Elly Schlein e il talento oltraggiato. La nobiltà della grazia, anche negata
di Francesco MerloRoma, la segretaria del Pd Elly Schlein
(ansa)Caro Merlo, su Elly Schlein si assiste a un quotidiano tiro al bersaglio: su qualsiasi rete non c’è trasmissione, con commentatori di tutti gli orientamenti politici, ove non sia oggetto di critica, per non parlare della stampa di destra che quasi ogni giorno ne fa oggetto di scherno.
Nicola Narciso — Giovinazzo (Bari)
Le critiche, non sempre appropriate ma sempre legittime, sono da mettere nel conto politico, anche quelle strumentali sino allo scherno che sono comunque riconoscibili perché segnate dal cattivo gusto. È vero che c’è un accanimento, ma secondo me è un segno di successo che dovrebbe incoraggiare Elly Schlein. In Italia infatti il talento viene invidiato e oltraggiato. Solo dopo la morte viene riconosciuto ed esagerato.
Caro Merlo, il presidente Mattarella ha negato la grazia al macellaio Walter Onichini che sparò a uno dei ladri, un albanese, che aveva sorpreso in casa a Legnaro, e venne condannato a 4 anni. Secondo me a questo macellaio omicida, che sconta la pena ai d…
Caro Merlo, su Elly Schlein si assiste a un quotidiano tiro al bersaglio: su qualsiasi rete non c’è trasmissione, con commentatori di tutti gli orientamenti politici, ove non sia oggetto di critica, per non parlare della stampa di destra che quasi ogni giorno ne fa oggetto di scherno.
Nicola Narciso — Giovinazzo (Bari)
Le critiche, non sempre appropriate ma sempre legittime, sono da mettere nel conto politico, anche quelle strumentali sino allo scherno che sono comunque riconoscibili perché segnate dal cattivo gusto. È vero che c’è un accanimento, ma secondo me è un segno di successo che dovrebbe incoraggiare Elly Schlein. In Italia infatti il talento viene invidiato e oltraggiato. Solo dopo la morte viene riconosciuto ed esagerato.
Caro Merlo, il presidente Mattarella ha negato la grazia al macellaio Walter Onichini che sparò a uno dei ladri, un albanese, che aveva sorpreso in casa a Legnaro, e venne condannato a 4 anni. Secondo me a questo macellaio omicida, che sconta la pena ai domiciliari ed è stato affidato ai servizi sociali, non ha giovato il fracasso di Salvini che lo elevò a eroe nella sua campagna sulla legittima difesa. Non solo Mattarella ha fatto bene, ma credo che con Onichini la giustizia sia stata già troppo benevola.
Alba Giorgetti — Padova
Sospetto che lei abbia più torto che ragione. Penso infatti che a Onichini non abbiano giovato né Salvini, che lo ha elevato a eroe della campagna sulla legittima difesa, né quella parte della sinistra che, proprio come fa ora lei, lo ha additato come simbolo negativo dell’uomo dal grilletto facile. La grazia, concessa o negata che sia, non è un quarto grado di giudizio né la riparazione di un torto, ma un atto unilaterale, “gratuito” per sua natura che non può essere valutato con la contabilità politica come la presidenza di un ente pubblico o la direzione del Tg1. È un piccolo grande gesto che il capo dello Stato compie con il minimo di pubblicità possibile perché è pudore, è discrezione, è sovranità che si esprime in atti minimi, è forza che compatisce e non punisce. La grazia sostituisce alla violenza della pena l’energia della compassione.
Caro Merlo, condivido i suoi pensieri su Mimmo Lucano. Trovo normalmente squallido che i giornalisti di destra si siano scagliati contro il sindaco di Riace, perseguitato — sono parole sue — “da una giustizia rovesciata”. Ma trovo ben peggiore l’accanimento dei giornalisti “liberali” e mi piacerebbe perciò che lei facesse i nomi di questi suoi colleghi che si esercitano, con finta obiettività, sul “bandito calabrese”.
Eva Dusso — Udine
Ne ho accennato solo per segnalare che contro Lucano lavora “il clima”, quel che Manzoni nella Colonna Infame chiama “aspettativa generale”. E mi fermo qui perché non amo i giornali che si occupano dei giornali. “Fai il giornalista, girerai il mondo” si diceva un volta. Ci sono giornalisti che, chiusi per tutta la vita nella loro stanzetta, riempiono il proprio giornale scrivendo (male) dei giornali degli altri. Questo quotidiano “giro del mondo in ottanta giornali” è un degrado al quale non mi concedo.
Caro Merlo, “Mussolini uomo della Provvidenza” (Pio XI). “Putin un dono del Signore” (Silvio Berlusconi). “Orbán un esempio” (Giorgia Meloni). “Ho detto tutto” (Peppino De Filippo).
Leonardo Sestopassi — Napoli
Momenti fatali: credevano di dire una cosa seria e ne dicevano una comica.