Giorgia, più Ercolino che Caio Gregorio “Caro Moretti ti prego: vai su Netflix”
di Francesco MerloGiorgia Meloni
Mah, caro Merlo, suggerirei al Presidente del consiglio di fare un check-up tiroideo. Potrebbe essere la causa di tanta aggressività.
Maurizo Marcolongo — Torreglia
Riproduce due idealtipi dell’infanzia televisiva e dell’ironia italiane. È un po’ “ave, so’ Caio Gregorio, er guardiano der Pretorio, c’ho du’ metri de torace...”,, Ma forse le è più adatto “Ercolino sempre in piedi” che, piccolino ma velleitario, si cimentava in imprese da forzuto — “e allora siete fatti di muscoli e sangue generoso o soltanto di stoffa?” — mangiando formaggio: “tutto il merito è palese / va alla Crema Bel Paese”.
Caro Merlo, ho partecipato a un incontro sull’Ucraina, organizzato dall’Anpi e ho ascoltato “quei reduci che nel putinismo vedono la continuazione della battaglia sovietica e forse della loro giovinezza” (cito l’ottimo Il coro del Cremlino, di Stefano Cappellini). Nel 2024 saranno 40 anni dal “1984” di Orwell, che trova ora la sua massima espressione nel “Gulag digitale”, il Grande Fratello che…
Mah, caro Merlo, suggerirei al Presidente del consiglio di fare un check-up tiroideo. Potrebbe essere la causa di tanta aggressività.
Maurizo Marcolongo — Torreglia
Riproduce due idealtipi dell’infanzia televisiva e dell’ironia italiane. È un po’ “ave, so’ Caio Gregorio, er guardiano der Pretorio, c’ho du’ metri de torace...”,, Ma forse le è più adatto “Ercolino sempre in piedi” che, piccolino ma velleitario, si cimentava in imprese da forzuto — “e allora siete fatti di muscoli e sangue generoso o soltanto di stoffa?” — mangiando formaggio: “tutto il merito è palese / va alla Crema Bel Paese”.
Caro Merlo, ho partecipato a un incontro sull’Ucraina, organizzato dall’Anpi e ho ascoltato “quei reduci che nel putinismo vedono la continuazione della battaglia sovietica e forse della loro giovinezza” (cito l’ottimo Il coro del Cremlino, di Stefano Cappellini). Nel 2024 saranno 40 anni dal “1984” di Orwell, che trova ora la sua massima espressione nel “Gulag digitale”, il Grande Fratello che controlla ogni cittadino russo.
Walter Merzagora - Milano
Putin, con la coda, le corna e le bombe, è il “diavolo nascosto” della nostra scena politica. Le ripropongo il magnifico affresco di Vassillacchi nella chiesa di San Pietro a Perugia, il quadro più grande del mondo: un coloratissimo groviglio di figure che, solo guardato da una giusta distanza, svela, appunto, il diavolo al centro della tela.
Caro Merlo, le confesso che rivolgermi direttamente a Nanni Moretti mi intimorisce e pertanto le chiedo una mediazione. Condivido in pieno l’idea che il cinema è fatto per il cinema e infatti ho visto i suoi film da Io sono un autarchico a Tre piani, in sala o nella migliore delle ipotesi in qualche arena estiva. Purtroppo, per motivi di salute, questo non potrà più accadere e quindi con ogni probabilità dovrò rinunciare alla visione de Il sol dell’avvenire, che tanta bella critica ha ispirato. Ho cercato il Ddv trovandolo al prezzo di 54 euro, che con tutta la stima che nutro per il grande regista, mi è sembrato eccessivo. Persone come me (siamo tantissimi) hanno un aiuto essenziale dalle piattaforme anche, e nel mio caso soprattutto, per il cinema.
Orfeo Raspanti — Castel San Pietro Terme (Bologna)
Il risultato, per Nanni Moretti, è il peggiore: lei non vedrà il suo film. Penso che sia arcitaliana la battaglia contro le piattaforme, come quella che fu combattuta contro i telefonini: “fanno venire il cancro, sono odiosi e volgari, suonano dappertutto, sono surrogati sessuali”. Al netto della saccenteria e della compiaciuta rassegnazione verso la solita, presunta Incultura, l’arcitaliano tira cazzotti (intellettuali per ora) contro la modernità. Colto, ben vestito, difensore delle imprecisabili buone maniere e degli ideali di una volta, l’arcitaliano reagisce male a tutte le novità: nei saperi e nei sapori crede solo nel genius loci. Successe così con il treno e forse con la ruota, e ovviamente con il cinema, la tv, la pubblicità, e anche nella chimica e nella medicina. Oggi si ripete con Netflix. Gli antimodernisti scagliano fulmini e anatemi morali, profetizzano un diluvio di malanni e mandano gli avvoltoi a mangiare questo nostro fegato, caro Ruspanti, che roso di giorno torna a crescere di notte, come quello di Prometeo che ebbe la sventura di portare il fuoco agli uomini.
Caro Merlo, “si è fatta una certa” è già stato ghigliottinato?
Miriam D’Alfonso — Pescara
Ghigliottina.