Non è vero che Berlusconi si piaceva. Un Dio tra Prometeo e Gianburrasca
di Francesco MerloCaro Merlo, non a tutti, come a Berlusconi, riesce di piacere a sé stesso e di farsi piacere anche dagli altri, nonostante.
Franco Palmieri - Roma
Berlusconi si piaceva? Sognava di cambiare faccia, si truccava con ben altro che il vecchio cerone dei circhi, si sottoponeva al bisturi della chirurgia plastica, si inventata capelli posticci, calzava scarpe con i tacchi rialzati, ritoccava tutte le sue foto, lottava ogni mattina contro il suo aspetto fisico, il suo corpo troppo vissuto, le sue sembianze, i suoi connotati, al punto da far pensare a una soluzione finale del trasformismo italiano diventato travestitismo. In sintesi: non si piaceva. Piaceva, invece, è vero. Ma questa è la storia d’Italia.
Caro Merlo, vorrei condividere con lei il doloroso stupore per l’omelia dell’Arcive…
Caro Merlo, non a tutti, come a Berlusconi, riesce di piacere a sé stesso e di farsi piacere anche dagli altri, nonostante.
Franco Palmieri - Roma
Berlusconi si piaceva? Sognava di cambiare faccia, si truccava con ben altro che il vecchio cerone dei circhi, si sottoponeva al bisturi della chirurgia plastica, si inventata capelli posticci, calzava scarpe con i tacchi rialzati, ritoccava tutte le sue foto, lottava ogni mattina contro il suo aspetto fisico, il suo corpo troppo vissuto, le sue sembianze, i suoi connotati, al punto da far pensare a una soluzione finale del trasformismo italiano diventato travestitismo. In sintesi: non si piaceva. Piaceva, invece, è vero. Ma questa è la storia d’Italia.
Caro Merlo, vorrei condividere con lei il doloroso stupore per l’omelia dell’Arcivescovo meneghino esaltante il vitalismo, sostanzialmente amorale, al di là del bene e del male. Ascoltando con crescente disorientamento le parole dell’alto prelato, mi chiedevo cosa avrebbe predicato il Cardinale Carlo Maria Martini al suo posto. Non di quelle parole pubbliche, a mio parere, avremmo avuto bisogno tutti noi, compresi gli stessi familiari di Silvio Berlusconi.
Prof Marino Freschi – Roma Tre
Io l’ho trovata falsa: un’allegra, paradossale berlusconata, una benedizione del peccato mortale, ridotto a veniale, nel nome di una gioia dei sensi che, nelle cene eleganti, non era certo allegria da cuor contento, ma dissipazione e disperazione. E mi ha fatto sorridere che proprio nel Duomo di Milano abbia preso forma un’idea di Dio tra Prometeo e Gian Burrasca.
Caro Merlo, leggo sui giornali che, per il dopo Berlusconi, tutti cercano la miracolosa soluzione per il partito, per la politica, per gli affari, e forse per questo stanno tutti facendo patti: “Tajani Ronzulli”, “Marina Fascina”, “Marina Giorgia” ….
Marta Simonetti - Firenze
Tutti cercano l’elisir d’amore del dottor Dulcamara. “Per questo tocca e sana / in breve settimana / più d‘un’afflitta vedova / di piangere cessò”.
Caro Merlo, acquistavo una passata di marca a euro 0.85, la pasta a 0.49, lo yogurt 1.25 e ora costano passata 1.35, pasta 0.99, yogurt 1.49. Ma siamo certi che l’inflazione nel primo quadrimestre sia al 8.7%? Comunque per il governo va tutto bene e gli italiani?
Francesco Lionello - Venezia
Il rincaro record, 22 per cento, che ci tramortisce, è la passata di pomodoro, che solo in Italia sa di pomodoro. Neruda, per rendere sapido il povero pomodoro cileno, ha dovuto condire la poesia con cipolla, olio, pepe, sale, prezzemolo, patate, arrosto, sugo... In Italia, basta un pomodoro per la nostalgia del paradiso. Pare infatti che l’Eden non fosse in Persia né a Damasco, ma a Pachino. E non era un giardino, ma una serra con un frutto proibito, uno scandalo al sole, “pomme d’amour” , “mala (mela) aurea”, il pomodoro appunto, che è di tre tipi: “buono, brutto e Pachino”
Caro Merlo, “i magistrati non possono criticare le leggi”. E chi lo dice? Sono cittadini con tutti i diritti, come ho io il diritto di farlo.
Maurizio Marcolongo – Torreglia (Padova)
I magistrati possono criticarle, certo, ma non mentre le applicano: “nell’esercizio delle loro funzioni” è la formula. Al di là del giudizio sulla sua riforma, sono certo che il ministro Nordio si riferisse a questi casi specifici di incompatibilità e non volesse mettere in discussione l’art. 21 della Costituzione.