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Giambruno inguaia la moglie. Poveri massoni, dal duello al Tar

Andrea Giambruno

 
Posta e risposta di sabato 29 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, senza ovviamente paragonare Margaret Thatcher e Angela Merkel a Giorgia Meloni, vorrei però ricordare che i loro mariti, uomini di grande valore, seppero essere sempre all’altezza, per stile e discrezione, di un ruolo difficile ma bello e forse persino avvincente. È vero che in Italia non ci sono modelli perché Meloni è la prima donna premier, ma un coniuge-macchietta come il giornalista Andrea Giambruno non si era mai visto tra le mogli dei nostri primi ministri.

Giulia Acciarito — Roma

Mettendo da parte Berlusconi e le sue mille Mulieres, le cosiddette first lady d’Italia sono state, pur così diverse, tutte partner esemplari, emancipate, libere e mai ingombranti o imbarazzanti. E sto parlando delle signore Prodi, D’Alema, Monti, Letta, Renzi, Conte e Draghi. E infatti il simpatico Andrea Giambruno rilancia, certo inconsapevolmente, un altro modello italiano, quello della “moglie” di destra degli anni Cinquanta e Sessanta, che fu l’epoca vaporosa dei bigodini e delle c…

Caro Merlo, senza ovviamente paragonare Margaret Thatcher e Angela Merkel a Giorgia Meloni, vorrei però ricordare che i loro mariti, uomini di grande valore, seppero essere sempre all’altezza, per stile e discrezione, di un ruolo difficile ma bello e forse persino avvincente. È vero che in Italia non ci sono modelli perché Meloni è la prima donna premier, ma un coniuge-macchietta come il giornalista Andrea Giambruno non si era mai visto tra le mogli dei nostri primi ministri.

Giulia Acciarito — Roma

Mettendo da parte Berlusconi e le sue mille Mulieres, le cosiddette first lady d’Italia sono state, pur così diverse, tutte partner esemplari, emancipate, libere e mai ingombranti o imbarazzanti. E sto parlando delle signore Prodi, D’Alema, Monti, Letta, Renzi, Conte e Draghi. E infatti il simpatico Andrea Giambruno rilancia, certo inconsapevolmente, un altro modello italiano, quello della “moglie” di destra degli anni Cinquanta e Sessanta, che fu l’epoca vaporosa dei bigodini e delle cotonature. Dunque La Sua Signora, che era il libro-riassunto dell’Italia di Leo Longanesi, il lato debole del borghese in carriera, con Meloni-Giambruno diventa “Il Suo Signore”, la fragilità maschietta della donna realizzata, la dimensione parassita dell’ex macho ridotto a trafficare nel nome della moglie o compagna, non fa differenza. Con Meloni-Giambruno il vecchio stereotipo di Longanesi è rovesciato: la moglie ingravida il marito, e il marito (o compagno) a rimorchio rovina la carriera della moglie.

Caro Merlo, nella sua risposta sul cambiamento climatico lei parla, giustamente, di “cretini cognitivi” che sono quasi sempre di destra. Poi interviene anche il comunista Rizzo che non si lascia ingannare. Chiedo umilmente: ma tra i comunistoni e i fasci c’è tanta differenza?

Pino Attili — Ancona

Ai cretini cognitivi di sinistra non piace somigliare ai cretini cognitivi di destra, ma sempre più scetticismi li confondono. E sono tutti, ça va sans dire, pacifisti putiniani.

Caro Merlo, il detto “l’informazione è potere” sarà pure da ghigliottina ma viene applicato scientificamente da questa maggioranza di governo, che ha capito che in Italia ormai la gente è anestetizzata, per instaurare un regime non occorrono esercito e carri armati: basta la tv.

Nicola Narciso — Giovinazzo (Bari)

Non la seguo. L’informazione truccata ci indigna e persino ci diverte ma raramente ci convince. Sono convinto che l’Italia non si lascia asservire dalla televisione servile. Ripeto: un minuto di qualità influenza gli italiani più di un’ora di imbonimento.

Caro Merlo, dove andremo a finire se anche la massoneria in Italia si divide e va per carte bollate? Mi riferisco alla causa in tribunale fra Grande Oriente e Rito scozzese. Non potrebbero risolvere le loro questioni con un duello all’alba come ai tempi di Felice Cavallotti? Altro che riforma della giustizia.

Danilo Doria — Verona

Ha ragione, non si addicono alla storia gloriosa e diabolica delle massonerie le bocciature dei Grandi Maestri e le revoche dei Venerabili, i ricorsi al Tar dei Muratori, le sospensioni sospese e le sospensioni rigettate dei Fratelli all’orecchio. Al contrario, i duellanti, antagonisti e solidali, continuano a odiarsi per vivere.

Caro Merlo, alle espressioni da ghigliottinare aggiungerei “cuore pulsante”.

Avvocato Guariente Guarienti — Verona

Ghigliottina.


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