Un viaggio nella Roma desolata Firenze e i progetti dimenticati
Caro Merlo, mi sono recato ad un convegno a Roma, Univ. Tor Vergata. I collegamenti non sarebbero poi così male (peggiore è lo stato della periferia in sé, ho visto cose...). Al ritorno ho dovuto cercare, chiedendo a destra e a manca, la stazione Metro C di Torre Angela, per nulla indicata, dovendo passare per giardini incolti, depositi di supermercati e cortili di condomini e trovarmi davanti ad un muro di calcestruzzo senza insegne, senza indicazioni. Un viaggio nel “Waste Land” di eliottiana memoria, una terra desolata.
Prof. Luca Renzi - Urbino
Mi è capitato di camminare per Roma a tarda notte, tra cassonetti stracolmi e rovistatori di spazzatura, giacigli di mendicanti, animali e poi di uscire dalla terra desolata, quella che ha sorpreso lei, entrando in uno dei (pochi) supermercati aperti. Ho trovato sì lo spaesamento, ma al contrario: quello della città placata, depurata dagli odori e inondata di luce, senza la desolazione (o il guasto o la devastazione: non è facile tradurre Eli…
Caro Merlo, mi sono recato ad un convegno a Roma, Univ. Tor Vergata. I collegamenti non sarebbero poi così male (peggiore è lo stato della periferia in sé, ho visto cose...). Al ritorno ho dovuto cercare, chiedendo a destra e a manca, la stazione Metro C di Torre Angela, per nulla indicata, dovendo passare per giardini incolti, depositi di supermercati e cortili di condomini e trovarmi davanti ad un muro di calcestruzzo senza insegne, senza indicazioni. Un viaggio nel “Waste Land” di eliottiana memoria, una terra desolata.
Prof. Luca Renzi - Urbino
Mi è capitato di camminare per Roma a tarda notte, tra cassonetti stracolmi e rovistatori di spazzatura, giacigli di mendicanti, animali e poi di uscire dalla terra desolata, quella che ha sorpreso lei, entrando in uno dei (pochi) supermercati aperti. Ho trovato sì lo spaesamento, ma al contrario: quello della città placata, depurata dagli odori e inondata di luce, senza la desolazione (o il guasto o la devastazione: non è facile tradurre Eliot), e senza pericoli, uno spazio senza pensieri, frequentato da persone sole.
Caro Merlo, la settimana scorsa ho letto l'intervista a Norman Foster, con una rassegna di foto delle sue architetture, costruite negli ultimi vent'anni. Giusto vent'anni fa (2003), Foster progettò la stazione Tav per Firenze che, in un impeto di grandeur forse un po' provinciale, gli era stata commissionata dal governo della città. Ma il progetto della stazione fiorentina, dopo tutto questo tempo, è irrealizzato. Quando e se lo sarà, al di là delle sue indubbie qualità, dovrà comunque essere rivisto. Il pensiero torna al concorso per la Nuova Uscita degli Uffizi, vinto da Arata Isozaki nel 1998 e anch'esso nel limbo degli irrealizzati. Nel frattempo il progettista è deceduto e l'attuale corso politico sembra precluderne una rapida conclusione. Evidentemente in Italia, in particolare a Firenze, l'architettura contemporanea non gode di buona accoglienza, anche quella ormai "storicizzata" da decenni di stand-by. In compenso, i mediocri edifici degli studentati-hotel crescono numerosi e rapidi, e gli edifici storici sono in predicato di diventare alberghi di lusso e residence.
Massimo Becattini – Firenze
Firenze, per il cretino cognitivo, è solo Rinascimento, come se non ci fosse stato nient’altro negli ultimi cinquecento anni, neppure la stazione di Santa Maria Novella, la chiesa sull‘autostrada di Michelucci, la palazzina di Savioli sulla via Piagentina, il Museo dell’Opera del Duomo di Adolfo Natalini, il nuovo ingresso del Careggi. E’ ovvio che se muore l’architetto e, vent’anni dopo, non si sa bene chi ci mette mano, viene fuori l’orrendo Palazzo di Giustizia. Eppure, il progetto originale piaceva molto a Bruno Zevi, morto nel 2000.
Caro Merlo, le comunico che sarò veramente soddisfatto quando cardinali e preti, nelle omelie, diranno: "Metteremo il Vangelo a terra". Sarà un valido contributo alla diffusione del continuo atterraggio operato, specialmente dai politici, nei confronti delle più disparate operazioni. Nello stesso giorno ho sentito dire da un politico: "Progetti da mettere a terra", invece di "realizzare" e "soldi da mettere a terra", invece di "spendere". E’“creatività”? Ghigliottina.
Pietro Capuzzimati
Ghigliotttina