Difendiamo i figli dai genitori. Vestirsi nelle città balneari
di Francesco MerloCaro Merlo, da piccoli, per i figli arcobaleno basterà l’amore; alcuni di loro, da grandi, cercheranno risposte. Arcobaleni anche loro? Distratti da amori traversi, che sempre amore è. È un futuro che ci attende.
Franco Palmieri
E i nonni racconteranno ai nipoti: c’era una volta, in Italia, un governo reazionario con una ministra ai Pregiudizi e alle Ossessioni, che aveva il compito di spaventare i bimbi…
Carissimo Francesco, leggo di una partita fra bambini sotto i 9 anni. Una partita parrocchiale, oltretutto. I genitori, gli adulti, gli “educatori” cominciano a insultare l’arbitro. E potrei fermarmi qui e basterebbe. Ma no. Arrivano a menarsi come “selvaggi”. Sugli spalti un uomo cerca di sedare la rissa. Il “pacifista” viene colpito alle spalle, un calcio talmente forte e ben assestato che perderà un rene e subirà gravi danni alla milza. È successo a Seregno nel Monzese, ma capita così in ogni parte d’Italia. Sinceramente non so se - essendo q…
Caro Merlo, da piccoli, per i figli arcobaleno basterà l’amore; alcuni di loro, da grandi, cercheranno risposte. Arcobaleni anche loro? Distratti da amori traversi, che sempre amore è. È un futuro che ci attende.
Franco Palmieri
E i nonni racconteranno ai nipoti: c’era una volta, in Italia, un governo reazionario con una ministra ai Pregiudizi e alle Ossessioni, che aveva il compito di spaventare i bimbi…
Carissimo Francesco, leggo di una partita fra bambini sotto i 9 anni. Una partita parrocchiale, oltretutto. I genitori, gli adulti, gli “educatori” cominciano a insultare l’arbitro. E potrei fermarmi qui e basterebbe. Ma no. Arrivano a menarsi come “selvaggi”. Sugli spalti un uomo cerca di sedare la rissa. Il “pacifista” viene colpito alle spalle, un calcio talmente forte e ben assestato che perderà un rene e subirà gravi danni alla milza. È successo a Seregno nel Monzese, ma capita così in ogni parte d’Italia. Sinceramente non so se - essendo questo il “popolo”, la ggente - valga ancora la pena che mi preoccupi ogni giorno di bullismo fra coetanei, o dei fascisti al governo, o della guerra in Ucraina.
Piergiorgio Paterlini
Troppo, carissimo Piergiorgio, perdoniamo al tifo, che è diventato uno spazio di protezione, come il quartiere Scampia a Napoli. Voglio dire che dagli spalti degli stadi, non importa se grandi o piccoli, partecipiamo alle partite con una passione che l’etica moderna non consente più alla vita. Fingendo che esistano il tifo laico ed elegante e quello volgare e violento, accettiamo l’insulto e la minaccia urlate dalle tribune, e sorridiamo compiaciuti quando si offende quel “cornuto” dell’arbitro, che è “la figura terza” sotto attacco in Italia, e non solo nello sport. E basti pensare ai giudici, agli organi costituzionali, alla Corte dei conti, all’Alta corte… sino al presidente della Repubblica che è l’Arbitro d’Italia. Quando poi al tifo si aggiunge l’istanza familistica, la violenza è assicurata. Educatori diseducativi, i papà bulli fabbricano figli bulli e subiscono come un insulto a tutta la famiglia sia il gol in campo sia il brutto voto o il rimprovero a scuola. E volano sberle agli insegnanti, i ragazzi offendono e aggrediscono i loro professori e alla scuola viene negato il diritto alla punizione. Davvero non è facile reagire perché non si può addossare alla scuola anche il compito di difendere i figli dai loro genitori.
Caro Merlo, sempre più centri balneari vietano di girare in costume fuori dalla spiaggia o in prossimità della stessa. Ma come la mettiamo con la moda che consiglia alle ragazze di indossare ogni anno vestiti sempre più succinti, a volte alla stregua di un costume?
Stefano Bortoli - Lucca
Il decoro non mira a castigare la moda sexy e i vestiti succinti ma l’esibizione del cattivo gusto.
Caro Merlo, le intitolazioni debbono comunque essere appropriate: mai si immaginerebbe a Milano lo stadio intitolato ad Alessandro Manzoni o l’ippodromo di Livorno ad Amedeo Modigliani. Gardaland potrebbe essere il luogo giusto per una intitolazione a Berlusconi, in fondo era quello il modello immaginato per la nostra società.
Giovanni Ferrari – Milano
“Devono essere appropriate”, lei dice. E però Bellini dà nome a un aeroporto, Fausto Coppi è un treno e Picasso un’automobile.
Caro Merlo, non se ne può più di “l’Italia è l’unico Paese al mondo che…”
Gianluigi De Marchi
Ghigliottina.