Lingua biforcuta e Roccellagarbugli. Gli italiani e le rivoluzioni francesi
di Francesco MerloCaro Merlo, con una bella lettera liberale — “sono il sindaco di tutti, senza preconcetti né pregiudizi” — Matilde Celentano, sindaca di Latina, aveva risposto all’appello del nostro concittadino Tiziano Ferro concedendo con entusiasmo l’adesione al Pride dell’8 luglio.
Ma il suo partito, Fratelli d’Italia, l’ha richiamata all’ordine e la sindaca lo ha revocato come già aveva fatto il governatore del Lazio Francesco Rocca. Dispiace che anche Celentano come Rocca non abbia avuto il coraggio della verità e abbia dato la colpa ai gay come se il cuore di ogni Pride, la sua vera ragione, il suo scopo, primo e ultimo, fosse la maternità surrogata.
Lea Comune — Latina
Mi ha molto colpito il doppio linguaggio, la lingua biforcuta di Matilde Celentano. Per dire “sì” aveva infatti usato la semplicità e la passione — “sono una donna, una madre,
so cos’è l’amore e nutro un profondo rispetto…” — esponendosi pure sulla registrazione dei bambini di coppie omogenitoriali: “sappia che sono pronta a fa…
Caro Merlo, con una bella lettera liberale — “sono il sindaco di tutti, senza preconcetti né pregiudizi” — Matilde Celentano, sindaca di Latina, aveva risposto all’appello del nostro concittadino Tiziano Ferro concedendo con entusiasmo l’adesione al Pride dell’8 luglio.
Ma il suo partito, Fratelli d’Italia, l’ha richiamata all’ordine e la sindaca lo ha revocato come già aveva fatto il governatore del Lazio Francesco Rocca. Dispiace che anche Celentano come Rocca non abbia avuto il coraggio della verità e abbia dato la colpa ai gay come se il cuore di ogni Pride, la sua vera ragione, il suo scopo, primo e ultimo, fosse la maternità surrogata.
Lea Comune — Latina
Mi ha molto colpito il doppio linguaggio, la lingua biforcuta di Matilde Celentano. Per dire “sì” aveva infatti usato la semplicità e la passione — “sono una donna, una madre,
so cos’è l’amore e nutro un profondo rispetto…” — esponendosi pure sulla registrazione dei bambini di coppie omogenitoriali: “sappia che sono pronta a fare in questo senso tutto quello che la legge mi consentirà di fare, senza pregiudizi né riserve da parte mia”. Per dire “no” invece gli si sono intorcigliati i diti come a Fantozzi e ha ceduto agli impedimenti dirimenti di Roccellagarbugli scoprendo che “in base ai regolamenti comunali, delibera numero 34 /2017 art.3,” le pratiche di maternità surrogata “non sono compatibili con le finalità istituzionali…”. Ma la maternità surrogata in Italia è praticata da 250 coppie l’anno, quasi tutte (più del 90 per cento) eterosessuali.
Caro Merlo, i genitori di Briatore erano maestri delle elementari; meno male che il figlio ha fatto altro.
Giovanni Ferrari — Milano
Invece, anche lui prova a insegnare, a fare scuola. E, come se fosse lo scopritore della penicillina, lo invitano pure le università, persino la Bocconi, a tenere lezioni magistrali contro i figli dei camerieri e dei falegnami che vogliono diventare dottori, sempre con la sceneggiata della patria ingrata che non lo capisce e maltratta i poveri ricchi come lui. Insomma, è il mestiere dei genitori che si è messo a fare e pure con successo, perché l’Italia è piena di aspiranti Briatore che sognano di diventare squali, farsi ricchi e fregare il prossimo, aprire locali-covi della pacchianeria per riccastri con 43 metri di barca… Maestro, dunque, con una cattedra di pescecane.
Caro Merlo, in Francia prima ci sono stati i gilet gialli. Dopo, le proteste contro l’aumento dell’età pensionabile. E ora gli incendi e i saccheggi per il povero Nahel ucciso da un poliziotto. È proprio vero che ogni volta che qualcosa non gli piace, i francesi si ricordano del 1789 e fanno la rivoluzione.
Vito Mangano — Roma
Abituati alla ferocia della nostra pernacchia, noi sogniamo da sempre la ghigliottina francese. Per questo tutte le violenze di piazza che sconvolgono la Francia sono accolte in Italia con brividi di malcelata simpatia. Ma, dietro il luogo comune, la loro democrazia tiene meglio della nostra e, infatti ha sempre bocciato i Le Pen, padre e figlia, qualche volta sul filo di lana, mentre l’Italia che annaspa ha promosso prima Berlusconi e ora Giorgia Meloni.
Caro Merlo, è un pezzo che cerco di capire cosa vuol dire “restare sul pezzo”, ma con tutta la buona volontà sono senza spiegazioni. Restiamo sul pezzo o lo ghigliottiniamo?
Paolo Di Nola — Castellammare di Stabia
Ghigliottiniamo.