Lanzichenecco ma nietzschiano. Lo scettico non è sempre di destra
di Francesco MerloPedro Sanchez
Gentile Francesco Merlo, nella rubrica “Posta e risposta” del 26 luglio si rilancia una notizia non corretta e cioè: “il ministro Valditara dice che non sarà più possibile” fare in deroga gli esami di riparazione ai primi di settembre. Il termine del 31 agosto, fissato nel 2007, ha sempre usufruito di una settimana di tolleranza. La stessa è stata ribadita con nota trasmessa a tutte le scuole dal direttore ministeriale D’Amico fin dal 15 giugno. La nota ha fissato il termine ultimo “di deroga” all’8 di settembre. Dal 15 giugno a oggi non è cambiato nulla.
Ministro Giuseppe Valditara
Tutti i giornali hanno pubblicato che il ministro aveva spostato gli esami di riparazione da settembre ad agosto e io ho scritto che non era vero, che non sarebbe cambiato nulla. Grazie.
Caro Merlo, solo per raccontarle che ieri, nell’ombrellone accanto al mio, in mezzo alla solita chiassosa banda di gaudenti tatuati c’era un lanzichenecco che leggeva “La gaia scienza”.
Elvira Nasti — Cecina
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Gentile Francesco Merlo, nella rubrica “Posta e risposta” del 26 luglio si rilancia una notizia non corretta e cioè: “il ministro Valditara dice che non sarà più possibile” fare in deroga gli esami di riparazione ai primi di settembre. Il termine del 31 agosto, fissato nel 2007, ha sempre usufruito di una settimana di tolleranza. La stessa è stata ribadita con nota trasmessa a tutte le scuole dal direttore ministeriale D’Amico fin dal 15 giugno. La nota ha fissato il termine ultimo “di deroga” all’8 di settembre. Dal 15 giugno a oggi non è cambiato nulla.
Ministro Giuseppe Valditara
Tutti i giornali hanno pubblicato che il ministro aveva spostato gli esami di riparazione da settembre ad agosto e io ho scritto che non era vero, che non sarebbe cambiato nulla. Grazie.
Caro Merlo, solo per raccontarle che ieri, nell’ombrellone accanto al mio, in mezzo alla solita chiassosa banda di gaudenti tatuati c’era un lanzichenecco che leggeva “La gaia scienza”.
Elvira Nasti — Cecina
Sto ricevendo molte lettere, ricche di ironia, sui lanzichenecchi. Ho scelto la sua, cara signora Nasti, perché, come un avviso ai naviganti, segnala che non bisogna sottovalutare la biblioteca dei lanzichenecchi.
Caro Merlo, vivo in Spagna e ho seguito le elezioni pur senza diritto di voto. Fino al 17 agosto i giochi tra destra e di sinistra sono aperti e solo quel giorno si saprà chi avrà veramente vinto, Feijóo e amici non hanno la maggioranza dei seggi ma neanche Sánchez e amici. Suggerisco maggior prudenza a tutti i giornalisti che danno la vittoria alla sinistra.
Giuseppe Palmiotta
Il grande gioco politico non è ancora cominciato, ma i meloniani di Vox sono diventanti insignificanti e il Psoe ha due seggi e un milione di voti in più: è vero che si possono vincere le elezioni e perdere tutto, ma senza Sanchez non si governa.
Caro Merlo, per una volta che le opposizioni hanno trovato l’accordo sulla proposta di legge sul salario minimo, ecco che Italia Viva, cioè Matteo Renzi, guarda caso, si schiera candidamente dalla parte della maggioranza.
Rocco Rea — Arce (Frosinone)
Renzi non fa parte del campo largo anche perché non ce lo vogliono. I troppi rancori e i troppi fantasmi lo condannano al ruolo di cavaliere solitario, nel quale, peraltro, eccelle.
Caro Merlo, mi spiega, prendendoli però sul serio, perché in Italia i negazionisti del Climate change e del Global warming sono di destra?
Mariella Paladini — Foggia
Il cretino cognitivo non se la beve mai, crede sempre di aver capito tutto contro tutti e meglio di tutti. È lo scettico che al sole non suda e, per sminuire il cambiamento climatico che secondo lui è “ideologia”, dice sbuffando che «il caldo c’è sempre stato», che è ovviamente vero. Dunque, gli pare che il gas a effetto serra, il disboscamento, lo scioglimento dei ghiacciai, la siccità, gli incendi, l’innalzamento dei livelli del mare, le inondazioni… siano catastrofismi per i ragazzini di Greta, pretesti per nuovi sessantottini, demagogia e conformismo esibiti, un’ossessione collettiva, la notte in cui tutte la vacche sono verdi. È uno scettico, insomma, la versione moderna del disincanto di Petrolini, quello di «son contento di morire, ma mi dispiace: cosa m’importa se il mondo mi rese glacial?». Ma non è sempre di destra. Anche il comunista Rizzo canta: «io scettico son / guardo e sogghigno giocondo / e non mi lascio ingannare».