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La prevalenza del cafone estivo. I neoriccastri venditori di lauree

Posta e risposta del 31 agosto
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Caro Merlo, piove e l’estate sembra finita, ma per capire che non è così basta andare nei supermercati delle città balneari. Proprio perché piove, sono ancora più affollati di turisti in braghette e ciabatte, di signore (faccio per dire) in vestagliette, panze in esposizione, boxer da spiaggia, sporcizia, sudore. Troppi stranieri in Italia perdono il decoro. Perché? E adesso sono ancora più sbracati perché in astinenza di sole. Davvero meritiamo di essere offesi così? Si parla di limitare il turismo imponendo il numero chiuso, ma prima che sulla quantità bisognerebbe intervenire sulla qualità. Non mi prenda per una snob, non pretendo certo una ridicola folla di elegantoni in giacca e pochette tra gli scaffali della Conad. Ma una maglietta, no? E un paio di scarpe di corda, i normali pantaloni, la cara vecchia gonna?

Marika Botti – Castiglioncello (Livorno)

Cara signora Botti, la foto dell’estate, pubblicata dal Tirreno il 7 agosto, è quella di un uomo alla cassa della Coop di via Pa…

Caro Merlo, piove e l’estate sembra finita, ma per capire che non è così basta andare nei supermercati delle città balneari. Proprio perché piove, sono ancora più affollati di turisti in braghette e ciabatte, di signore (faccio per dire) in vestagliette, panze in esposizione, boxer da spiaggia, sporcizia, sudore. Troppi stranieri in Italia perdono il decoro. Perché? E adesso sono ancora più sbracati perché in astinenza di sole. Davvero meritiamo di essere offesi così? Si parla di limitare il turismo imponendo il numero chiuso, ma prima che sulla quantità bisognerebbe intervenire sulla qualità. Non mi prenda per una snob, non pretendo certo una ridicola folla di elegantoni in giacca e pochette tra gli scaffali della Conad. Ma una maglietta, no? E un paio di scarpe di corda, i normali pantaloni, la cara vecchia gonna?

Marika Botti – Castiglioncello (Livorno)

Cara signora Botti, la foto dell’estate, pubblicata dal Tirreno il 7 agosto, è quella di un uomo alla cassa della Coop di via Pasubio a Cecina, a torso nudo, scalzo, vestito solo di un asciugamano attorno alla vita, gambe e piedi sporchi di sabbia. Il giornale scrive che è un turista ed è certamente vero. Ma questo turismo, che anche lei evoca, forse subisce il contagio dell’indecenza. Forse gli stranieri in vacanza si adeguano al gusto che trovano, al cattivo umore nazionale, alla prevalenza del cafone, alla smania italiana di esibire l’eccesso, come nelle commedie plebee. Una volta pensavamo che contegno, decenza e decoro non potessero essere imposti per regolamento comunale. Ci sbagliavamo. L’esempio virtuoso è quello di Capri dove le multe, vere e salate, sono servite. Tutti, italiani e stranieri, a Capri vanno in giro normalmente abbigliati e non divorano la pizza in strada sdraiati sui marciapiedi e appollaiati sui muretti. Un signore nudo e sporco, come quello che Il Tirreno ha fotografato di spalle, al supermercato non dovrebbe arrivarci. E se ci arrivasse non lo farebbero né entrare né uscire. Lo multerebbero, lo denuncerebbero e lo accompagnerebbero a vestirsi.

Caro Merlo, Marco Cappato, che non è un complottista, teme di essere spiato dai servizi segreti ma Alfredo Mantovano, che non ha l’aria del bugiardo e che dei Servizi è il responsabile, “lo esclude nel modo più assoluto”. Chi ha ragione?

Marta Lesti - Ancona

Mi fido molto di Marco Cappato, ma trattandosi dei servizi italiani, potrebbero avere ragione entrambi. E per Mantovano non sapere sarebbe peggio che mentire. Temo che non lo capiremo mai.

Caro Merlo, ho letto della rissa fra il sindaco di Terni Stefano Bandecchi e i membri dell’opposizione FdI, urla, spintoni, toni da stadio. Incuriosito, ho scoperto su Wikipedia che il sindaco è presidente della squadra di calcio locale ma è nato a Livorno, è stato nella Folgore facendo anche missioni in Libano (con Vannacci?). E ha fondato o diretto università online. È un film di cui non individuo il genere.

Ada Calamante - Foligno

È un energumeno con la biografia del picchiatore classico, compresi la Folgore, il calcio, la pallavolo, un po’ di editoria e l’ombrello di Forza Italia. L’elemento perturbante sono le università online che lo hanno reso ricco. Non è il solo. Il post moderno digitale, che negli Stati Uniti ha prodotto i miliardari Larry Page (Google) e Zuckerberg (Facebook), in Italia ha prodotto le accademie virtuali e i neoriccastri venditori di lauree.

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