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Pride, Rocca il furbo cuor di leone. Bibbiano, l’assolto e gli sciacalli

Posta e risposta dell'8 giugno 2023
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Caro Merlo, Francesco Rocca ha revocato il patrocinio della Regione al Pride di Roma accusando i gay di "promuovere comportamenti illegali: nello specifico la pratica del cosiddetto utero in affitto". E vuole le scuse di Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride, che lo avrebbe "strumentalizzato" ringraziandolo: "Apprezziamo che la Regione abbia deciso di sottrarsi ai pregiudizi ideologici, prendendo di fatto le distanze politiche....". Caro Merlo, non crede che il furbone Rocca sia peggio del vecchio Giovanardi che, almeno, si batte a viso aperto?
Miranda Miranda - Napoli
Rocca si sentiva strumentalizzato? Bastava dire: "Cari amici del Pride, non prendo le distanze da Fratelli d'Italia, Meloni e Roccella e anzi ribadisco la mia condanna per la pratica dell'utero in affitto, mentre vi confermo il patrocinio perché anche i vostri errori politici sono diritti da difendere". Tutti sanno che il patrocinio non comporta adesioni ai pro…

Caro Merlo, Francesco Rocca ha revocato il patrocinio della Regione al Pride di Roma accusando i gay di "promuovere comportamenti illegali: nello specifico la pratica del cosiddetto utero in affitto". E vuole le scuse di Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride, che lo avrebbe "strumentalizzato" ringraziandolo: "Apprezziamo che la Regione abbia deciso di sottrarsi ai pregiudizi ideologici, prendendo di fatto le distanze politiche....". Caro Merlo, non crede che il furbone Rocca sia peggio del vecchio Giovanardi che, almeno, si batte a viso aperto?
Miranda Miranda - Napoli
Rocca si sentiva strumentalizzato? Bastava dire: "Cari amici del Pride, non prendo le distanze da Fratelli d'Italia, Meloni e Roccella e anzi ribadisco la mia condanna per la pratica dell'utero in affitto, mentre vi confermo il patrocinio perché anche i vostri errori politici sono diritti da difendere". Tutti sanno che il patrocinio non comporta adesioni ai programmi delle minoranze che manifestano, figuriamoci. È solo un formale riconoscimento di rispetto e, a volersi allargare, un certificato di uguaglianza. Ma l'aria che tira e la nuova - faccio per dire - "egemonia", rendono la banalità del patrocinio costosa sul piano umano e politico, e nessuno può pretendere che Francesco Rocca esibisca il cuore di leone che non ha, disobbedendo alla linea - faccio per dire - "etica" della maggioranza che lo ha fatto eleggere governatore. Ma, lei ha ragione, Rocca doveva evitarci la furbizia di spacciarsi per il gran liberale tradito dai gay, vittime del loro stesso estremismo. È un teatrino per allocchi, non solo perché è comicità involontaria pretendere un Pride moderato che esibisca una riconoscenza gentile per l'amabilità del governatore che, pur da destra, è generoso persino con i trans. Soprattutto è una trovata vile, perché Rocca, in cerca di un pretesto, si nasconde e si finge vittima di quegli esageratoni del Pride, ai quali impartisce una bella lezione di intolleranza sì, ma liberale.


Caro Merlo, la notizia del giorno è l'assoluzione del professor Foti, condannato a una gogna mediatica da Salvini e Meloni. Facevano a gara a chi avesse avuto la primogenitura degli attacchi a Bibbiano e al suo sindaco. Ricordo una foto di Meloni con il cartello "Siamo stati i primi ad arrivare. Saremo gli ultimi ad andarcene!". Politica infame e vergognosa. Ora chi risarcirà Foti? E il sindaco, gli abitanti e il Pd di Bibbiano? Nessuno.
Piero Orrù
Quattro anni sono un'eternità, ma la Giustizia ha funzionato e Foti è stato assolto. È in corso il processo agli altri 17 imputati che hanno scelto il rito ordinario, ma non c'è dubbio che Bibbiano sia stato uno dei peggiori casi di sciacallaggio. Vi si avventarono Di Maio e i grillini e i soliti giornalisti. Mi lasci ripetere, come ammonimento, che il Viceré di Sicilia Giovan Francesco Paceco, duca di Uzeda, esibiva i corpi penzolanti degli sciacalli che faceva impiccare. A quei tempi gli sciacalli rovistavano tra le rovine e tagliavano le dita dei cadaveri per rubare le fedi d'oro. Oggi vanno in tv che è la cattedra della demagogia nazionale. Per una volta ha ragione Renzi, che ha ripubblicato su Instagram quella foto che lei, caro Orrù, ricorda: "Ho una domanda per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: a che ora intende chiedere scusa per lo sciacallaggio di quattro anni fa su Bibbiano?"