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Wagner, simulacri e ferocia. Elly Cat e il topo a 5 stelle

Posta e risposta del 9 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, una banda di mercenari assassini si è impadronita del nome di Wagner. Geniale musicista, uomo discutibile e controverso, ha scritto quello sciagurato pamphlet Das Judentum in Musik. Non è stato certo lui il primo antisemita, né a lui si possono attribuire le nefandezze hitleriane. Sono stati gli eredi, in primis la nuora, a scendere a patti col nazismo. Stupisce che da parte del mondo della cultura non vi sia stata una vivace protesta.

Franco Craglia - Tolentino (Macerata)

Nella brigata Wagner c’è una grande aria di impostura. È un paradossale pasticcio anche la scelta del nome di un’icona nazista, Wagner, per combattere gli ucraini che sarebbero nazisti secondo la propaganda russa anch’essa farlocca. E forse era falso pure il golpe, e sono comiche quelle foto con le barbe finte che ricordano i pupazzi di Big Jim. La brigata Wagner e il suo capo Prigozhin sembrano l’illustrazione della epoca dei simulacri di Pierre Klossowski e poi di Jean Baudrillard. Ascolti il mio con…

Caro Merlo, una banda di mercenari assassini si è impadronita del nome di Wagner. Geniale musicista, uomo discutibile e controverso, ha scritto quello sciagurato pamphlet Das Judentum in Musik. Non è stato certo lui il primo antisemita, né a lui si possono attribuire le nefandezze hitleriane. Sono stati gli eredi, in primis la nuora, a scendere a patti col nazismo. Stupisce che da parte del mondo della cultura non vi sia stata una vivace protesta.

Franco Craglia - Tolentino (Macerata)

Nella brigata Wagner c’è una grande aria di impostura. È un paradossale pasticcio anche la scelta del nome di un’icona nazista, Wagner, per combattere gli ucraini che sarebbero nazisti secondo la propaganda russa anch’essa farlocca. E forse era falso pure il golpe, e sono comiche quelle foto con le barbe finte che ricordano i pupazzi di Big Jim. La brigata Wagner e il suo capo Prigozhin sembrano l’illustrazione della epoca dei simulacri di Pierre Klossowski e poi di Jean Baudrillard. Ascolti il mio consiglio e spenga la musica: le controversie su Wagner, che era già morto quando Hitler si innamorò del Tristano, qui non c’entrano. La sola verità è la ferocia di questa orribile banda di simulacri, non solo contro i resistenti ucraini, ma anche in Africa e dovunque.

Caro Merlo, l’inseguimento di Schlein ai 5 Stelle mi ricorda l’amore non corrisposto di Krazy Kat per il topo Ignazio.

Gianni Sartorio - Torino

Krazy Kat che, secondo il suo autore George Hermann, non ha una sessualità definita, ama il topo Ignatz, che invece la odia e, a ripetizione, le lancia mattoni sulla testa. Ma Krazy soffre soltanto quando non viene colpita e difende il suo amato topo dal cane sceriffo che la ama davvero, ma segretamente. Effettivamente, somiglia a Conte il topo del fumetto, che in Italia non è poi così famoso. Ed è vero che Elly Schlein prende mattonate in testa.

Caro Francesco, ti leggo sempre con grande piacere, ma oggi ti devo comunicare che il Twiga non è un bagno di Forte dei marmi ma di Pietrasanta, comune limitrofo. Ai proprietari piacerebbe e spesso giocano sull’ equivoco.

Marzia Marrai

Cambiano i nomi dei Comuni ma è la stessa lunga spiaggia, da Marina di Massa a Viareggio, di quell’Italia che vestiva alla marinara, la strada-mondo dove, a Marina di Pietrasanta, c’era Bussoladomani di Sergio Bernardini, ma anche la più antica eppur modesta chiesa parrocchiale della Versilia, il “Cristo Re” di Lido di Camaiore e, all’interno, l’ Ospedale Versilia e poi, la splendida Villa Ariston, appartenuta alla famiglia di Rolando Ricci, dove andavano in vacanza il re, D’Annunzio e Mussolini e dove ora c’è il solito albergo. Oggi in quella lingua di sabbia, più o meno tutti vivono nel rimpianto di un’identità, di una sicurezza e di una felicità perdute. È come una frustrazione che si sfoga nella nautica, invano ripropone il divertimento del Carnevale e i talk show simil-televisivi, esibisce gli yacht di 40 metri dei Paperoni, buffi e spocchiosi riccastri, i Briatore e le Santanchè dell’Italia alle ostriche e allo champagne. Persino la trasgressione è degradata in minutissima cronaca nera. E il Twiga, cara amica, è patacca pacchiana di tempo e di spazio anche in questo, nel fingersi nella Forte dei Marmi di una volta, e nel fregiarsi così della griffe che fu più luccicante.

Caro Merlo, “la storia non è fatta né di se né di ma”.

Ettore Sanpietro

Ghigliottina.

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