✕

La Rai, Eco e l’educazione al dolore. Pistoletto e il fuoco che non brucia

Posta e risposta del 14 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, dopo aver letto Corrado Augias sulla Rai (Repubblica, 11 luglio), sono stato preso dalla curiosità di sapere di più sull’ingegner Filiberto Guala, importante dirigente negli anni ‘50.

Ho scoperto su Wikipedia una figura grandiosa e ambivalente (il “crociato” che voleva “cacciare pederasti e comunisti” fuori dalla Rai, ma che aveva assunto - con concorso - Umberto Eco e tanti altri intellettuali), ma anche chi ha (forse) avuto un ruolo importante in un retaggio antico di cui la società italiana ancora fa fatica a liberarsi. Infatti nel suo “regolamento” (1954) per i programmisti si legge che non erano consentiti termini quali “cancro” o “tumore”, ai quali doveva essere sempre sostituita l’espressione “male incurabile”. Dopo settanta anni, nonostante i grandi (anche se ancora incompleti) progressi dell’Oncologia e delle Cure Palliative, ancora oggi quella espressione risuona - erroneamente - nella testa e sulla bocca di tanti cittadini italiani.

Vittorio Fusco- Oncologo -…

Caro Merlo, dopo aver letto Corrado Augias sulla Rai (Repubblica, 11 luglio), sono stato preso dalla curiosità di sapere di più sull’ingegner Filiberto Guala, importante dirigente negli anni ‘50.

Ho scoperto su Wikipedia una figura grandiosa e ambivalente (il “crociato” che voleva “cacciare pederasti e comunisti” fuori dalla Rai, ma che aveva assunto - con concorso - Umberto Eco e tanti altri intellettuali), ma anche chi ha (forse) avuto un ruolo importante in un retaggio antico di cui la società italiana ancora fa fatica a liberarsi. Infatti nel suo “regolamento” (1954) per i programmisti si legge che non erano consentiti termini quali “cancro” o “tumore”, ai quali doveva essere sempre sostituita l’espressione “male incurabile”. Dopo settanta anni, nonostante i grandi (anche se ancora incompleti) progressi dell’Oncologia e delle Cure Palliative, ancora oggi quella espressione risuona - erroneamente - nella testa e sulla bocca di tanti cittadini italiani.

Vittorio Fusco- Oncologo - Alessandria

Caro Fusco, ripropongo la sua lettera perché merita una risposta ragionata. La nostalgia che affligge e conforta questo nostro Paese di vecchi, celebra un tempo andato che non è mai stato bello, sapori che non sono mai esistiti, la cultura contadina falsificata, una Rai repressiva e reazionaria, che io ricordo peggiore della stessa Dc che la dominava. E vengo all’espressione “male incurabile”, sulla quale invito solo a riflettere. Umberto Eco, che se ne ammalò e nel 2016 ne morì, aveva tenuto nel 2014 una lectio magistralis sull’educazione al dolore (Asmepa Edizioni). Consiglio inoltre un libro terribile e straordinario, che lei certamente conosce, caro Fusco: Primo non nuocere (Tea editore) del famoso neurochirurgo inglese Henry Marsh. Ne copio l’esergo: “Ogni medico si porta dietro un piccolo cimitero, dove di quando in quando va a pregare… un luogo di amarezza e di rimpianto dove cercare una spiegazione ai suoi fallimenti”.

Caro Merlo, Pistoletto ha vinto di nuovo. Infatti questi trogloditi non si sono accorti di essere diventati uno strumento inconsapevole nelle mani dell’arte che per assurdo ha riaffermato la sua forza nella sua distruzione. L’arte infatti, come la musica e la poesia, viaggia dappertutto, anche contromano, e prima o poi i “bruciatori” (gli stracci) o i loro darwiniani discendenti avranno uno scontro frontale con Venere. Senza escludere naturalmente il passaggio attraverso l’auspicabile, anche se più basso, gradino di una capocciata col giudice.

Alberto Pucciarelli - Velletri (Roma)

Era un copia d’artista e dunque il fuoco ha dato luce alla Venere degli stracci, l’ha fatta rinascere come un’araba fenice. Bruciava i suoi quadri Mirò. E lo hanno fatto Gustav Metzger e Damien Hirst.

Caro Merlo, il caldo provoca: aumento dei ricoveri, incremento dei consumi di energia, calo della produttività, siccità e rincari ortofrutticoli, incendi devastanti…Perché continuare a chiamare l’estate “bella stagione” e definire “bel tempo” questo clima che rende le giornate invivibili e le notti insonni?

Mauro Luglio - Monfalcone (Gorizia)

Il capovolgimento climatico del Pianeta, avvelenato dagli uomini e dal ciclo astrale, è destinato a cambiare anche il paesaggio e la morale, al punto che presto non coincideranno più il bene e il bello con il sole e la luce, e il male e il brutto con la pioggia e il buio. Sarà bel tempo solo quando pioverà.

Caro Merlo, ghigliottina per “giustizia ad orologeria”.

Alberto Castagna - Roma

Ghigliottina.

Leggi i commenti