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Lo scippatore pestato ma liberato. Robin Hood oggi ruba ai poveri

Posta e risposta del 10 settembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, non merita clemenza l’indiano che ha scippato una signora novantenne buttandola a terra, ma il tentativo di linciaggio è peggio. Nel video si percepisce con chiarezza che a muovere questi squallidi giustizieri non è stata solo la pietà verso la vittima. È barbaro il loro gusto per la violenza, il loro piacere nel picchiare.

Lidia Zari - Firenze

Mi sottraggo alla facile psicanalisi sul linciaggio che è già troppo praticata. Le faccio notare però che l’orribile scippatore, che ha infierito sulla vecchietta trascinandola in strada, è stato fermato, ma il giudice lo ha liberato dopo poche ore. Non ha documenti e non ha dimora ed è difficile immaginarlo a processo. Ecco, i suoi aggressori sono barbari, ma nella giustizia c’è qualcosa che non va.

Caro Merlo, non merita clemenza l’indiano che ha scippato una signora novantenne buttandola a terra, ma il tentativo di linciaggio è peggio. Nel video si percepisce con chiarezza che a muovere questi squallidi giustizieri non è stata solo la pietà verso la vittima. È barbaro il loro gusto per la violenza, il loro piacere nel picchiare.

Lidia Zari - Firenze

Mi sottraggo alla facile psicanalisi sul linciaggio che è già troppo praticata. Le faccio notare però che l’orribile scippatore, che ha infierito sulla vecchietta trascinandola in strada, è stato fermato, ma il giudice lo ha liberato dopo poche ore. Non ha documenti e non ha dimora ed è difficile immaginarlo a processo. Ecco, i suoi aggressori sono barbari, ma nella giustizia c’è qualcosa che non va.

Caro Merlo, riguardo alla tomba di Franco Battiato - sulla cui lapide c’è scritto “Battiato Francesco” - devo dirle che qui a Riposto questo nome risulta solo all’anagrafe e sui registri di classe. I suoi amici di gioventù lo hanno sempre chiamato Ciccio, mentre per il resto del mondo era Franco Battiato, il nome che giustamente è stato scolpito nel Famedio di Milano, dove visse a lungo. È davvero incomprensibile il motivo per cui i suoi tanti ammiratori debbano faticare per riconoscerne la tomba al cimitero di Riposto dietro una lapide con quel burocratico cognome e nome. Lui non era un Pinco Pallino - magari sepolto sotto la scritta Pallino Pinco - ma un grande musicista, un grande siciliano, un grande ripostese. Perché il fratello Michele, che certamente vuole tutelare più di tutti il ricordo di questo straordinario personaggio, non rimedia a questo palese errore?

Salvatore Russo – Riposto (Catania)

Lei non sa chi è mio fratello! è il titolo di un vecchio, ma ancora sapido libro sui fratelli, da Alighieri a Hitler, che Claudio Magris definì “borgesiano”. A Riposto quel “lei non sa chi è mio fratello!” per Michele Battiato potrebbe essere rovesciato così: “Lei non sa chi è suo fratello”.

Caro Merlo se le “Sinistre” si liberassero della sindrome di Robin Hood (che non so se esiste, ma il nome mi piace), sarebbe cosa buona per la democrazia.

Giuditta Mosetti- Monteverdi Marittimo (Pisa)

Il mito di Robin Hood è stato rivendicato sia da destra sia da sinistra, dai fascisti, dai comunisti e persino da Giulio Tremonti che lo usò per giustificare non so quale tassa. Secondo Umberto Eco, che cito a memoria, “il personaggio che ha ispirato la leggenda di Robin Hood è esistito davvero, ma ai suoi tempi si rubava ai ricchi per dare ai poveri mentre oggi si ruba ai poveri per dare ai ricchi.”

Caro Francesco, mi è stato detto che i femminicidi altro non sono che omicidi e che l’ uomo uccide la donna solo perché è più forte fisicamente. Viceversa sarebbero gli uomini ad essere uccisi. Ma se invece nessuno uccidesse nessuno? Non mi è venuta altra risposta, ero nauseata. Accetto suggerimenti, casomai mi ricapitasse.

Sara Prando - Milano

Non ho suggerimenti. Non mi pare però che, con i suoi agguati vigliacchi, le sue ossessioni e i suoi scatti rabbiosi, il femminicidio sia un esercizio di forza. Dicono che, al contrario, a rendere omicida il maschio sia la perdita della sua forza.

Caro Merlo, in conferenza stampa, Giorgia Meloni per Caivano ha usato l’ennesimo “noi ci mettiamo la faccia”. Un antico copyright by Renzi. Meritevole quindi di doppia ghigliottina.

Emma Rossetti- Bologna

Ghigliottina.

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