✕

Era drogato il pesce spada di Modugno. Le medaglie italiane agli uomini di Putin

Stati Uniti, uno squalo si avvicina a un surfista

 
Posta e risposta di martedì 25 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, al largo della Florida, tratta utilizzata dai narcotrafficanti, sono stati notati strani comportamenti da parte di alcuni squali; gli scienziati ritengono che questi comportamenti siano dovuti al consumo di droga e in particolare di cocaina. Uno squalo martello normalmente restio ad avvicinarsi agli umani si è diretto verso dei subacquei muovendosi in modo irregolare, mentre uno squalo grigio nuotava in cerchio come se volesse raggiungere un oggetto immaginario. Mi chiedo se l’eccessivo brio dell’altra sera di mia zia Sarina non sia stato dovuto all’ottima fetta di pesce spada che il ristoratore ha giurato e spergiurato provenisse dal canale di Sicilia, anch’esso rotta dei narcotrafficanti.

Vito Mangano — Acitrezza (Catania)

Caro Mangano, anche il Modugno di “pigghia la fiocina”, quando il pesce spada “paria ‘mpazzutu” “e la varca la strascinava e lu sangu ni curria”, credeva fosse amore ma era droga.

Caro Merlo, a prescindere dalla gaffe in cui è caduto il ministro Mu…

Caro Merlo, al largo della Florida, tratta utilizzata dai narcotrafficanti, sono stati notati strani comportamenti da parte di alcuni squali; gli scienziati ritengono che questi comportamenti siano dovuti al consumo di droga e in particolare di cocaina. Uno squalo martello normalmente restio ad avvicinarsi agli umani si è diretto verso dei subacquei muovendosi in modo irregolare, mentre uno squalo grigio nuotava in cerchio come se volesse raggiungere un oggetto immaginario. Mi chiedo se l’eccessivo brio dell’altra sera di mia zia Sarina non sia stato dovuto all’ottima fetta di pesce spada che il ristoratore ha giurato e spergiurato provenisse dal canale di Sicilia, anch’esso rotta dei narcotrafficanti.

Vito Mangano — Acitrezza (Catania)

Caro Mangano, anche il Modugno di “pigghia la fiocina”, quando il pesce spada “paria ‘mpazzutu” “e la varca la strascinava e lu sangu ni curria”, credeva fosse amore ma era droga.

Caro Merlo, a prescindere dalla gaffe in cui è caduto il ministro Musumeci, sono perfettamente d’accordo con lei. La Sicilia dovrebbe essere liberata dall’autonomia regionale contenuta nello Statuto speciale!

Vincenzo Costa — Reggio Emilia

Esistono Regioni d’Italia in cui lo Statuto speciale è virtuoso o magari soltanto utile e storicamente giustificato, ma sicuramente in Sicilia l’autonomia deve essere abolita per bancarotta economica, politica e morale.

Caro Merlo, alla incredibile lettera dell’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, pubblicata venerdì 21 luglio, ha risposto da par suo Paolo Garimberti sabato 22 luglio. Ma vi è un’altra cosa incredibile: Paramonov, Peskov (il portavoce di Putin) e altri uomini di Putin portano ancora sul petto onorificenze della Repubblica Italiana. Grazie alla denuncia di Radicali Italiani, il presidente Mattarella ha revocato “per indegnità” 14 delle 33 medaglie elargite dai governi italiani succedutisi dal 2014 ad oggi. Occorre completare l’opera.

Giulio Manfredi — Giunta Radicali Italiani

Tra gli orrori dei governi Conte 1 e Conte 2 ci sono queste 33 vergognose onorificenze sui petti degli aggressori dell’Ucraina. E Di Maio, che da ministro degli Esteri di Conte volle le medaglie d’onore, è anche il ministro degli Esteri del governo Draghi che ne ottenne il ritiro per disonore. Purtroppo, non di tutte: Paramonov, per esempio, ne ha addirittura due, è cavaliere e commendatore. Tutti sappiamo che l’Italia filorussa è diventata più forte e spudorata e dunque ritirare le medaglie è oggi più difficile. Ma trattandosi di una guerra d’aggressione da cui l’umanità sta uscendo abbrutita e depravata non bisogna arrendersi. Il presidente Mattarella sa che sarebbe giusto, come proponete voi radicali, non solo toglierle ai putiniani, ma darle agli eroi dissidenti Aleksei Navalny, Aleksei Gorinov e Ilya Yashin. Sarebbe, caro Manfredi, la sola maniera di dimostrare, innanzitutto a noi stessi, che le medaglie dell’Italia non sono patacche.

Caro Merlo, la vicenda di Zaki mi ha fatto tornare alla mente un vecchio proverbio, giusto o non giusto che sia, che recita: non far del male che è peccato, non far del bene che è sprecato.

Pietro Volpi — Lovere (Bergamo)

Zaki ha ringraziato il governo italiano e la città di Bologna e ora ha il diritto di fare quel che vuole, anche di negarsi o di offrirsi alle passerelle. Gli hanno salvato la vita, ma non ne sono diventati i padroni.


Leggi i commenti