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Femminicidi, proposta ai prof. I capelli e il generale Vannacci

Il generale Roberto Vannacci

 (ansa)
Le lettere del 13 settembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, di fronte alla barbarie dei femminicidi, alla crudeltà degli stupri sempre più frequenti e simili, nelle modalità (alcol-video-social) e nell’anagrafe, penso che l’Italia abbia una opportunità all’apertura delle scuole. Si utilizzino i primi giorni di ogni ordine e grado per affrontare con gli studenti e le studentesse il tema della violenza contro le donne in tutti i suoi aspetti, fino alla mattanza del finto amore. E si continui parlando e ascoltando i giovani. Non è questo assolvere al ruolo educativo della scuola? E anche a cercare di mutarne il volto negletto e nefasto?

Sergio Buonadonna — Genova

Caro Buonadonna, dedicare i primi giorni di scuola a un grande piano d’educazione nazionale per fermare la violenza contro le donne è un’idea così giusta che potrebbe piacere pure al ministro Valditara. La propongo agli insegnanti italiani che, in tanti, ci leggono. E si potrebbe continuare a discuterne in casa siglando quel “patto con le mamme” immaginato dal nostro Isaia Sa…

Caro Merlo, di fronte alla barbarie dei femminicidi, alla crudeltà degli stupri sempre più frequenti e simili, nelle modalità (alcol-video-social) e nell’anagrafe, penso che l’Italia abbia una opportunità all’apertura delle scuole. Si utilizzino i primi giorni di ogni ordine e grado per affrontare con gli studenti e le studentesse il tema della violenza contro le donne in tutti i suoi aspetti, fino alla mattanza del finto amore. E si continui parlando e ascoltando i giovani. Non è questo assolvere al ruolo educativo della scuola? E anche a cercare di mutarne il volto negletto e nefasto?

Sergio Buonadonna — Genova

Caro Buonadonna, dedicare i primi giorni di scuola a un grande piano d’educazione nazionale per fermare la violenza contro le donne è un’idea così giusta che potrebbe piacere pure al ministro Valditara. La propongo agli insegnanti italiani che, in tanti, ci leggono. E si potrebbe continuare a discuterne in casa siglando quel “patto con le mamme” immaginato dal nostro Isaia Sales.

Caro Merlo, Elly Schlein tratta chi lascia il Pd come i detriti eliminati nel tubo di scarico. L’ho votata con trasporto, ma temo che ci stia mettendo nei guai. Mi ricorda la parabola di Corbyn.

Miriam Marolla — Foggia

La segretaria de Pd rilancia il più distruttivo dei conflitti, quello della sinistra-sinistra contro la sinistra-destra. Ma la sua missione è unire, sintetizzare tutte le posizioni, attrarre, collegare la testa che ragiona con il cuore che appassiona. Il paragone con Corbyn è severo, ma dà conto del rischio. Ero a Londra quando Corbyn si inebriò, per un momento, di vittoria perché la sua vecchia sinistra sembrò meno vecchia della vecchia destra di Teresa May. In realtà, fu cacciato senza avere mai vinto.

Caro Merlo, durante la guerra i miei nonni paterni nascosero nel loro castello in Umbria due militari inglesi fuggiti da un campo di prigionia. Una loro figlia ha ritrovato le nostre tracce e ha visitato i luoghi. I discendenti di molti di questi militari hanno costituito il Monte San Martino Trust in riconoscenza agli italiani che salvarono i loro parenti. Il Trust mi ha invitato come guest speaker alla loro riunione annuale, lo scorso novembre al Royal Air Force Club di Londra.

Marco Mazzocchi Alemanni

Caro ambasciatore Mazzocchi Alemanni, grazie della testimonianza. Aggiungo a quel che avevo già scritto sull’8 settembre degli “strabenedetti inglesi” che Monte san Martino (Macerata) è davvero magico, come del resto Servigliano (Fermo), dove i fascisti aprirono un funesto campo di concentramento, e come Montemaggiore al Metauro (Pesaro e Urbino) dove, in una chiesa del seicento, c’è il Museo di Winston Churchill. Agli amici del “Gambero rosso” segnalo infine le tagliatelle alle ortiche al ristorante “dei Priori”.

Caro Merlo, le allego una recente foto del Generale Vannacci. La domanda mi sorge spontanea: il Generale si tinge i capelli? Qualcuno di voi giornalisti può chiedergli se, per un uomo, ciò è “normale” nel suo mondo “dritto”?

Giovanni Savastano — Roma

Lei cerca, nella brunissima chioma, il Totò che si vantava di essere tutto d’un pezzo e dimostrava di non esserlo. Ma a me non risulta che Vannacci si tinga i capelli, né mi interessa il contrario. Ho letto il suo libraccio, che è davvero omofobo e razzista, e una vittoria l’ha già ottenuta: a troppi ha fatto saltare i nervi e rizzare i capelli.

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