Lo sport è guerra con altri mezzi Don Ciotti e Salvini, Dio non c’entra
Francesco MerloLa schermitrice ucraina Olga Kharlan
(fotogramma)Caro Merlo, ho letto l’intervista toccante alla schermitrice ucraina Olga Kharlan, squalificata dai mondiali per non aver stretto la mano alla sua avversaria russa dopo averla sconfitta. Olga Kharlan l’ha voluta salutare col tocco di spada come nel periodo del Covid, gesto concordato con gli organizzatori. La russa Anna Smirnova non ha accettato questo saluto e ha deciso di rimanere per 45 minuti in pedana in attesa della stretta di mano. Alla fine ha ottenuto la squalifica dell’ucraina. Chissà cosa avrebbe fatto se avesse invece vinto. Lo sport dovrebbe avvicinare i popoli o come nell’antica Grecia essere un omaggio agli dei. Questo caso, invece, è un’ulteriore conferma della frattura tra ucraini e russi e dell’arroganza di questi ultimi anche sul fronte sportivo.
Vito Mangano — Roma
L’idea dello sport che avvicina i popoli è un’ipocrisia. Al contrario nulla più dello sport somiglia e simula la guerra. E gli atleti rappresentano la bandiera di cui indossano i colori e per quella bandiera vincono o perdono. Lo sport agonistico tra un’ucraina e una russa può dunque diventare una rivincita perché è la guerra combattuta con altri mezzi. Olga Kharlan ha vinto e ha salutato nel modo che era stato concordato. Ma la furba Anna Smirnova è riuscita a farla squalificare, con annessa sospensione della squalifica che è una tipica soluzione all’italiana. Come in tutti gli sport, anche nella scherma ci sono vittorie che vengono dimenticate e altre che ne onorano l’albo d’oro. La furbata della perdente russa ha solo reso più popolare la vincente Olga Kharlan. È come se l’Ucraina avesse vinto due volte, come se la Russia avesse perso due volte.
Caro Merlo, quando un ministro della Repubblica insulta e offende un ministro di Dio, è al riparo dal giudizio terreno. Ma l’immunità parlamentare lo proteggerà dal giudizio divino ?
Rocco Rea — Arce (Frosinone)
Penso che Don Ciotti non abbia bisogno di Dio per avere ragione sugli insulti di Salvini. Ma penso anche che il Ponte sullo Stretto meriterebbe difensori migliori di Salvini. Diciamola così: sul ponte sullo Stretto, che comunque non si farà, oggi è meglio avere torto con don Ciotti che ragione con Salvini.
Caro Merlo, “patto tra generazioni”, qualcuno potrebbe chiarirmi come si procede?
Lorenzo Lo Presti — Ragusa
Le generazioni non esistono, sono sociologismi deleteri. Si parla retoricamente di “patto tra generazioni” ogni volta che si tentano azzardi o riforme impossibili, come nel caso delle pensioni. Non esistono neppure “i giovani” e “gli anziani”, e chi pretende di rappresentarli è un imbonitore
Caro Merlo, mi riferisco alla lettera del signor Villano e alla sua risposta sull’occupazione della Rai. Ma vogliamo dire dei voti od astensioni in cda del consigliere “in quota” ( ghigliottina? ) 5Stelle di Majo?
Antonio Amoruso — Torino
I consiglieri di amministrazione della Rai sono tutti portaordini e di Majo, «in scienza e coscienza», ha eseguito gli ordini di Conte, il quale ha prima rivendicato come vittorie «le tre-quattro posizioni che ci sono state assegnate» e subito dopo ha sbuffato: «Basta dire che tramo con Meloni, che faccio accordi sotterranei, questa è propaganda».
Caro Merlo, in dieci secondi, al Tg1 delle 13.00: “Esodo...vacanzieri”. Propongo ghigliottina. Con infamia.
Valter Vecellio
Ghigliottina con infamia.