, “servizi” che, ça va sans dire, potrebbero essere “deviati” e dunque non malandrini ma criminali. In entrambi i casi si tratta di sagome, non macchiette ma silhoutte della verità, di ombre che hanno il diritto di vivere nell’oscurità. Ancora non sappiamo se, sulla misteriosa barca naufragata sul Lago Maggiore, le 23 spie, italiane e del Mossad , erano “007” o “agenti dei servizi.” Lo sapremo mai? Non so se si possono illuminare le ombre che vivono in quella zona di oscurità che è protetta dalla legge, e con quell’irresponsabilità che, ogni volta che si mette sotto processo il segreto in quanto tale, diventa fuorilegge.
Caro Merlo, ho letto tanti elogi funebri di Paolo Portoghesi e sul Foglio mi ha incantata l’agiografia firmata da Manuel Orazi, che è uno storico dell’architettura. La sua vita è stata intensa e bellissima e so che la sua cultura era davvero sterminata. Ma, pace all'anima sua, è stato anche l’autore di architetture mostruose in giro per l'Italia: chiese carciofo a Calcata e Terni, piazze tragicomiche a Poggiorale in Sicilia e S. Silvestro a Roma. Tutta questa cultura e intelligenza è andata sprecata, o no?
Michela Stavagni, Gorizia
No. Ci sono architetti che hanno fatto mostruosità peggiori, ma senza la cultura di Portoghesi, per esempio a Gibellina. Insegnare architettura e praticarla sono due mestieri diversi come dirigere un giornale e scrivere articoli. Il grande maestro Walter Gropius, uno dei fondatori della Bauhaus, non prese mai in mano una matita. E gli è andata bene così.
Caro Merlo, ogni volta che sento qualche affermazione del ministro della pubblica istruzione di turno sto sul chi va là. La ministra Azzolina nel marzo di un anno terribile di pandemia rassicurò tutti gli studenti indistintamente, i connessi e i non, che sarebbero stati promossi: una sanatoria in piena regola incurante del disastro educativo e didattico. Oggi alle soglie di un esame di stato, il ministro Valditara tranquillizza i maturandi perché “ niente domande d’italiano, matematica e preparazione disciplinare." Questa affermazione spiazza tutti per la superficialità e per la mancanza di rispetto nei confronti sia dei docenti sia dei ragazzi che hanno lavorato con serietà e si attendono un esame che possa premiare realmente il loro merito.
Prof Stefania Gasparri - Istituto Marconi Mangano- Catania
La sua osservazione, che condivido, rilancia il dibattito sull’ideologia-prigione dentro la quale è stata rinchiusa la figura, pur grande, di don Milani. In questa rubrica ne abbiamo tanto discusso già lo scorso anno. C’è un’importante frase di don Milani che, non contestualizzata, ha prodotto più danni alla scuola dell’intero 68, con il suo famoso 6 politico: "Una scuola che boccia è come un ospedale che cura i sani e respinge i malati".
Caro Merlo, propongo per la ghigliottina "macchina del fango" a commento di tragicomiche beghe tra politicanti, soprattutto adesso che tanti italiani sono sommersi dal fango vero.
Bernardo Coccoli – Roma
Ghigliottina