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Meloni, nervi e maleducazione. Conte fa male al Pd di Schlein

Posta e risposta di mercoledì 28 giugno 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, «lei dovrebbe ricordarsi che è grazie alle politiche che avete fatto che siamo ridotti così» ha gridato Giorgia Meloni al radicale Riccardo Magi che esponeva un cartello antiproibizionista. I radicali non si limitano a inalberare cartelli e combattono in tanti modi efficaci, ma di quale politica sarebbero responsabili? Quando mai Marco Pannella è stato al potere?

Martina Mosca — Caserta

Donne sull’orlo di una crisi di nervi si intitola il film di Almodóvar: Giorgia come Pepa, che ripete sempre: «Sono stufa di essere buona». Ma forse, sempre giocando con i titoli, è solo mala educación.

Caro Merlo, ricordo che lei, sorprendendomi, scrisse bene di Mario Sechi. Mi pare che il fallimento a Palazzo Chigi provi che lei aveva torto.

Francesca Lisi — Lecce

Invece prova che avevo ragione. Torna a fare il suo mestiere.

Caro Merlo, non capisco la rincorsa del Pd ai riluttanti contiani; ne discuto spesso su Facebook con Cuperlo, ne scrissi a Boccia quando, per le Comunali di…

Caro Merlo, «lei dovrebbe ricordarsi che è grazie alle politiche che avete fatto che siamo ridotti così» ha gridato Giorgia Meloni al radicale Riccardo Magi che esponeva un cartello antiproibizionista. I radicali non si limitano a inalberare cartelli e combattono in tanti modi efficaci, ma di quale politica sarebbero responsabili? Quando mai Marco Pannella è stato al potere?

Martina Mosca — Caserta

Donne sull’orlo di una crisi di nervi si intitola il film di Almodóvar: Giorgia come Pepa, che ripete sempre: «Sono stufa di essere buona». Ma forse, sempre giocando con i titoli, è solo mala educación.

Caro Merlo, ricordo che lei, sorprendendomi, scrisse bene di Mario Sechi. Mi pare che il fallimento a Palazzo Chigi provi che lei aveva torto.

Francesca Lisi — Lecce

Invece prova che avevo ragione. Torna a fare il suo mestiere.

Caro Merlo, non capisco la rincorsa del Pd ai riluttanti contiani; ne discuto spesso su Facebook con Cuperlo, ne scrissi a Boccia quando, per le Comunali di Torino, voleva imporci l’alleanza con Appendino&co., della cui giunta eravamo stati vittime per cinque anni e mezzo. Capisco la necessità delle alleanze ma est modus in rebus. I risultati del Molise, del ballottaggio di Brindisi e, ancor prima, delle suppletive di Sassari dimostrano che, pur scontando il vento di destra che soffia forte in Europa, quando il candidato è 5S si va peggio del solito. Lo scrivo nella mia lingua madre, il napoletano: “a’ ggent nun e vo’ chiu”.

Antonio Amoruso — Torino

Si dice che non tutti i mali vengano per nuocere e che le sconfitte, come effetto collaterale, portino chiarezza. Ma Elly Schlein, sedotta dall’impiegato di concetto del trasformismo, non riesce a capirlo. Quando pronuncerà la frase “mai più con i 5 stelle” sarà comunque troppo tardi.

Caro Merlo, Daniela Santanchè avrebbe dovuto dare le dimissioni, se avesse il senso dello Stato e la certezza della sua innocenza. In tanti Paesi funziona così. Da noi invece si ripete sempre la commedia del “non sai chi sono io”.

Antonio Taraborrelli — Pescara

Con il ruolo della perseguitata e della supereroina della destra che più assorbe i raggi gamma del nemico e più diventa spavalda, Daniela Santanchè prepara invece la giornata della politica come imbonimento: “affronterò il Parlamento”, “ci metterò la faccia”, “rassegnatevi, non mi dimetto”, “dimettermi per cosa?”… Stia sicuro, caro Taraborrelli, che l’attesissima esibizione del più magnifico spettacolissimo che si sia mai visto in Parlamento sarà eccessiva oltre il kitsch. Come insegna Esopo, non c’è meglio delle metafore animalesche per dire la verità: “la pitonessa”, serpentessa predatrice, ingoierà i nemici e li risputerà tutti interi.

Caro Merlo, mia sorella insegna al liceo e in 25 anni non ha mai mancato un giorno a scuola: «È mio dovere, sono appassionata del mio ruolo...». Mi ha telefonato amareggiata per commentare la notizia della sua “collega” Cinzia Paolina De Lio che in 24 anni di “insegnamento” ha inanellato 20 anni di assenza. Come lei, sono inorriditi migliaia di insegnanti onesti e preparati.

Chiara Lena — Sestri Levante (Genova)

Come il topo sul pianerottolo anticipa la peste, il caso della professoressa De Lio, che “appesta” tutte le professoresse italiane, vale a dire il meglio di questo Paese, segnala il collasso del sistema di regole e di valori della scuola, che in ben venti anni non si era mai accorta di lei.

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