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Venezia stramaledice gli inglesi. Sorelle d’Italia e mariti svampiti

Posta e risposta di venerdì 1 settembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, con questo Comandante, eroe fascista ma buono, che affonda la nave nemica ma ne salva l’equipaggio, comincia da Venezia l’egemonia culturale della destra?

Luigi Vinci - Frosinone

Non ho visto il film, ma i giornali inglesi (il Telegraph e il Guardian), oltre alla banalità dell’eroe fascista duro e leale, virile e generoso, del soldato italiano che sa uccidere e sa salvare, hanno sottolineato, persino nei titoli, il tentativo, “davvero ridicolo”, di dimostrare che erano uguali i fascisti e gli inglesi nella Seconda guerra mondiale. E questo è troppo. E infatti riportano un surreale dialogo tra i marinai del mercantile belga che danno agli inglesi la colpa dei loro guai perché trasportavano pezzi di ricambio per l’aviazione inglese: “Non sono stati i britannici che ci hanno affondato, ma i fascisti” prova a obiettare uno. E l’altro: “Britannici e fascisti sono gli stessi”. Commenta il critico del Telegraph, Robbie Collin: “Well, no, not really, but perhaps to enjoy this so…

Caro Merlo, con questo Comandante, eroe fascista ma buono, che affonda la nave nemica ma ne salva l’equipaggio, comincia da Venezia l’egemonia culturale della destra?

Luigi Vinci - Frosinone

Non ho visto il film, ma i giornali inglesi (il Telegraph e il Guardian), oltre alla banalità dell’eroe fascista duro e leale, virile e generoso, del soldato italiano che sa uccidere e sa salvare, hanno sottolineato, persino nei titoli, il tentativo, “davvero ridicolo”, di dimostrare che erano uguali i fascisti e gli inglesi nella Seconda guerra mondiale. E questo è troppo. E infatti riportano un surreale dialogo tra i marinai del mercantile belga che danno agli inglesi la colpa dei loro guai perché trasportavano pezzi di ricambio per l’aviazione inglese: “Non sono stati i britannici che ci hanno affondato, ma i fascisti” prova a obiettare uno. E l’altro: “Britannici e fascisti sono gli stessi”. Commenta il critico del Telegraph, Robbie Collin: “Well, no, not really, but perhaps to enjoy this sort of stuff, it helps to pretend otherwise. Beh, no, non proprio, ma forse per godersi questo genere di roba è utile fingere il contrario”.

Caro Merlo, c’ero anch’io in piazza a Bologna quando, nel giugno scorso, lei e Filippo Ceccarelli ci avete raccontato le avventure di “casa Meloni”, prevedendo e persino anticipando l’escalation di trovate del fidanzato d’Italia Andrea Giambruno e del cognato d’Italia, Francesco Lollobrigida, i due maschi ad alto rischio del governo Meloni. Ma in fondo Giambruno può essere visto come una piccola vittoria del femminismo. Anche il familismo si è emancipato: non la moglie di Cesare combina guai, ma il marito di Cesare.

Lilly Rosano - Bologna

Solo a prima vista c’è un bel progresso del costume in questo malcostume che rovescia lo stereotipo: la moglie “ingravida” il marito, e il marito (o compagno), nella dimensione parassita del macho che traffica nel nome della moglie, ne mette a rischio la carriera. L’Italia che, come lei acutamente nota, è stato il Paese della moglie di Cesare, rischia di diventare il Paese del marito di Cesare. Tra le tanti mogli che inguaiarono Cesare ricordo, senza ordine, la moglie di Crispi, la prima moglie di Fanfani, la signora Leone, la signora Dini, la moglie dell’ex presidente della Banca d’Italia Fazio, e poi tutte le mogli e le compagne che i grandi scrittori italiani imposero come scrittrici. E ci sono ovviamente le Mulieres di Berlusconi. A guardar bene, però, con Giambruno e Lollo non siamo alla versione maschile della moglie di Cesare, ma allo svampitello che imbarazza la moglie e tuttavia la gratifica: è la debolezza che ne certifica la forza. Nella famiglia politica più familistica che l’Italia abbia mai avuto al potere, comandano le due sorelle e gli ometti a rimorchio, con le loro poche e maschiette trovate, alla fine confermano e persino esaltano il potere della Padrina, della Godmather, come una volta accadeva, all’inverso, con “la bionda del capo”. La maggiorata svampita al maschile diventa il palestrato svampito. Non mi pare che il femminismo italiano, che si incantò davanti alla Meloni, meriti questo finale da commedia buffa. Quel genio misogino di Carmelo Bene, arrestato perché aveva picchiato la moglie, disse ai carabinieri: “Sono io la moglie di me stesso”.

Caro Merlo, due ghigliottine: spoilerare, regalare emozioni.

Emilia Catania - Livorno

Ghigliottine.

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