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Saviano e le squadracce di Giorgia. L’apocalisse e l’acqua di fuoco

Roberto Saviano

 (ansa)
Posta e risposta di venerdì 28 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, e ora tocca a Saviano. Giorgia Meloni ha organizzato le sue squadracce e caccia tutti, i pericolosi, i nemici, i disobbedienti, gli antipatici, i monelli: Fuortes se l’è comprato e gli ha affidato Fazio, Annunziata non l’ha trattenuta, Facci è il “sacrificato”… Tutti i potenti ci hanno provato, ma solo Giorgia non sbaglia un colpo.

Giorgio Villano — Milano

Ci sa fare. Direi che censurare è la sola cosa che sa fare bene. E, chiamando la censura “codice etico”, si permette pure lo sberleffo.

Caro Merlo, l’apocalisse della nostra amata Terra sarà fuoco che brucia o acqua che annega?

Daria Scarcella — Ferrara

Forse perché siamo eliocentrici, sempre più ci avviciniamo a quel fuoco che ci ha generato, che amiamo e che ci distruggerà. Persino l’acqua, come racconta il mito della camicia di Ercole, è destinata a scomporsi in idrogeno e ossigeno e diventare infiammabile nell’estate eterna quando il mondo morirà di caldo e brucerà per autocombustione.

Caro Merlo, la rifor…

Caro Merlo, e ora tocca a Saviano. Giorgia Meloni ha organizzato le sue squadracce e caccia tutti, i pericolosi, i nemici, i disobbedienti, gli antipatici, i monelli: Fuortes se l’è comprato e gli ha affidato Fazio, Annunziata non l’ha trattenuta, Facci è il “sacrificato”… Tutti i potenti ci hanno provato, ma solo Giorgia non sbaglia un colpo.

Giorgio Villano — Milano

Ci sa fare. Direi che censurare è la sola cosa che sa fare bene. E, chiamando la censura “codice etico”, si permette pure lo sberleffo.

Caro Merlo, l’apocalisse della nostra amata Terra sarà fuoco che brucia o acqua che annega?

Daria Scarcella — Ferrara

Forse perché siamo eliocentrici, sempre più ci avviciniamo a quel fuoco che ci ha generato, che amiamo e che ci distruggerà. Persino l’acqua, come racconta il mito della camicia di Ercole, è destinata a scomporsi in idrogeno e ossigeno e diventare infiammabile nell’estate eterna quando il mondo morirà di caldo e brucerà per autocombustione.

Caro Merlo, la riforma della giustizia che tanto viene sbandierata dovrebbe partire dalla digitalizzazione delle pratiche, dalla velocizzazione degli iter burocratici e dalla semplificazione delle pratiche semplici. Tra queste ci sono le pratiche di adozione del figlio o della figlia del partner, che possono durare oltre due anni. In questi due anni, il tempo effettivo di lavoro, lo dico per esperienza diretta, è un mese, e tutto il resto è lentezza burocratica e assenza di comunicazione alle famiglie.

Claudio Dutto — Bologna

Sento e condivido il dolore della sua lettera, caro Dutto, per una burocrazia che, operosa e molliccia, avvelena la felicità di un’adozione. Con chi prendersela? È stata preunitaria, fascista, democristiana, postdemocristiana, berlusconiana, dalemprodiana, grillina e meloniana ed è “un gigantesco potere messo in moto da nani”. L’allora ministro Bassanini, il solo che ha provato a liberarcene, è ricordato come un Don Chisciotte.

Caro Merlo, la sindaca di Rosà (Vicenza) ha proibito all’Anpi di tenere la manifestazione della “pastasciutta antifascista”, che da 80 anni ricorda i Fratelli Cervi che portarono in piazza a Campegine 350 kg di pasta in bianco per festeggiare la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943. Non è la prima volta che si bloccano le manifestazioni dell’Anpi con la motivazione della “sicurezza ed ordine pubblico”.

Nicola Narciso — Giovinazzo (Bari)

La censura della “pastasciutta antifascista” sembra solo stupida ma, come tutte le censure, è invece violenta e pericolosa. Rischiamo infatti di abituarci all’offesa alla Resistenza che è la fonte di legittimità della nostra Italia democratica e repubblicana.

Caro Merlo, approfitto dell’aria condizionata (mi scuso con gli ambientalisti), per scriverle della mia dipendenza dal gelato di cioccolato fondente. Non c’è pasto che non finisca con cucchiaiate di gelato e soprattutto la sera, quando tramonta la mia coscienza salutista che mi fa rifiutare tutti gli zuccheri. Il cioccolato fondente scandisce il mio tempo e condiziona i miei comportamenti, non solo d’estate, liquido, solido o in crema. Se si potesse lo inalerei. Vorrei fondare un’associazione di “fondentomani” per superare questa dipendenza. Le chiedo, intanto, di accogliere la richiesta di ghigliottinare il cioccolato al latte, variante eterozigote del paradiso.

Marzia Rubino — Treviso

Ghigliottina respinta.


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