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Cappato, Monza non è berlusconissima. Perché gli italiani non sono marinai

Monza, Marco Cappato

 (fotogramma)
Posta e risposta di sabato 5 agosto 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ho apprezzato e condiviso la sua risposta a favore della candidatura Cappato che la sinistra dovrebbe appoggiare a Monza. Nel finale, però, la mia città diventa la “berlusconissima Monza”. Non è vero: il sindaco è Paolo Pilotto del Pd eletto alle ultime elezioni e, dopo la parentesi Allevi del centrodestra, il sindaco era Roberto Scanagatti, sempre del Pd. E così via con alternanze varie a ritroso negli anni.

Emilio Ortolina — Monza

È vero, chiedo scusa. Mi riferivo però al seggio in Senato che fu di Silvio Berlusconi e che la destra considera blindato. Temo che la candidatura di Marco Cappato sia l’occasione di vincere che la sinistra si lascerà sfuggire.

Caro Merlo, non ho viaggiato molto nella vita, ma in Italia un po’ sì e sia in Sardegna sia nell’arcipelago toscano (Elba, Giglio ecc.) ho sempre notato che i paesi dei locali sono sempre interni, spesso arroccati su alture, mentre giù al mare quasi sempre vengono da fuori. Com’è noto, in Sardegna ci sono enclave cat…

Caro Merlo, ho apprezzato e condiviso la sua risposta a favore della candidatura Cappato che la sinistra dovrebbe appoggiare a Monza. Nel finale, però, la mia città diventa la “berlusconissima Monza”. Non è vero: il sindaco è Paolo Pilotto del Pd eletto alle ultime elezioni e, dopo la parentesi Allevi del centrodestra, il sindaco era Roberto Scanagatti, sempre del Pd. E così via con alternanze varie a ritroso negli anni.

Emilio Ortolina — Monza

È vero, chiedo scusa. Mi riferivo però al seggio in Senato che fu di Silvio Berlusconi e che la destra considera blindato. Temo che la candidatura di Marco Cappato sia l’occasione di vincere che la sinistra si lascerà sfuggire.

Caro Merlo, non ho viaggiato molto nella vita, ma in Italia un po’ sì e sia in Sardegna sia nell’arcipelago toscano (Elba, Giglio ecc.) ho sempre notato che i paesi dei locali sono sempre interni, spesso arroccati su alture, mentre giù al mare quasi sempre vengono da fuori. Com’è noto, in Sardegna ci sono enclave catalane (Alghero), genovesi (Carloforte), ponzesi (Arbatax), lo stesso all’Elba dove i pochi paesi di mare o le località in basso sono dei ponzesi. Sull’Adriatico, la costa croata-dalmata un tempo era dei veneti. Ma allora le domando: se nemmeno gli isolani lo sono, chi sono stati i popoli del mare italiani?

Wanda Bettolli — Ravenna

Genovesi, livornesi, veneziani, pisani e poco altro. Per il resto l’Italia di mare e l’Italia di terra si somigliano, e anche marinai e pescatori hanno la faccia terragna, corpi che non rimandano alla barca ma al cavallo, animale totemico e protesi contadina, un mare di terra insomma. Pur vivendo in una penisola (quasi isola) gli italiani scappavano dal mare. Infatti, anche quelli costieri non navigano, non sanno nuotare, a tavola preferiscono la carne al pesce e desiderano la terra, che è comunque ferma e sicura come la rendita, mentre il mare è pericoloso e agitato come il rischio d’impresa. Sembra, questo rapporto con il mare, il capitolo mancante e forse definitivo di quell’identità nazionale come anima vile che è cruccio fisso della cultura italiana dell’anti-italiano, da Dante e Petrarca sino a Montanelli e Giorgio Bocca, passando per Longanesi, Flaiano, Brancati e Sciascia e per gran parte della tradizione non marxista.

Caro Merlo, i partiti d’opposizione non gradiscono per i parlamentari l’obbligo della cravatta e il divieto di calzare scarpe da ginnastica. Per 40 anni sul lavoro ho indossato giacca e cravatta e non capisco né il carnevale delle sneakers (in inglese “muoversi in maniera furtiva”) né il “mi vesto come mi pare”. La sinistra sciamannata che non frequenta barbieri e parrucchieri è la sinistra che perde.

Vito Mangano — Roma

Simbolo liberale, la cravatta del borghese è naturalmente indossata, senza bisogno di una norma o di un obbligo di legge, in tutte le professioni che contano: avvocati, professori, manager, medici. Lei ha ragione, la sinistra che perde è quella descamisada che vuol somigliare ai cinque stelle del vaffa. Ma la cravatta d’ordinanza con il tricolore che Giorgia Meloni ha imposto, come un guinzaglio, ai suoi parlamentari, rimanda ai regimi, al nuovo populismo contro il vecchio, per un’Italia comunque orribile.

Caro Merlo, è in grado di spiegarmi cosa è successo a Piero Fassino?

Domenico Nostro — Roma

No. Posso solo dirle che è un uomo onesto che a volte non controlla i propri umori.


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