Le brigate di Toni Negri e i portici. Intellettuali a destra, i famosi tre peli
di Francesco MerloToni Negri
Caro Merlo, 2 agosto, collegamento del tg, mi sembra l’1, con la stazione di Bologna. La cronista esordisce così: «Buongiorno, ci troviamo proprio nel punto dove, 43 anni fa, accadde quello che accadde». E già. Bum.
Luca Cardinalini — Roma
Bum.
Caro Merlo, a proposito dei portici, segnalo che a Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, sono unici e davvero ben tenuti. Uno spettacolo da non perdere.
Nicola Campoli — Napoli
Ricevo molte lettere che raccontano i portici delle città italiane e spesso, non solo a Cava dei Tirreni, la questione meridionale sembra capovolgersi. Tanti come Chris Vecchi, che scrive da Modena, insistono sulle “condizioni igieniche imbarazzanti” dei portici di Bologna, che ne ha 40 km solo nel centro. Vecchi conclude: “Non penso che l’Unesco lo sappia, altrimenti ritirerebbe subito l’onorificenza assegnata a Bologna”.
Caro Merlo, ogni volta che si libera una posizione di potere culturale si parla sempre della stessa triade di centrodestra Pietrangelo B…
Caro Merlo, 2 agosto, collegamento del tg, mi sembra l’1, con la stazione di Bologna. La cronista esordisce così: «Buongiorno, ci troviamo proprio nel punto dove, 43 anni fa, accadde quello che accadde». E già. Bum.
Luca Cardinalini — Roma
Bum.
Caro Merlo, a proposito dei portici, segnalo che a Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, sono unici e davvero ben tenuti. Uno spettacolo da non perdere.
Nicola Campoli — Napoli
Ricevo molte lettere che raccontano i portici delle città italiane e spesso, non solo a Cava dei Tirreni, la questione meridionale sembra capovolgersi. Tanti come Chris Vecchi, che scrive da Modena, insistono sulle “condizioni igieniche imbarazzanti” dei portici di Bologna, che ne ha 40 km solo nel centro. Vecchi conclude: “Non penso che l’Unesco lo sappia, altrimenti ritirerebbe subito l’onorificenza assegnata a Bologna”.
Caro Merlo, ogni volta che si libera una posizione di potere culturale si parla sempre della stessa triade di centrodestra Pietrangelo Buttafuoco, Giordano Bruno Guerri e Marcello Veneziani. Ma poi, puntualmente, ci mettono qualcun altro. Perché tutti li vogliono e nessuno se li piglia?
Paola Bianchi, Volterra
Nella pioggia di nomine, una vera corte dei miracoli, con cui il governo Meloni sta costruendo la nuova egemonia sottoculturale, vengono preferiti i camerieri e i trasformisti agli spiriti liberi, che a destra sono rari, preziosi ma inutili come i peli del porco della saggezza popolare siciliana: “tri pila avi u porcu, u porcu avi tri pila, tre peli ha il porco, il porco ha tre peli”.
Caro Merlo, Toni Negri compie 90 anni. Ex tutto (ex azione cattolica, ex socialista, ex operaista, ex editore, ex autonomo, ex radicale), fra le sue invenzioni Wikipedia recita anche quella delle brigate rossonere, colonna del tifo milanista. È forse l’unica fede mai rinnegata, certamente la più inquietante.
Alvise Scattolin — Vicenza
Immagino che queste “brigate rossonere” di Toni Negri fossero un messaggio ironico al magistrato Pietro Calogero, l’investigatore di Padova che, sul suo ruolo di “cattivo maestro”, si era tanto accanito. Il teorema fu smontato non dalla “giustizia proletaria” ma da altri magistrati di Padova, Giovanni Palombarini e Vittorio Borraccetti. Se dunque di ironia si trattava, almeno quella volta, l’antipatico imputato divenne un simpatico tifoso. Quando Enzo Biagi raccontò a Gianni Agnelli che Buscetta gli aveva detto d’essere un grande tifoso della Juventus, l’avvocato rispose: «Lei lo rivede? Be’, gli dica che è una delle cose di cui non avrà da pentirsi».
Caro Merlo, forse ho finalmente trovato una cosa che Giuseppe Conte non ha cambiato mai. No, non è il fazzoletto a punte, ma il filoputinismo, l’amore per la Russia. Il suo primo governo, quello con Salvini, in un anno decorò 6 complici di Putin: Dyukov (revocato da Mattarella), Valeryevich (revocato), Kazikaev, Korolev, Melnichenko (revocato), Shokhin (revocato). E il Conte 2, tra il 2020 e 2021, assegnò a 22 russi l’Ordine della stella d’Italia, 16 nel solo 2020. Grazie a Conte l’attuale, orribile ambasciatore Paramonov è diventato nel 2018 cavaliere e nel 2020 commendatore.
Luigina Lugo — Cesena
Conte fa finta di non saperne nulla. Dava medaglie ai russi a sua insaputa. Il presidente Mattarella ha revocato “per indegnità” 14 delle 33 medaglie elargite dai governi italiani dal 2014 ad oggi. Bisogna completare l’opera.