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Palermo, al Pride il sindaco di destra. Una tarantola ha morso il moderato

Posta e risposta del 27 giugno 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, mettendosi apertamente contro”Fratelli d’Italia”, che fa parte della sua maggioranza, non solo ha dato il patrocinio al gay Pride, ma ha partecipato alla manifestazione, che ha definito “elegante e civile”.
Mirella Martino- Palermo

I diritti degli omosessuali non sono né di destra né di sinistra e a Palermo l’ex sindaco Orlando riuniva insieme immigrati e omosessuali: “Se non volete essere discriminati, imparate a non discriminare”. Il governo Meloni sta combattendo con furia sia i gay sia gli immigrati e dunque a destra c’è di nuovo bisogno di coraggio. Il sindaco Lagalla ce l’ha, il governatore del Lazio Francesco Rocca, no.


Caro Merlo, il giornalista Mauro Mazza in tv …

Caro Merlo, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, mettendosi apertamente contro”Fratelli d’Italia”, che fa parte della sua maggioranza, non solo ha dato il patrocinio al gay Pride, ma ha partecipato alla manifestazione, che ha definito “elegante e civile”.
Mirella Martino- Palermo

I diritti degli omosessuali non sono né di destra né di sinistra e a Palermo l’ex sindaco Orlando riuniva insieme immigrati e omosessuali: “Se non volete essere discriminati, imparate a non discriminare”. Il governo Meloni sta combattendo con furia sia i gay sia gli immigrati e dunque a destra c’è di nuovo bisogno di coraggio. Il sindaco Lagalla ce l’ha, il governatore del Lazio Francesco Rocca, no.


Caro Merlo, il giornalista Mauro Mazza in tv ha detto che “il gay pride è volgare e blasfemo” e ha accusato i gay di “offendere la fede di milioni di italiani e di europei”. Che brutta idea che ha di Cristo. Non sa che fu dileggiato in piazza proprio perché era diverso? Vorrei spiegare a questo Mazza che si può essere omosessuali e non credere in Cristo, ma non si può neppure immaginare Cristo contro gli omosessuali. E non è finita qui. Questo Mazza ha sfidato i gay a fare i Pride nell’Islam: “E vediamo come finisce”. Ma gli omosessuali hanno già sperimentato come finisce: con la galera e con la morte. Vergogna.
Riccarda Luisi - Bari

Ricordavo Mauro Mazza come un giornalista moderato e gentile, certamente di destra, ma addirittura vicino ai socialisti libertari. La tarantola estremista ha morso anche lui.


Caro Merlo, i babbi di Renzi e Boschi. I cognati di Fini e Meloni. Ma la serie potrebbe essere lunghissima perché tutti i politici, come diceva Flaiano, tengono famiglia. Adesso Santanche' sembra appellarsi ai giudici di fermarsi perché il figlio ci sta rimanendo male. Eppure, Daniela Garnero meglio conosciuta come Santanché, sembrava, per carattere e postura ideologica, tra i pochi politici immuni.
Davide Banfo
Quando le famiglie si fanno impresa, i profitti e le scelleratezze, le responsabilità e le irresponsabilità diventano beni e mali di famiglia, ma non esiste il reato né il peccato di familismo. Daniela Santanché ha fatto impresa con i familiari e ha anche trasformato in un “brand” il cognome del primo marito.

Caro Francesco, un mio parente, dopo aver appreso che leggo Repubblica, mi ha chiesto se fossi comunista. Ho risposto che iniziando a leggere anni fa questo quotidiano ho trovato una affinità elettiva, lo stesso modo di guardare ai fatti che accadono nel mondo. Mi ha risposto: "Allora lo vedi che sei comunista ! " Ho lasciato perdere. Però dentro di me ho ghigliottinato…il parente.
Sara Prando - Milano

Repubblica non è mai stato un giornale comunista, figuriamoci adesso che il comunismo non esiste più.

Caro Merlo, le garantisco che, contrariamente a quanto asserisce lei, anche l’uso del “viva voce” in auto distrae notevolmente il guidatore. La soluzione più efficace sarebbe quella suggerita dal lettore Andrea Vecchio: disattivare il segnale con la messa in moto. Così si costringerebbero gli automobilisti ad accostare per poter telefonare. E se così facendo si “spreca” un po’ di tempo, ben venga finalmente la giusta lentezza.
Gianna Cavinato – Padova
Il telefono è una conquista di civiltà e non è certo l’uso del “viva voce” a causare l’80% degli incidenti stradali più gravi, ma la mano del guidatore che lo porta all’orecchio.

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