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Non utero in affitto, ma solo amore. “Ho letto Vendola, sono commosso”

(fotogramma)
Posta e risposta del 16 giugno 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ho letto l’articolo di Nichi Vendola sulla gestazione per altri (Gpa) e mi sono commosso: “ Un figlio sognato, desiderato, scelto, può mai essere un delitto, anzi un crimine universale? E una donna, non ricattata dalla povertà... non il bottino di un commercio clandestino”. Ero tendenzialmente contrario, ora però...
Pasquale Regano - Andria
Andai a trovare Ed, Nichi e il neonato Tobia a Montreal, in casa della madre di Ed. Tobia è nato a Sacramento. Mi mostrarono foto e video benedetti dalla grazia: a Sacramento avevano trascorso “la più lunga attesa della nostra vita” in casa di una coppia gay che li aveva ospitati senza conoscerli, mentre dall’Italia arrivavano le stesse volgarità di oggi: “C’è qualcosa di storto nel mio Paese - mi disse Nichi - che mi ha fatto piangere di dolore”. Avete assistito al parto? “Siamo arrivati un minuto dopo. Avevamo fatto le prove: v…

Caro Merlo, ho letto l’articolo di Nichi Vendola sulla gestazione per altri (Gpa) e mi sono commosso: “ Un figlio sognato, desiderato, scelto, può mai essere un delitto, anzi un crimine universale? E una donna, non ricattata dalla povertà... non il bottino di un commercio clandestino”. Ero tendenzialmente contrario, ora però...
Pasquale Regano - Andria
Andai a trovare Ed, Nichi e il neonato Tobia a Montreal, in casa della madre di Ed. Tobia è nato a Sacramento. Mi mostrarono foto e video benedetti dalla grazia: a Sacramento avevano trascorso “la più lunga attesa della nostra vita” in casa di una coppia gay che li aveva ospitati senza conoscerli, mentre dall’Italia arrivavano le stesse volgarità di oggi: “C’è qualcosa di storto nel mio Paese - mi disse Nichi - che mi ha fatto piangere di dolore”. Avete assistito al parto? “Siamo arrivati un minuto dopo. Avevamo fatto le prove: venti minuti di una strada dritta. Il marito di Thelma, la gestante, ci ha mandato un messaggio: the baby is coming. E, poco prima dei venti minuti: the baby has arrived”. Parto naturale? “Sì, velocissimo”. Quando vi hanno dato il bambino? “L’indomani. Ma non siamo partiti subito. Abbiamo trascorso molto tempo con Thelma e la sua numerosa e bella famiglia”. È stato allattato al seno? “No. Ma per un po’ Thelma ci ha mandato il latte”. Utero in affitto? “Capisco che, a parte la bestialità razzista e omofoba, ci sia un pezzo d’Italia per bene che possa sentirsi disorientata. La donatrice è una bella ragazza di 26 anni, mamma di una bambina bionda. La gestante, con il bel faccione allegro, “è un’assistente sociale di 29 anni, mamma di tre figli”. Entrambe sono americane. “Ecco, questa è la casa a tre piani del quartiere residenziale di Sacramento dove la portatrice vive con la sua famiglia. Ti sembrano poveri?”. Mi mostrarono poi le foto con il pancione di sei mesi: “Ospitare la vita è stato per lei un incantesimo d’amore. Ci sono donne che pensano che aiutare chi non può avere figli sia bello, nobile e generoso. C’è una chat dove discutono tra loro. La nostra portatrice è stata spinta dalla cugina che l’aveva già fatto. Poi sono intervenuti gli esperti, gli psicologi, i medici. Lei sente di avere un legame con Tobia. E anche la donatrice. Ma nessuna delle due pensa o sente di esserne la madre. Tutto è chiaro e pulito e noi vogliamo che Tobia, crescendo, possa conoscere e capire la sua storia biologica”. E il marito di Thelma cosa dice? “Dice che sua moglie è felice. E ride e mi abbraccia quando gli racconto che c’è qualcuno nel mio Paese che sostiene che è il diavolo che lavora in lei, e che io gli compro i bambini. Ci frequentiamo più che possiamo. Osserva in questo video come tutti coccolano Tobia. Provo un senso di umiliazione a giustificarmi, ma sono fiero di spiegare: so che se non avessimo fatto quel che abbiamo fatto, Tobia non ci sarebbe”.


Caro Merlo, ancora colpito dal caso di Liliana Resinovich anche perché la vittima era vicina di casa di mia cugina, non capisco perché si continui a chiamarla Lilly, con la y e talvolta con la i, e mai con il nome intero. Le indagini languono, ma lei che conosce il giornalismo, sa chiarire perché?
Manlio Suban – Trieste
È più corto nei titoli. È un errore fatto dal primo arrivato e poi: così fan tutti. Suona affettuosamente confidenziale. E la y è un uozzamerica da cretino cognitivo.