Contro la Gpa la giustizia è stagionale Tutto in Italia si chiamerà Berlusconi
di Francesco MerloSilvio Berlusconi
Caro Merlo, la procuratrice (si dice così?) di Padova ha bastonato il sindaco (o i sindaci) dal 2017, per aver trascritto le unioni civili. Se è la legge perché ha aspettato tanto?
Piero Orrù
Perché la giustizia è stagionale come la frutta, e i giudici seguono il vento ideologico “nel timore - scriveva Manzoni - di mancare a un’aspettativa generale”. E oggi sono diventati cattivi gli umori collettivi contro le minoranze. La ministra Roccella dice che "non possiamo riconoscere come legame il contratto di utero in affitto, cioè un reato". Nega, persino in ipotesi, l’amore, la generosità, la solidarietà. E’ inutile raccontarle la felicità di tante donatrici o la gioia di tante gestanti per altri. “Perché - dice - non chiamare la Gpa utero in affitto? La verità è che si vuole mascherare il punto fondamentale e cioè il passaggio di denaro e il contratto, il mercato”. Se ci sono due mamme, secondo lei, ci sono le mammone. Inventa un delitto, proprio come nella Colonna infame, e asseconda il r…
Caro Merlo, la procuratrice (si dice così?) di Padova ha bastonato il sindaco (o i sindaci) dal 2017, per aver trascritto le unioni civili. Se è la legge perché ha aspettato tanto?
Piero Orrù
Perché la giustizia è stagionale come la frutta, e i giudici seguono il vento ideologico “nel timore - scriveva Manzoni - di mancare a un’aspettativa generale”. E oggi sono diventati cattivi gli umori collettivi contro le minoranze. La ministra Roccella dice che "non possiamo riconoscere come legame il contratto di utero in affitto, cioè un reato". Nega, persino in ipotesi, l’amore, la generosità, la solidarietà. E’ inutile raccontarle la felicità di tante donatrici o la gioia di tante gestanti per altri. “Perché - dice - non chiamare la Gpa utero in affitto? La verità è che si vuole mascherare il punto fondamentale e cioè il passaggio di denaro e il contratto, il mercato”. Se ci sono due mamme, secondo lei, ci sono le mammone. Inventa un delitto, proprio come nella Colonna infame, e asseconda il razzismo. E purtroppo i giudici amano “mescere al pubblico il suo vino medesimo, e alle volte quello che gli ha già dato alla testa”. Manzoni, che credeva in Dio quanto la Roccella, aggiungeva: “Dio solo ha potuto vedere se que’ magistrati, trovando i colpevoli di un delitto che non c’era, ma che si voleva, furono poi complici o ministri d’una moltitudine che, accecata non dall’ignoranza, ma dalla malignità e dal furore, violava i precetti più positivi della legge divina, di cui si vantava seguace”.
Caro Merlo, la Regione Lombardia vuole intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Berlusconi, che volava sui suoi jet privati (Asa, gruppo Fininvest) e, da premier, su aerei di Stato dall’aeroporto di Ciampino. Allora intitoliamo una caserma del battaglione San Marco o del Comsubin a Bernadette? A Joan Baez? A Yoko Ono?
Enrico Arosio – Milano
A Berlusconi vorrebbero intitolare aeroporti, piste ciclabili, stadi, parchi, piazze, giardini, stelle…. L’elenco è grottesco e il nome Berlusconi non è mai appropriato, e non perché non frequentasse gli spazi e i luoghi che ora vorrebbero dedicargli, ma perché è un nome che non unifica e orienta ma divide e disorienta. La toponomastica del risarcimento e della vendetta vorrebbe riscrivere la storia, ma alimenta invece solo la rissa: rigetta il morto nella mischia, lo mette in lapide e la fa lapidare.
Caro Merlo, mi racconta mio marito che, negli anni 60, in una capanna dell'Excelsior con il vaso di fiori sempre freschi, la tovaglia di lino e le posate d'argento, la contessa Volpi riceveva gli ospiti. Alle 13 arrivava il cameriere con il pranzo coperto da una boule d'argento, gli ospiti bevevano solo champagne e fumavano sigari. Adesso le costosissime capanne sono vuote.
Margherita Smeraldi – Venezia
Il conte Volpi inventò il Festival nel 1932 e da allora, sul finire dell’estate, quella vostra spiaggia ospita ogni genere di farsa, di tragedia e di commedia all’italiana. Quest’anno si esibirà l’egemonia culturale di Gennaro Sangiuliano. In smoking, mutandoni sartoriali e occhiali alla Gramsci, citerà Lord Byron, d’Annunzio e i sospiri di Dirk Bogarde diretto da Visconti, per un Lido di nuovo “borghese e fascista” come già gridavano i contestatori del ‘68.
Caro Merlo, “vista mozzafiato”, “in modo plastico”, “tanta roba”. Ghigliottiniamo?
Dario Cipani
Ghigliottiniamo.