Caro Merlo, tanti anni fa ho partecipato al funerale di un vecchio. Il sacerdote, amico di famiglia, disse: "Dio abbia pietà della sua anima". Notevole. Non succederà, questa volta.
Bruna Dalla Pozza -Padova
Coraggio e sentimento, nel giorno della tenerezza nazionale.
Caro Merlo, luci e ombre nella vita di Berlusconi, che ha marcato per decenni la storia italiana. "Ai posteri l'ardua sentenza " se siano prevalse le luci o le ombre. Personalmente lo ricordo come imprenditore capace, intelligente, visionario, con “la lucida follia" di chi ha grandi capacità organizzative che consentono di raggiungere obiettivi considerati impossibili
Chiara Lena-Sestri Levante
Anche per questo sentimento ci vuole coraggio. C’è sempre un cadavere ingombrante nella storia d’Italia, da Mussolini a Craxi e, come abbiamo visto in questi giorni, anche Berlinguer. Berlusconi, era un sopravvissuto che la morte ci ha restituito vivo. Ha spaccato l’Italia in due metà e le ha cambiate tutte e due.
Caro Merlo, uno che si scusa con sé stesso, poi, nel segreto delle proprie stanze, si autoflagella con tanto di cilicio e gatto a nove code?
Edoardo Brusaporci - Roma
Il Roma Pride è stato un grande successo anche senza il patrocinio della Regione Lazio e forse, anzi, l’assenza di Francesco Rocca ha fatto bene al mondo gay perché l’offesa del potere - “promuovono comportamenti illegali” - ne ha rilanciato l’orgoglio. Gli omosessuali, perseguitati per secoli, sono più allenati alla difesa e al contrattacco che alla ritualità, alla routine da cerimonia, all’ipocrisia del politicante di turno. E il patrocinio è un dovere di civiltà e non certo un dono, un favore condiscendente. Tanto più che Rocca l’aveva prima “concesso” e poi, con lo stesso animo padronale, l’ha negato per ragioni politiche non nobili ma comprensibili: compiacere il governo Meloni e il partito al quale deve l’elezione. Sarebbe stato più dignitoso chiuderla lì. Ma si è troppo vergognato dell’offesa e, agitandosi, l’ha resa tortuosa e contorta e via via più greve e più grave, arrivando a scusarsi sì, ma con sé stesso. Più che un mistero esoterico da autoflagellazione e cilicio io ci vedo quella vecchia canzone per bambini di Romina Power: “con un salto vai più in là / con le ali torna qua / ma che grande novità / è il ballo del qua qua”. Anzi del quaquaraquà.
Caro Merlo, Bruno Vespa, pagato con i soldi del canone Rai, organizza un forum nella sua masseria promuovendo sé stesso e la sua azienda vinicola. Il governo e Conte accorrono. Nessuno ha nulla da dire? Nessun conflitto di interessi? Se Fabio Fazio avesse fatto una cosa del genere nella sua cioccolateria?
Germano Grossi Frosinone
Bruno Vespa non è stato inventato da Giorgia Meloni né da Giuseppe Conte. E neppure da Berlusconi, che, tra tutti i potenti italiani che via via Vespa ha servito, è quello che se n’è servito al meglio (o, se vuole, al peggio).
Caro Merlo, solo un intenditore mangia i ricci rigorosamente crudi e con una "slinguata" (e magari inorridisce di fronte al cucchiaino): che bella immagine, ho sorriso. Anche io così, non sarà mica perché siamo siciliani? Ne approfitto per una ghigliottina al limone sui ricci.
Valeria Ancione (Corriere dello Sport) - Roma
Cara Valeria, c’è però l’“Ahimè” della dimenticata poesia di Gesualdo Bufalino: “che il riccio punge entro la mano / e il cuore geloso nel cuore.”